MEMORIAL CHICCO DAY

Memorial Chicco Day

Impeccabile l’organizzazione che si è premurata di noleggiare un’ambulanza al seguito e al furgone di appoggio dei ragazzi di Python Road di Rovato, che hanno collaborato seguendo la parte burocratica dei permessi.

MEMORIAL CHICCO DAY 2° EDITION 15-5-2022 OSPITALETTO (BS)

In questa rovente domenica di metà maggio si è tenuto il 2° Memorial Chicco Day in ricordo di un amico biker scomparso prematuramente quattro anni fa, Enrico Mercandelli, “Chicco” per gli amici.

Un mare di moto e di amici che non hanno voluto mancare a questo toccante tributo in onore di Chicco; già con molto anticipo rispetto all’orario stabilito, il piazzale antistante l’officina di Nos Motorcycles, punto di ritrovo per la partenza, era già invasa da un considerevole numero di moto che non ha turbato la sonnacchiosa domenica mattina degli abitanti limitrofi incuriositi da tanto movimento, al momento della partenza abbiamo potuto contare oltre duecentotrenta moto.

Il run della durata di un paio di ore si è snodato sui dolci pendii tra i vigneti della Franciacorta, strade poco trafficate e con un bel campionario di curve e saliscendi, luoghi conosciuti dove si producono vini di grande caratura e storia a pochi chilometri dal lago d’Iseo. La cosa più importante, visto l’alto numero di partecipanti, è che tutto è andato per il meglio grazie all’importante supporto di tutti i “road captain” che hanno vegliato sulle confluenze stradali e grazie anche al comportamento di tutti i partecipanti al run che hanno saputo guidare con abilità e con la massima attenzione.

Impeccabile l’organizzazione che si è premurata di noleggiare un’ambulanza al seguito e al furgone di appoggio dei ragazzi di Python Road di Rovato, che hanno collaborato seguendo la parte burocratica dei permessi.

La prima tappa del run fa sosta al cimitero di Castelcovati, dove Chicco riposa per poi concludersi presso il ristorante Aquila d’Oro dove finalmente stanchi e accaldati ci si è potuti rifocillare a dovere. Durante il pranzo si è svolta una lotteria i cui proventi sono stati devoluti al reparto oncologico dell’ Ospedale di Chiari.

Molti i gruppi che hanno preso parte al run in ricordo di Chicco; I Furious Lions MC Brescia, gli Amici del Frettarol, i ragazzi del Pontholliwood, Chei Delle Do Rode Busate, Sergio e Nicola di Python Road, gli Official Supporter 612, Antonino di Nos Motorcycles che ha messo a disposizione la sua officina come punto di appoggio per il ritrovo, i ragazzi di Berghem, naturalmente tutti i free bikers che hanno reso questa giornata indimenticabile e unica e a Fiore e Ceky che si sono impegnati perché questo avvenisse.

Avrei voluto che fosse andata diversamente…purtroppo la vita è una costante battaglia dove nessuno ne uscirà vivo…il tuo ricordo è vivo è splendente in ognuno di noi…” le parole di chi lo ha amato e continuerà a farlo per sempre.

Testo e foto: Corrado RdT

Tradional Easter Sunday by Sbarbari Klan

Tradional Easter Sunday by Sbarbari Klan

L’organizzazione pur semplice e alla buona è gestita in maniera impeccabile; buona musica, una batteria di grill da fare invidia ad un plotone di alpini affamati e birra q.b. che scende fresca e invitante dalle spine messe a ferro e fuoco.

Tradional Easter Sunday by Sbarbari Klan 17/04/2022

Natale con i tuoi e Pasqua? Sarebbe troppo banale e scontato rispondere con chi vuoi, e se provassimo a dire dagli Sbarbari ? Proprio così ragazzi, come mancare all’immancabile tradizionale party di Pasqua con lo Sbarbari Klan, quest’anno tra le altre cose ricorre il 25° anno di sodalizio del Car Club Bresciano, un quarto di secolo di passione per le US Car, le moto americane, il rock’n’roll e tutto quello che rappresenta la cultura dei meravigliosi e irripetibili “fifties”.

L’organizzazione pur semplice e alla buona è gestita in maniera impeccabile; buona musica, una batteria di grill da fare invidia ad un plotone di alpini affamati e birra q.b. che scende fresca e invitante dalle spine messe a ferro e fuoco.

Molti gli amici che si sono uniti alla festa, notiamo tra gli altri la crew dei ’50 Brothers con tre rod da paura, il Portoricano Car Club da Roma, la Billy Boy Crew, i Lake Cruisers Car Club da Ginevra, i The Red Lyons da Merano e molti altri venuti a far festa in maniera indipendente, le auto americane tra le più belle e rappresentative hanno fatto girare la testa ai tanti curiosi richiamati dalla musica e dal movimento dei mezzi.

Dopo il pranzo gli astanti sono stati allietati da due band che si sono succedute sul palco, The Glad Rags e i The Bop Meters che hanno contribuito con le loro performance alla perfetta riuscita della festa.

Conosco Beppe & Co. da oltre vent’anni e non vorrei essere tacciato di piaggeria, sicuro che loro non leggeranno mai questo articolo, ma in tutti questi anni ho sempre e solo sentito apprezzamenti e stima verso questa realtà che non fa altro che confermare la grande unione che li accomuna e la passione che li contraddistingue. Lunga vita al rock’n’roll, lunga vita allo Sbarbari Klan.

Testo: Corrado

Foto: Corrado and courtesy Sbarbari Klan

BAGGER – ONE by PMS BYKE

BAGGER - ONE
by PMS BYKE

Il tempo di realizzazione di questa special è stato di quattro mesi, la parte che ha portato via più tempo è stata la carrozzeria tutta in vetroresina, bat wind escluso, e la verniciatura. Nel complesso la moto è rimasta guidabilissima per un uso quotidiano, una bagger se così possiamo definirla dal volto umano.

BAGGER – ONE by PMS BYKE

Emiliano – PMS BIKE – si era già messo prepotentemente in evidenza al MBE di qualche anno fa quando aveva customizzato l’avantreno di un H-D Nigth Train, la “3 SPRITZ”, con un originalissimo quanto impegnativo progetto, modificando tra le altre cose, l’avantreno della moto installando una doppia ruota con un complesso sistema meccanico e idraulico di gestione, che riscosse un grande successo e una notevole attenzione da parte dei media e addetti ai lavori.

Con questa special Emiliano si cimenta in un genere per lui nuovo, le baggers, seguendo il suo stile e mettendo in campo le sue capacità tecniche non indifferenti.

La base di partenza è una H-D Street Glide 1450 acquistata negli States, il motore rimane sostanzialmente stock per non intaccarne l’affidabilità, vengono montati degli scarichi Vance & Hines, un filtro di aspirazione Pro-R Hypercharger della Kuryakyn e alcune cover ricavate dal pieno selezionate sul catalogo Custom Chrome che lo vanno ad impreziosire.

Il grosso del lavoro si è concentrato sulla carrozzeria e sull’innovativo tipo di verniciatura, ma andiamo con ordine. Sul frontale del bat wind viene ricavata una presa d’aria identica a quella dei nuovi modelli, il parafango anteriore è home made, mentre il serbatoio viene coperto da una cover a cui sono state applicate due prese d’aria che fanno confluire l’aria sul cilindro posteriore, che è quello maggiormente in sofferenza e necessità di un buon raffreddamento. Il parafango posteriore è home made e con un kit da catalogo i fianchetti sotto sella vanno a raccordare le borse, anch’esse modificate e contengono ognuna tre casse per la diffusione sonora.

Sull’impianto audio ci si è rivolti ad uno specialista del settore che realizza sale home theatre oltre che essere un grande appassionato di car tuning, Red Sound di Paolo Radaelli, la radio è una Pioneer multifunzione con display lcd a scomparsa, navigatore, telefono, DVD, DVX,“alabarda spaziale” e chi più ne ha più ne metta. Nel bat sono installate due casse maggiorate, altre sei sono applicate sui fianchetti, ampli e subwoofer nelle borse della Rockford Fosgate.

Il manubrio è un mini ape after market da 12” , manopole RSD in alluminio, leve comandi manubrio after market fresate, fregi borse ,cover steli forcelle e pedane Arlen Ness, la sella in cavallino realizzata da Selleria Trezzi su specifiche PMS Bike.

Il pull bar che passa all’interno della doppia culla è hand made, così come il puntale che copre il raddrizzatore, il fanale posteriore è incastonato nel logo personalizzato in acciaio, il cerchio anteriore da 23” ricavato dal pieno è di Arlen Ness mentre i dischi freni sono hand made PMS Bike, le pinze freno sono quelle di serie, così come la ruota e il comparto frenante posteriore, i tubi in treccia home made dello stesso colore della moto. Il cavalletto centrale è servo assistito.

Data la dimestichezza con centri di lavoro Emiliano ha realizzato o modificato molte parti del progetto nella sua officina meccanica.

La verniciatura è stata una componente centrale in questa realizzazione ad opera di Prince Airbrush, il colore viene definito Cromo Rosso a cui ci si arriva dopo molti lavaggi in argento ottenendo una base cromo e da lì si stende un rosso candy, poi ancora foglia d’argento e nero. Detto così sembra un’operazione di normale amministrazione ma vi assicuro che la cosa è alquanto complessa e laboriosa inoltre si tratta di un colore assolutamente esclusivo mai realizzato.

Il tempo di realizzazione di questa special è stato di quattro mesi, la parte che ha portato via più tempo è stata la carrozzeria tutta in vetroresina, bat wind escluso, e la verniciatura. Nel complesso la moto è rimasta guidabilissima per un uso quotidiano, una bagger se così possiamo definirla dal volto umano.

 Testo e foto. Corrado Rombo di Tuono.  

Strangers Mods by Bertolini Motorcycles Dream Custom

Strangers Mods by Bertolini Motorcycles Dream Custom

Marco ha in mente ancora qualche modifica ma al momento il risultato lo soddisfa pienamente, ora la sua passione può trovare ancora sfogo, in maniera forse più soft rispetto a quando correva in pista, ma di certo non meno appagante.

Strangers Mods by Bertolini Motorcycles Dream Custom

La passione per le moto per Marco Belmonte si è sviluppata correndo a livello amatoriale sulle piste dei vari circuiti lombardi, quando spalla a spalla con altri appassionati provava a fermare i cronometri sul miglior tempo giocandosela all’ultima staccata. Non sono mancati i duri atterraggi fuori pista e qualche incidente un po’ più serio gli ha fatto capire che bisognava un attimo tranquillizzarsi, la decisione di appendere la tuta in pelle al chiodo non è stata semplice, ma come tutti sanno la passione, come la speranza, è l’ultima a morire.

Marco è un imprenditore nel settore del “fumo elettronico”, un modder che crea sigarette elettroniche molto esclusive, uniche nel loro genere, con materiali pregiati e lavorazioni dal pieno, questa sua propensione alla customizzazione lo spinge a mettere le mani sulla sua Harley-Davidson grazie soprattutto alla collaborazione con Bertolini Motorcycles.

La base di partenza è un H-D Softail Custom M.Y. 2008 che l’officina di Quinzano ha rivisto senza andare a modificare le quote del telaio e il propulsore, in modo da avere un mezzo perfettamente “strett legal” mantenendone l’affidabilità meccanica.  

La zona che ha subito il restyling maggiore è l’avantreno dove una forcella springer Rebuffini realizzata secondo le specifiche della moto, soppianta quella idraulica di serie, si è attinto a piene mani al catalogo Rebuffini, oltre la forcella tutto l’impianto frenante supportato da pinze a quattro pistoncini che mordono una coppia di dischi flottanti è stato modificato, le ruote mantengono le misure stock, con una gomma da 200 sul posteriore, molto belli i cerchi Big Spoke a quaranta raggi.

I comandi manubrio, quelli a pedali e gli specchietti sono sempre Rebuffini, Gian Pietro non ha dubbi sulla qualità e punta sempre al massimo sulle sue preparazioni. Le frecce ricavate dal pieno sono un pezzo esclusivo realizzato per la Strangers Mods dall’azienda di Casazza. Il faro anteriore è da 5”1/2 after market modificato da Bertolini, mentre il parafango anteriore di serie viene modificato.

Il motore come abbiamo detto è rimasto stock e viene sostituito solo il filtro originale con uno a cono, gli scarichi sono Santee e la sella Pane Bianco.

Il bob tail posteriore è stato sostituito da un parafango after market completamente modificato da Bertolini, l’effetto a filo ruota è accentuato da ammortizzatori ad aria Legend Air, il meglio in circolazione. Le frecce posteriori sono Rizoma. Mentre il porta targa laterale è home made Bertolini, realizzato rispettando alla lettera le specifiche della motorizzazione in modo che sia anche questo omologato per la circolazione su strada.

Marco ha in mente ancora qualche modifica ma al momento il risultato lo soddisfa pienamente, ora la sua passione può trovare ancora sfogo, in maniera forse più soft rispetto a quando correva in pista, ma di certo non meno appagante.

 Testo e foto. Corrado Rombo di Tuono.  

Chopdrag l’anima wild di Hazard Motorcycle

Chopdrag l’anima wild di Hazard Motorcycle

Chopdrag dimostra l’eccletticità di Matteo che ama l’Old Style i motori in ghisa, ma sa esprimersi moto bene anche con progetti high tech o come in questo caso con un selvaggio chopper, che ha messo in luce l’animo wild di Hazard Motorcycle.

Chopdrag l’anima wild di Hazard Motorcycle           Febbraio 2022

Al Motor Bike Expo appena terminato abbiamo notato degli strani movimenti nello stand di Hazard Motorcycle & RC-Kustom, non potevamo esimerci dal constatare di persona e quindi una bella mattina di inizio febbraio siamo andati a trovare il “Fusto” all’anagrafe Matteo Fustinoni, nel suo stato maggiore a Capriolo, non molto distante dal Lago d’Iseo.

Inaugurata nella scorsa primavera Hazard Motorcycle e RC- Kustom sono due realtà ben definite. L’officina Hazard è seguita e diretta da Matteo, mentre la gestione commerciale di RC- Kustom, che prevede oltre ad un fornito store di abbigliamento e accessoristica anche la promozione e vendita di moto Mutt e Benda seguita da Diego, a Paolo spetta invece il compito di curare tutta la parte amministrativa.

Sono rimasto positivamente colpito da tutta la struttura, l’officina molto spaziosa con tre ponti e un banco prova e diagnostica di ultima generazione per operare su moto equipaggiate con centraline elettroniche e lo show room molto curato.

Matteo è un’amante del genere “old school”, oltre che essere uno dei più preparati su questo tipo di motorizzazioni, da sempre le sue special riscuotono un notevole successo nelle manifestazioni in cui hanno partecipato, la sua esperienza quasi trentennale nel settore maturata presso importanti officine lo hanno forgiato, il suo bagaglio tecnico è davvero notevole.

Stavolta però con le sue due ultime special ci ha letteralmente spiazzato, in particolare la Chopdrag, un chopper esagerato, un tributo in stile WCC al mitico Jesse James.

Si è partiti da un telaio di una H-D Breakout a cui viene incastonato un propulsore Screamin Eagle 110” alimentato da un carburatore SE Holley. La ciclistica resta quella della Breakout, con cerchi in lega e gomma da 240 posteriormente e 130 davanti, mentre il compito di arginare tanta potenza è affidato a dei dischi Breaking  con pinza Brembo serie oro davanti e una pinza Arlen Ness a sei pistoncini sul posteriore. La forcella proviene da un enduro e avendo l’attacco del perno ruota molto avanzato le fa sembrare allungate. Il parafango posteriore a filo ruota è un classico nelle realizzazioni di Jesse James e nella Chopdrag non poteva certo mancare, grazie anche all’adozione di sospensioni Progressive Suspension.

Serbatoio benzina e parafango posteriore arrivano dal catalogo Custom Chrome e modificati in casa, manubrio Biltwell su cui spiccano i comandi Rebuffini, che fornisce anche il faro anteriore e i comandi pedale.

La moto non ha chiave di accensione ma si avvia con un transponder blue tooth, la gestione avviene con due centraline Motogadget, che fornisce anche la strumentazione di bordo e Altmann. L’impressionante scarico due in uno è di Bassani.

L’impianto elettrico è stato completamente rivisto, necessario per il passaggio al carburatore che ha soppiantato l’iniezione e qui torna a galla l’indole old school di Matteo.

La bella verniciatura a fiamme è opera di Cisko Airbrush mentre per la sella ci si è affidati allo specialista Luca Ronzoni. La moto è perfettamente street legal quindi perfettamente utilizzabile su strada senza patemi.  

Il tempo di realizzazione di questa special è stato di tre mesi, a MBE è entrata nella top twenty del contest della rivista LowRide.

Chopdrag dimostra l’eccletticità di Matteo che ama l’Old Style i motori in ghisa, ma sa esprimersi moto bene anche con progetti high tech o come in questo caso con un selvaggio chopper, che ha messo in luce l’animo wild di Hazard Motorcycle.

 Testo e foto. Corrado Rombo di Tuono.  

Il Garage Del Tone

Your Special Bike
TONE'S Garage

Tone ama definirsi un appassionato di moto, il suo raduno preferito è il Super Rally, nel suo garage inoltre trovano posto un Aermacchi Harley-Davidson 250cc degli anni ’70 e una Sportster del ’99 ed essendo un membro del car club Sbarbari Klan non poteva mancare un pick up Chevrolet Apache del 1958.

TONE’S GARAGE

La storia di Antonio, “Tone” per gli amici del club, parte da molto lontano quando ancora adolescente lo chiama un amico del paese. Un ragazzo con una moto americana ha avuto un incidente e la moto malconcia è stata ricoverata nel suo garage. La moto in questione era un’ Harley-Davidson Electra Glide, scatta la scintilla, siamo nel ’96.

Gli anni passano nel ’99 Tone acquista un Dyna twin cam 1450cc, ma sotto la cenere brucia la passione e arriva il giorno in cui finalmente può coronare il suo sogno, un’Electra Glide FLH del 1980 fa l’ingresso nel garage di casa.  

Con l’aiuto di Alessandro un altro componente del club, Sbarbari Klan, passano molte serate d’inverno dopo il lavoro a smacchinare sulla moto. Per prima cosa il motore Shovelhead da 1340cc viene minuziosamente controllato da Michele di Ottanta Pollici , viene rivisto l’imbiellaggio con componenti S&S e dei pistoni Wiseco prendono il posto di quelli stock, il telaio originale viene sostituito con un Paugcho rigido, viene montato un carburatore S&S Super E, completa l’opera una primaria scoperta bella e ignorante.

Dalla W&W arriva una forcella replica springer, mentre l’ape hangher, viene tagliato nel mezzo e allargato per poter essere fissato su dei riser dog bone in ottone degli anni ’70.  

Il serbatoio è un Wassel, degli anni ’70, mentre il parafango posteriore after market viene modificato appositamente per l’occasione, la sella è una replica Bates, mentre gli scarichi sono composti da dei collettori della W&W per telaio rigido e terminali corti da catalogo.

Le ruote sono da 16” mentre le gomme in stile vintage sono della Fukestone.

Quando ho chiesto a Tone se fosse una moto affidabile per viaggiare, mi ha risposto scuotendo il capo “ per nulla, ogni viaggio è un’avventura, parto bello pulito e arrivo con le mani unte, non riesco ancora a capire come e perché i guasti avvengano sempre in prossimità di bar o trattorie”. Questa è un po’ la filosofia di tutti gli amanti di questo genere di moto, non conta quanta strada fai, ma come la fai e soprattutto quali emozioni ti regala il tuo “ferraccio” e quello del Tone ne deve regalare davvero molte.  

La passione per questo tipo di moto fa sì che durante una cena tra amici in occasione del suo compleanno, uno di essi manifesta l’intenzione di vendere il suo Duo Glide. Senza tante chiacchiere Tone cerca una penna, sposta piatti e stoviglie dal tavolo per far posto al blocchetto degli assegni, in men che non si dica la Duo Glide passa di mano.  

La moto si presenta originale in ogni sua parte, eccezion fatta per la pompa dell’olio sostituita con una S&S. Cambio a mano e frizione suicida, al momento monta una mono sella a molle, ma l’equipaggiamento comprende anche la maestosa Buddy a due posti. La forcella Hydra Glide dispone della classica manopola di regolazione, se pensiamo al periodo era davvero qualcosa di notevole. Il filo del gas scorre all’interno del manubrio, cosa che poi venne abbandonata per i costi e le borse sono quelle originali con coperchio in vinile.

Tone ama definirsi un appassionato di moto, il suo raduno preferito è il Super Rally, nel suo garage inoltre trovano posto un Aermacchi Harley-Davidson 250cc degli anni ’70 e una Sportster del ’99 ed essendo un membro del car club Sbarbari Klan non poteva mancare un pick up Chevrolet Apache del 1958.

Se un giorno lo incontrerete per strada state certi che una birra fresca con lui è un vero piacere a patto che gli argomenti di discussione non vertano su steli rovesciati, l’abs o il rimappaggio al banco di diavolerie elettroniche.

Testo e foto. Corrado Rombo di Tuono.  

MOTOR BIKE EXPO 2022

MOTOR BIKE EXPO 2022

MBE 2022 pur con qualche defezione alla fine si è dimostrata la manifestazione regina per quanto riguarda il settore custom e quello motociclistico in generale.

MOTOR BIKE EXPO 2022 – 13/16 gennaio 2022 Verona Fiere

Dopo i vari rinvii del 2021 che portarono all’insolita edizione di fine giugno con la formula Special Edition, MBE torna nel suo classico format invernale di metà gennaio, anche se per dirla tutta nelle ultime settimane si è temuto per un possibile annullamento dovuto al preoccupante peggioramento della situazione sanitaria nel nostro paese.

Non deve essere stato per niente facile per gli organizzatori gestire questo tipo di situazione, incerta fino all’ultimo, dove all’assenza di qualche espositore straniero si aggiungevano i forfeit dell’ultima ora dovuti al contagio di Covid 19 di alcuni di essi.

Comunque alla fine ci siamo, giovedì puntuali come sempre siamo davanti alle biglietterie con la voglia di scoprire questa nuova edizione della fiera. La novità più importante ce la riserva il padiglione 1, dove va in scena il Custom District, un’area tematica dedicata alla cultura custom con la presenza di artisti, officine specializzate, Car Club e personalità della scena internazionale. Il Custom District è un vero e proprio percorso spazio-temporale nell’universo dell’arte e della cultura custom, nato tra la collaborazione di Paola Somma e Francesco Agnoletto con Fabrizio Croce, organizzatore di un altro importante evento quale Ethernal City a Roma.

L’atmosfera del District è davvero coinvolgente e fa da traino a tutto MBE, molti i preparatori presenti e gli artisti in scena, notevole anche la rappresentanza di importanti Car Club: Rumblers Milano, ’50 Brother Caorle e il Portoricano Roma, con un parco auto incredibile. Sempre nel District troviamo l’artista americano dell’Iowa Darren McKeag, Ray Drea ex designer di Harley- Davidson Milwaukee, il nostro Ettore “Captain Blaster, Arianna di Aryk Old Paint e Salvatore Cosentino.  

In particolare entrando in fiera ci ha colpito l’immenso telone rosso all’esterno del padiglione 1, dove un intabarrato painter è alle prese con un sollevatore idraulico e diversi scatoloni di bombolette di vernice spray, non capiamo chi sia e cosa stia facendo, solo dopo qualche ora la situazione si chiarisce quando intuiamo che quello strano personaggio altro non è che il grande Mario Leuci alias “750ml” e sta realizzando live on stage, un gigantesco ritratto del compianto Arlen Ness, che si protrarrà per tutta la durata della manifestazione. Chi ha avuto la fortuna di poter ammirare Mario nella realizzazione di questa opera è rimasto letteralmente a bocca aperta.

Nel padiglione 2 tra le altre cose il Bike Show della rivista LowRide, bisogna ammettere che non era affollato come solito forse perché molti customizer avevano optato per tenere le ultime realizzazioni nei propri stand.

Nel centro del padiglione troneggia lo stand di Gallery Motorcycles restiamo colpiti dall’ultima special del preparatore bresciano, la “Modesto” un H-D con motore WLA del 46 con un’infinità di parti realizzate home made e degli inediti cerchi realizzati da Jonich in cui la pinza freno è all’interno del mozzo tra i raggi della stessa. Vincitrice della Top Twenty di LowRide si guadagna un riconoscimento anche nel Magazine Award, che quest’anno per la prima volta era aperto anche alle riviste Italiane.

Non lontano lo stand di Carlo “Sangue” Colombo di Asso Special Bike, con 5 special inedite, bagger e supersportive, che sono nel DNA di fabbrica della ASB, impressionante davvero la bagger con sovralimentazione turbo, ruota anteriore da 32’ e una special con motore Rev Tech da 1800 cc, telaio in carbonio, cerchi Pedrali con ruota da 20’ da 200 posteriore e da 23’ anteriore, tutta la parte frenante e accessoristica comandi Rebuffini Cycles. Carlo per la verniciatura si avvale di MS Artrix e non poteva essere diversamente quando si vuole avere il massimo risultato.

Un po’ defilato Lorenzo Nisi di Bad Boys Garage presenta la sua ultima realizzazione, un inedito Road Glide in perfetto Club Style, che si aggiudica anche il suddetto contest organizzato da King Bado, imponendosi come Best Club Style anche in quello di  LowRide  Impressionante la parte ciclistica e la potenza del propulsore, rivisto e pompato. Una special che già da ferma sulla pedana dello stand fa intuire che sia una moto da prendere con le pinze.

Con piacere troviamo la crew di Duecilindri Blog impegnati a promuovere il loro Sporty Meeting (prendete nota 26 giugno Grazzano Visconti), con loro Tony Manetta che promuove il suo libro, “Una vita a manetta”. Venerdì poi c’è stata la presentazione ufficiale   nel loro stand della GP16, l’ultima special di Damiano Caputo realizzata a quattro mani con Mirko Perugini di Gallery Motorcycles. La base è uno sportster, di cui c’è rimasto ben poco, un motore performante e ultra vitaminizzato, una linea da sportiva pura e una ciclistica di prim’ordine con l’ambizione per Damiano di partecipare alla gara nell’isola di Man come rookie.  

Domenica pomeriggio sul palco centrale si sono svolte le premiazioni del bike show della rivista LowRide, la top twenty se l’aggiudica come abbiamo scritto la Modesto di Gallery Motorcycles, ottimi piazzamenti anche per il tri glide di Boccin Custom Cycle, che racchiude una storia bellissima d’amicizia pura per una persona colpita da un improvviso e grave problema di salute e l’impegno di Lorenzo e Donatella per rimetterlo in sella a correre con la sua moto.

PDF ci mette sempre lo zampino e una/due moto le manda sempre in classifica, sempre rigorosamente legato all’old school più radicale.

Continua la saga delle belle special di Niko Bikes con un chopperino, la Polimar, veramente deliziosa, con diverse parti realizzate in officina, verniciatura Dox Art Factory.  

Marco Cassiolari di Lari Motori si gongola con la sua Trinity, molto molto bella, una tribute bike in onore della Jaguar E Type, quella di Diabolik tanto per capirci. Motore Triumph del 1973 da 750 cc, cambio a mano, telaio e forcella home made, 2 carburatori Jaguar SU, sella Luca Ronzoni e accessoristica Kustom Tech.  Bravo Marco.

Asso Special Bike va in classifica con una special da paura e RC Custom-Hzrd con un chopper molto aggressivo in stile West Coast Chopper su base H-D Breakuot, un progetto inusuale per Matteo Fustinoni da sempre amante dell’Old School più tradizionale ma che dimostra di saperci fare anche con un genere a lui meno congeniale.

ACM di Alessandro Calestani presenta la sua ultima special, è la sua moto personale, un’Ironhead 1000, rivisto e curato in maniera maniacale, telaio auto costruito, un cambio di una Triumph, verniciatura di Massimo Palmieri Flash One, sella king and queen dello specialista Luca Ronzoni e un’infinità di dettagli incredibili. Meritava sicuramente una menzione nelle Best , il terzo posto nella Top Twenty gli va un po’ stretto.

Customcreation, Danilo Biello porta al District 3 BMW molto curate e stilose, con una in particolare si aggiudica un premio nel Magazine Award.  

Vincitori di categoria, le Best of, sono state:

Club Style; come detto Bad Boys Garage con il Road Glide

ScramblerMC Cycles con una H-D Sportster “Endurance” gli mancano le tassellate ma scarico alto ed una verniciatura sgargiante, gli valgono il titolo di best.  

Cafe RacerAmerican Dream con una Buell  con una livrea pazzesca frutto della Dox Art Factory e una valanga di pezzi home made.

Best Modified; un’inedita, per un bike show, BMW R18 di Leonardo Ceccanti, il Vikingo, di Aurelia Motorrad magistralmente verniciata da Gian Franco Filippini di Kustom Drink Paint.

Chopper; uno spettacolare digger in stile anni 70 con motore Knucle catapultato direttamente dagli anni 70 ai giorni nostri

Best Bagger: un’imponente H-D Road King del 2017 di ultima generazione è la base di partenza per questa realizzazione, molte le chicche su questa moto con molti particolari home made, vedi la ruota anteriore, pinze freni, disco perimetrale tra le altre, disegnata e progettata direttamente da Devil’s Garage, verniciatura by Zorza Design.

Free Style: un full custom radicale con telaio Arlen Ness, uno degli ultimi 5 costruiti e molti accessori sempre di Ness, gruppo termico 1700 cc commercializzato da Speed & Science, doppio carburatore S&S Super E, primaria scoperta Baker da 3”, cerchi in lega stile Invaders prodotti ora da Sled Led da 23” costruiti appositamente per questa special. L’incredibile forcella è di Ken Nagai di Ken’s Factory con geometrie e dettagli fatti su precise specifiche di Meccanicamente di Piffio & Marco Galloni. La carrozzeria è stata realizzata da Luca “ il Grezzo” Lamperti. La verniciatura ad opera di Dox Art Factory frutta a “Greta” questo il nome della special, anche il premio Best Paint.

Digital Contest: categoria introdotta per il contest virtuale che si era svolto quest’autunno tramite i social che ha visto la vittoria della H-D in stile chicano di Bertolini Motorcycles.  

Sporty Award: il premio speciale messo in palio dal Duecilindri blog riservato alle sportster se lo aggiudica RC Roll’n’Chop di Roberto Caputo, che in poco tempo sta ritagliandosi un posto di tutto riguardo tra le nuove realtà più promettenti. Verniciatura molto bella realizzata dalla Dox Art Factory. Premiata anche nelle Top Twenty.

Bobber: se lo aggiudica lo splendido “ chopperino” con motore Panhead del 1948, forcella springer e cambio a mano realizzato da Low Society di Pescara  magistralmente verniciata con un incredibile  two tone in verde da Cisko Airbrush Aloisi.

Best of Show: un’incredibile special che arriva dalla Svizzera, quella di Stephan Grand di T4 Motor- Cycles motore pan shovel per la Ice Race con gomme chiodate. Sbanca tutto, Best of Show, dream machine Germany 2022 nei Magazine Award e King of Custom del MBE Award. E’ lei la regina assoluta di MBE 2022.

Dei grandi dealer di accessoristica e parti speciali presente solo Zodiac, case ufficiali BMW, Royal Enfield,Yamaha, Italjet, Brixton, Motron Motorcycles e Benda Motorcycles.

Tante emozioni nelle aree esterne con la Jeep Experience che ha visto le iconiche 4×4 messe alla prova tra ostacoli e pendenze mozzafiato, oltre ai numerosi test drive dedicati ai visitatori. Red Bull ha allestito un vero villaggio del motociclista con attività e contenuti musicali; la Federmoto ha ospitato le attività dedicate ai più piccoli con la Scuola federale di minimoto e la Lucchinelli Experience che pone il proprio focus sulla formazione della guida al femminile.

Altra iniziativa in collaborazione con FMI è stata la pista di urban enduro che ha ospitato, tra l’entusiasmo del pubblico “Una giornata con il tuo pilota” che ha dato la possibilità agli appassionati di guidare affianco delle leggende del fuoristrada, disponibili a dispensare consigli per migliorare la tecnica di guida dei partecipanti.

Ospiti eccezionali il pilota Franco Picco veterano della Parigi Dakar da cui era appena rientrato, il pilota del campionato mondiale WorldSBK Andrea Locatelli e Toni Bou, il fuoriclasse spagnolo 30 volte Campione del mondo di Trial – Campione iridato poche settimane fa al Trial delle Nazioni 2021 che si è esibito con spettacoli sfidando la forza di gravità.

Sofferta, fortemente voluta dagli organizzatori che alla fine avranno tirato un grande sospiro di sollievo, MBE 2022 pur con qualche defezione alla fine si è dimostrata la manifestazione regina per quanto riguarda il settore custom e quello motociclistico in generale. Siamo sicuri che se non ci fosse stato il problema legato alla pandemia MBE avrebbe battuto un altro record. Ma quello che non è stato possibile oggi, lo sarà domani e noi aspettiamo con impazienza l’edizione 2023, già in programma per la terza settimana di gennaio.

Testo e foto. Corrado Rombo di Tuono.  

Re Nero

Your Special Bike
Re Nero

Walter fin da piccolo subisce un’attrazione molto forte per le due ruote, il padre lo portava spesso in moto, una Guzzi California e una Kawasaki Zeta 450 e naturale che arrivati i fatidici 14 anni anche Walter sognasse un motorino tutto suo, le prime uscite e il senso di libertà che come un po’ per tutti noi, questo rappresentasse.

Conosciamo Walter in un tardo pomeriggio di piena estate un po’ atipico, il cielo nero e un acquazzone improvviso non lo fermano. All’appuntamento arriva fradicio dopo 30 km in autostrada ma la sua maggior preoccupazione è per la moto appena lucidata per il set fotografico. La sua moto è una potentissima Night Rod nera come la notte che Walter affida alle cure di Black Bull Racing, una nuova realtà che da poco ha aperto i battenti a Brescia, il feeling tra Walter e Wilmer di BBR è subito molto forte, il titolare di Black Bull Racing ama in maniera particolare le moto performanti e cattive, ne possiede anche lui un paio di V-Rod che ha modificato in stile racer, quindi non ha avuto esitazioni a esaudire ogni desiderio del suo nuovo cliente.

Walter fin da piccolo subisce un’attrazione molto forte per le due ruote, il padre lo portava spesso in moto, una Guzzi California e una Kawasaki Zeta 450 e naturale che arrivati i fatidici 14 anni anche Walter sognasse un motorino tutto suo, le prime uscite e il senso di libertà che come un po’ per tutti noi, questo rappresentasse. Dopo le prime esperienze passa alle competizioni con una Ducati, per poi avvicinarsi al mondo Harley e ai primi raduni in sella ad un Night Train 1340. Lo stile che ama è quello dei custom estremi e dei bobber, che ritroviamo con tutti i distinguo del caso sul suo Night Rod.
Nei dettagli, l’officina BBR ha lavorato molto, per creare una sospensione anteriore fuori dagli schemi, che ha richiesto innumerevoli prove e test su strada. Lo stesso Wilmer racconta di come non sia stato affatto semplice trovare la giusta combinazione e messa a punto. Tutto l’avantreno è stato rivisto da BBR, dalla realizzazione di nuove boccole per la springer all’alloggiamento dell’enorme gomma da 180. Riser e manubrio sono stati sostituiti, così come l’Air Box, che nella gamma V e Night Rod non è altro che il finto serbatoio benzina. Il faro anteriore non andate a cercarlo nei più famosi cataloghi di prodotti after market perché si tratta del faro di un trattore Ford del 1950.
Il motore per una precisa scelta non è stato toccato, potenza ce n’è a sufficienza, allo scarico di serie si preferisce uno della MCJ, mentre il parafango posteriore è tutta opera di BBR, che adotta anche una sospensione posteriore ad assetto variabile. La dislocazione della strumentazione è stata rivista e si sono utilizzati fari e frecce a led.
Il risultato è una moto aggressiva e potente, certo guidarla ci vuole una certa esperienza e padronanza, un po’ come portare al parco una pantera al guinzaglio, ma Walter è contento della sua scelta e si trova perfettamente a proprio agio in sella al suo “incazzatissimo” Re Nero.

NOS 002 by NOS MOTORCYCLES

NOS 002 by NOS MOTORCYCLES

Il budget per realizzare questa “special” è a livello umano e alla portata di molti, come vuole la filosofia di Nos Motorcycles, che in questo caso ha avuto anche la classica “ carta bianca” nella realizzazione di questo progetto.

NOS 002 è il secondo progetto radicale dell’officina bergamasca NOS MOTORCYCLES che impegna Tonino e il suo staff per quattro mesi di lavorazione, in cui si cerca di realizzare una moto senza tanti fronzoli, usabilissima su strada e, cosa da non sottovalutare, la soddisfazione personale per il proprietario di avere una “special” che non passa certo inosservata quando è posteggiata tra mille moto nel parcheggio di qualche motoraduno.
Molti elementi sono stock; il motore H-D 1340 evolution e la trasmissione, mentre il telaio Penz è quello utilizzato da Headbanger in cui il motore Harley trova una sua naturale sistemazione. I pistoni sono rimasti stock mentre le camme sono state rimpiazzate dalle più performanti Andrews, per placare la sete dell’Evo ci si è affidati a un carburatore Mikuni 42 che è supportato da un bel filtro Rought Crafts che Nos Motorcycles ha lievemente modificato. Un classico gli scarichi drag pipes che Nos Motorcycles ha realizzato in casa.

La parte ciclistica è quella che a colpo d’occhio si fa notare non poco, le imponenti gomme tassellate su cerchi da 17” da alla moto uno stile particolare e aggressivo, le sospensioni sono stock, regolabili in abbassamento sul posteriore. Cerchi lenticolari H-D del Fat Boy mentre l’impianto frenante adotta componenti Rebuffini, RST su dischi Breaking.
Anche il serbatoio della benzina proviene da un Fat Boy mentre quello dell’olio è un Paughco, la verniciatura è realizzata da Nos Motorcycles, anzi a dire il vero il termine giusto utilizzato da Tonino per definirla è “ rovinata”. I parafanghi sono hand made, così come lo è la sella e parte degli accessori montati su questa moto, tra cui si fanno notare le insolite pedane artigliate.

Il budget per realizzare questa “special” è a livello umano e alla portata di molti, come vuole la filosofia di Nos Motorcycles, che in questo caso ha avuto anche la classica “ carta bianca” nella realizzazione di questo progetto.
Questo è solo l’antipasto che Nos Motorcycles ha voluto mostrarci, da sotto un telo in un angolo dell’officina abbiamo sbirciato qualcosa di veramente notevole che spero di avere modo di presentare appena sarà terminata.
NOS MOTORCYCLES si trova in via Crema 19 a Zanica (BG)

LA VELOCE BY HAZARD MOTORCYCLES

“LA VELOCE” BY HAZARD MOTORCYCLES

La costruzione della Veloce ha impegnato la Hazard Motorcycles per 6 mesi, una dedica particolare Matteo la vuole fare a Randy Smith, ispiratore del progetto, Arlen Ness il suo grande mito e a Burt Munro che con la sua Indian diede vita ad una storia fantastica.

Relativamente giovane HAZARD MOTORCYCLES apre i battenti a fine 2016, il suo fondatore invece , MATTEO FUSTINONI, anche se lo vuol far credere non è un novizio di primo pelo, la sua militanza nel settore è lunga, fatta di anni di esperienza sul campo che lo ha portato a lavorare presso importanti officine passando anche per il reparto tecnico denominato “Nostalgia” della Numero Uno riservato a modelli H-D con motorizzazioni pre Evolution.
Da sempre profondo conoscitore ed esperto di motori H-D d’epoca, la sua gavetta parte nel lontano 1994 nel pieno del filone Harley-Davidson Italiano. Dopo varie parentesi e collaborazioni lavorative, tra cui ricordiamo quella con Donato Nicoletti con cui fondò OSM ( Old School Motorcycles), Matteo sente il bisogno di una creatura tutta sua in cui dare sfogo alla passione per i motori.
Oggi presentiamo il primo progetto importante di Hazard Motorcycles, La Veloce, la cui uscita in anteprima ufficiale al Motor Bike Expo di quest’anno ha raccolto un coro unanime di consensi aggiudicandosi la categoria Free Style nel LowRide Contest e mettendosi in evidenza anche negli altri bike show in scena a MBE.
Abbiamo incontrato Matteo nella sua officina e ci ha raccontato qualcosa su questa incredibile realizzazione. Il progetto nasce intorno ad un motore Magnum per opera di Randy Smith che negli anni 60 fuse un Flathead e un Ironhead per correre a Bonnevile, tale moto è tutt’oggi esposta all’Harley-Davidson Museum, “Mi sono innamorato di una fotografia che capeggiava sulla parete dell’officina in cui sono arrivato nel 94, un tipo con la barba – Randy Smith – aveva in braccio un motore che era una fusione tra un Flat e un’Iron. Dopo venticinque anni e grazie anche alla collaborazione con Alberto, il mio braccio destro in Hazard, sono riuscito a realizzare questo progetto, incastonando questo motore in un telaio e realizzarne una special”.

Il motore è stato rifatto completamente grazie anche alla collaborazione con Rat Bike Service, che ha rivisto albero motore e cammes. La trasmissione invece è qualcosa di esclusivo perché al posto della classica del Flathead a tre marce è stata utilizzata una commercializzata dalla W&W a quattro marce e grazie all’amico Samuel, che realizza pezzi per i WL, è riuscito a creare un pre selettore, che a differenza di quello del WL dove il selettore resta lì fermo, con questo sistema ritorna indietro comportandosi come un normale cambio moderno.
Grazie al supporto tecnico di un altro grande appassionato del genere Old Style, Graziano Cabona, che ha progettato e realizzato i castelletti dei bilanceri adattandoli al motore Ironhead e la cinematica dei movimenti delle valvole, realizzando anche la cover tra selettore del cambio e la primaria scoperta.
Carburatore S&S Super B, con un filtro aria home made che riprende quello dell’Indian nell’epico film “Indian la grande sfida”.
In sostanza la “Veloce” è al 90% tutta hand made, pochissime le parti acquistate. Partendo dal telaio rigido, il manubrio, i comandi, gli scarichi tutto è realizzato in casa.
La forcella anteriore è una replica di quella di una Moto Guzzi da gara degli anni 30 che è stata realizzata da un artigiano emiliano specializzato in Moto Guzzi da corsa degli anni 30/50. In particolare questo modello è un 4W che si differenzia dalle tradizionali perché ha tre molle anziché una sola e veniva utilizzate nelle gare.
La parte ciclistica vede una ruota da 23” su cerchio Bob Cycles Supply, per realizzare la gomma dice Matteo “abbiamo letteralmente rischiato la morte mettendo la ruota sul tornio in officina e raspando a mano la tassellatura prendendo spunto da quanto fece Burt Munro, l’eroe del film “Indian la grande sfida” interpretato da Antony Hopkins.

Per la ruota posteriore è stato utilizzato un normale cerchio da 18” H-D ma in futuro si prevede di montare una slick, l’intenzione di Matteo sarebbe quella di portarla a Bonneville nel 2020 quando verrà ultimato un altro importante progetto che bolle in pentola. Freno a disco sul posteriore e niente sulla ruota anteriore.
Scarichi come detto sono fatti a mano del tipo “drag pipe racing”, gli unici che si addicevano al modello di moto. La sella è una replica degli anni 20/30 che aveva la seduta in legno, una Mesinger Racer Seat della W&W.
Sulla carrozzeria possiamo dire che coda e puntale sono stati realizzati da Metal Bike su disegno di Hazard, la coda in particolare riprende quello della Smoothness del grande preparatore statunitense Arlen Ness, da poco scomparso che ha influenzato più mezzo secolo di storia della customizzazione. Il serbatoio di Custom Garage è stato modificato, sono due gusci separati dalla trave del telaio, nel destro troviamo il carburante mentre il sinistro funge da serbatoio dell’olio.
La verniciatura è molto particolare con una percentuale del 77% di acciaio inox ed è stata realizzata da Andrea Kimera. Tutte le viti a vista sono state coperte con dei proiettili della 45 Magnum, mentre le tubazioni in ottone sono state realizzate hand made da Matteo così come tutti i comandi a pedale realizzati sul tornio.
Il faro posteriore è di una Bugatti scovato nello swap meet di Manheimm, mentre quello anteriore è un faro Marshall, che tra l’altro è andato in frantumi cadendo alla viglia del Motor Bike Expo ed è stato miracolosamente rimpiazzato da un altro uguale trovato presso un rigattiere a Como. Altra chicca è il preziosissimo contagiri Jaeger reverso montato su una Jaguar che siamo riusciti a far funzionare con il magneto della moto.
La costruzione della Veloce ha impegnato la Hazard Motorcycles per 6 mesi, una dedica particolare Matteo la vuole fare a Randy Smith, ispiratore del progetto, Arlen Ness il suo grande mito e a Burt Munro che con la sua Indian diede vita ad una storia fantastica.
“Di questa esperienza” racconta Matteo “ non posso dimenticare i complimenti ricevuti in occasione del Motor Bike Expo da Shinya Kimura , fondatore di Zero Engineering, che ha voluto donarmi un premio speciale realizzato con le sue mani.
Hazard Motorcycles si trova a Grumello del Monte (BG) in via C. Colombo 38.


Testo e foto: Corrado RdT

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