Sette i padiglioni attivi, i primi tre interamente dedicati al custom: 700 espositori provenienti da 20 nazioni, 3.000 moto esposte e la presenza ufficiale di molte case motociclistiche.

MOTOR BIKE EXPO 2026                                 VERONA FIERE 23-25 FEBBRAIO

Se la matematica non è un’opinione quella andata in scena a Verona Fiere nell’ultimo week-end di gennaio è la 32° edizione, sommando ovviamente anche quelle svoltesi a Padova sotto il nome di Chopper & Custom Show, pioneristica manifestazione che ha dato il via nel lontano 1995 al filone custom Italiano della personalizzazione su due ruote.
Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da allora, l’evoluzione e la crescita di questa manifestazione è stata entusiasmante, punto di riferimento del movimento bikers nazionale. Nel 2009 la manifestazione si sposta a Verona, la migliore logistica della struttura e la capacità organizzativa di Paola Somma e Francesco Agnoletto portano ad un balzo in avanti nei contenuti che MBE propone ad un pubblico, che nel frattempo è cresciuto esponenzialmente, riuscendo a far diventare la manifestazione un punto di riferimento per gli appassionati di moto in generale, aprendosi a 360° su tutto quanto riguarda il settore motociclistico.
Dopo questo doveroso background storico culturale anche quest’anno abbiamo avuto il piacere di passare l’intero week-end a MBE.
Padiglione 1 anche quest’anno ospita la “Premium Selection” organizzato dalla rivista LowRide partner storico sin dalla prima edizione, per la precisione la rivista sotto l’egida del mitico Freeway Magazine mosse i primi passi proprio l’anno prima del Chopper & Custom. La disposizione delle moto, come è stato anche per l’edizione passata, permetteva di ammirare le moto esposte in tutta la loro bellezza.
Una parte del padiglione era riservata al Car Show con una bella esposizione di auto americane grazie alla presenza di diversi Car Club storici della scena italiana: Rumblers CC, Portoricano CC da Roma e i 50’ Brothers CC dal Veneto.
Tra i preparatori presenti abbiamo incontrato l’officina Burning Road che proponeva un paio di belle realizzazioni tra cui un bel chopperino e una touring che Rocco Roberto ha portato in fiera. Moto perfettamente a proprio agio su strada, fatte per macinare chilometri prerogativa fondamentale dell’officina Lodigiana ma che non sfigurano affatto anche sotto i riflettori di una fiera.

Sette i padiglioni attivi i primi tre interamente dedicati al custom: 700 espositori provenienti da 20 nazioni, 3.000 moto esposte e la presenza ufficiale di molte case motociclistiche. Harley- Davidson Italia presenta le novità dei modelli 2026 ed a poca distanza la replica della diretta concorrente Indian con le rispettive novità. Triumph e Royal Enfield anch’esse molto ben rappresentate con la loro gamma al completo.
Tra i big dell’after market a catalogo troviamo uno stand gigantesco di Motorcycles Storehouse con tutte le più importanti aziende con cui collabora. Presenza fissa anche il truck di Zodiac con la sua linea a catalogo e Parts Europe altro colosso mondiale dell’after market.
Girando nei vari padiglioni notiamo alcune nostre vecchie conoscenze: Niko Bikes porta a Verona la sua ultima realizzazione, un godibilissimo chopperino su telaio rigido, finemente impreziosito dalla mano di Cisko Airbrush. A poca distanza Giuseppe Arnone di Arnone Garage ci lascia a bocca aperta con Simun, motore H-D Sportster portato a 1.200cc incastonato in un telaio rigido, una forcella completamente hand made, ruota da 23” ed una verniciatura dai toni caldi di Dario Falzone. Moto che si è distinta nei vari contest di MBE.
Restando sempre su moto interamente realizzate hand made Boccin Custom Cycles srotola sul tappeto della fiera un chopper old school dei suoi. Motore a parte, un pan-shovel che comunque Lorenzo come di consueto revisiona completamente in ogni dettaglio, tutto il resto è farina del suo sacco: telaio rigido, forcella springer, tank oil e serbatoio benzina after market ma rivisto completamente. “Sangre Vida”, questo è il nome della moto spicca per l’originalissima e bizzarra verniciatura, in particolare del serbatoio benzina, che Roberto Larogna (Custom Design) ha realizzato interpretando i desideri del suo ideatore Fabio, già possessore della pluripremiata Venetia del 2025.
L’assassino nei libri gialli torna sempre sul luogo del delitto, è proprio il caso di Mirko Perugini alias Gallery Motorcycles e Damiano Roncaglioni, dopo un’annata strepitosa con la Lucifer ci riprovano con la Nike una free style con un preistorico motore H-D monocilindrico da 350cc che solo Dio sa dove Mirko lo abbia scovato. Moto interamente hand made: telaio, ruote Jonich su disegno di Damiano, una forcella FG Racing, sella del buon Luca Ronzoni e comandi Kustom Tech di Alessandro Pacelli, tank oil in vetro. Elegantissima la verniciatura di Ms Artrix un blu cobalto satinato.

Special assemblata a tempo di record, incontrai Mirko a metà dicembre e mi confidò che aveva solo un motore mezzo arrugginito e due gomme. Se pensate che una special da Best in Show nella Premium Selection di LowRide non si possa realizzare in così breve tempo dovete ricredervi.
Molti i concorsi che si sono svolti a MBE 2026 tra tutti MBE Award “The King Of Kustom” che quest’anno se lo sono aggiudicato gli inglesi di El Lobo Cycles con Royal Blood un chopperino con telaio hand made motore S&S replica di un Knuclehead, che non poche perplessità ha destato tra gli addetti ai lavori e anche tra il pubblico. Quello che è sicuro che stavolta non si può dire che sia una moto che non possa circolare tranquillamente per strada. La giuria tecnica composta da Cristian Sosa di Sosa Metalworks, Mike Rabideu di Majik Mike’s Design, Satya Kraus di Kraus Motor e Wiston Yea di Rough Crafts ha decretato la moto di El Lobo la regina della fiera.
Incredibili le special presentate a Verona da Pepe Lazzara, Los Sicanos Arte del Barrio con una Chicana in onore della sua terra, la Trinacria, che conferma essere il preparatore italo-belga uno dei massimi esponenti mondiali del filone Chicano Style. L’altra di Stephan Grand di T4 Motor-Cycles svariate migliaia di ore di lavoro, tutta interamente hand made, motore con turbocompressore. Entrambe le moto sono reduci da Sturgis dove spesso si sono scambiate le prime posizioni nei vari contest organizzati dell’evento. Queste moto sono di una categoria a parte, di un altro pianeta bisogna ammetterlo.
MBE Premium Selection, in collaborazione con la rivista Lowride, ha visto come Best of Show la Nike di Gallery Motorcycles. Oltre 20 i premi assegnati, tra cui uno Special Award alla Suzuki Hayabusa dell’emiratino Ahmed Al Hammadi, il Punta Choice della crew di Punta International a T4 Motorcycles, il Best Freestyle ad Arnone Garage e lo Sporty Award di Duecilindri allo Sportster di Wild Wheels Garage. Prima dei bike contest sono stati premiati non le moto più appariscenti, ma i piloti più veloci che hanno partecipato alla prima stagione della Bagger Racing European Cup: dopo il gran finale a Jerez di novembre, a trionfare nella classifica assoluta è stato Manuel Grandi su Indian Challenger preparata da Denis Pagani di Thirteen Garage. Sul secondo gradino del podio Ruben Xaus e bronzo per Andrea Tomio. La classifica Silver è stata assegnata invece a Marco Attanasio su Ducati Diavel. Ha chiuso la domenica di contest il Clubstyle Connection di Punta International che ha valorizzato le migliori tre realizzazioni: il Road Glide di 4Touring e Vity’s Design, il Low Rider ST di Rck Roll Chop e al primo posto il Dyna di Lucas Carbon.

Particolarmente toccante l’iniziativa che ha visto il coinvolgimento degli Hog Chapter di Treviso, Bassano, Padova, Verona, Trento, Mantova e Bolzano svoltasi domenica pomeriggio. A luglio scorso morirono in un incidente stradale avvenuto a Jesolo i coniugi Davide a Manuela. Interpretando i desideri dei due figli, anch’essi harleisti, è nato un progetto “ricostruiamo la 1000” che voleva riportare in strada la moto dei loro genitori. A MBE i due ragazzi, inconsapevoli di quello che i chapter avevano organizzato a loro insaputa, erano venuti in fiera per trovare qualche pezzo di ricambio nei vari swap meet da utilizzare per cercare di sistemare la moto. La commozione e il loro stupore è stato grandissimo quando hanno scoperto che la moto è stata portata sul palco perfettamente sistemata e finita, abbracciati da tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito generosamente e affettuosamente ha realizzare questo loro piccolo ma importante desiderio in onore dei genitori scomparsi a cui a breve verrà dedicata una fondazione a loro memoria.
Gli organizzatori di MBE possono dirsi soddisfatti per aver saputo organizzare un’edizione ancora una volta dinamica e ricca di contenuti, che non si limita più ad abbracciare solamente il settore custom, che rimane sempre il core business, ma aprendosi a 360° su tutto quanta può essere l’offerta motociclistica proposta ad oggi dal mercato internazionale.
L’appuntamento con MBE 2027 torna nella terza settimana di gennaio sempre a Verona Fiere.

Testo e foto: Corrado RdT

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