GLORY IN HEAVEN
IL SOFTAIL DI... STEFANO VALLE
 

Il mio incontro con Stefano avvenne diversi anni fa, quando misi in vendita il mio Softail Custom Evolution del '97.
Lui alla sua prima Harley, come tutti noi d'altronde, era un po’ intimorito per l’impegno economico che stava per affrontare. Quella sera non spiaccicò molte parole, non riuscendo a staccare gli occhi di dosso dalla moto. Si era portato un amico, il classico “sega telai” che immancabilmente smonta il motore del malcapitato di turno per vedere cosa c’è dentro, il terrore per qualsiasi meccanico professionista in circolazione iscritto all’albo.
La sua è una storia comune a tanti, passati da un "Ciao" sgangherato dipinto di nero a bomboletta, alla prima vespa rigorosamente taroccata e con tanto di stereo Blaupunkt. Gli amici poi hanno fatto il resto, fu proprio in casa di uno di essi che gli capita tra le mani una rivista che parla di moto maledettamente diverse da quelle che si vedevano in circolazione. Scoccò in quell’attimo una scintilla, quelle fotografie ebbero il potere di folgorarlo così su due piedi. Il resto è storia recente.
Inizia così quest’inverno il progetto che da tanto tempo era rimasto chiuso nel cassetto dei desideri. La prima parte consiste nel denudare completamente la moto, mettendo a parte tutti i componenti originali. Il motore rimane pressochè standard per non comprometterne l’affidabilità, gli interventi e le modifiche hanno interessato esclusivamente la parte estetica. Via il serbatoio sostituito con un’intramontabile penaut, la cui particolarità principale sta nell’ingegnoso segnalatore di livello “benza” sul lato destro, indispensabile quando si ha un serbatoio che ha capacità inferiore di una media di birra. Il parafango posteriore del softail viene rimpiazzato da uno after market modificato manualmente da Luca, amico di sempre , che con abilità e passione ha aiutato Stefano a realizzare tutte le modifiche su questa moto.
Molte le parti realizzate al tornio, fra tutte spiccano gli intriganti riser, il pomello dell’arricchitore dello starter, gli specchietti ed il pomello del cambio, tutti particoleri realizzati in ottone. Manualmente è stato realizzato anche il manubrio, uno Z-bar allungato e proteso in avanti, al cui interno i due ragazzi hanno nascosto tutti i fili dell’impianto elettrico.
Le marmitte a tromboncino salgono verso l’alto, ed anche qui una chicca che non passa innosservata. Quella superiore è fissata al telaio con un supporto che in realtà altro non era che una chiave per togliere il disco del flessibile elettrico. Sella artigianlale realizzata da Luca e Stefano con ritagli di pelle messi a dispozione dalla mamma di un’amico comune Sig.ra Camozzi, quando si dice il Kustom non ha età.
Sul lato sinistro della moto quello che balza subito al’occhio è l’adozione di un cambio suicida a mano, La frizione rigosoramente a pedale proviene da un WLA del 47 completamente ossidata e riportata a nuova vita dalle amorevoli cure dei due amici, necessaria questa per rimanere fermi in salita quando c’è la necessità di dover appoggiare il piede sinitro a terra. La leva del cambio realizzata a mano con un tondino quadro intrecciato e cromato. Sulla parte ciclistica possiamo notare il bel cerchio a raggi sul posteriore in funzione di quello lenticolare in origine, l’impianto frenante è composto da pinze billet a quattro pistoni Discacciati e dischi flottanti, il tutto servito freddo da tubi in treccia metallica avio. Gomme Avon Speedmaster.
Molto bello e particolare la verniciatura realizzata da Gigi Vaxon designer Milanese, che ha optato per un panna molto tenue ravvivato da dalle flames marroni metalflake, contorniate da un sottilissimo filo di color oro. L’unica modifica apportata al motore Evo 1340 è l’adozione di un filtro S.E.
Il tempo necessario per realizzare tutta la trasformazione è stato indicativamente di 6 mesi, calcolando che il tutto è stato realizzato nei week end e di sera, visto che Stefano è camionista e Luca falegname. Condensare in poche righe le emozioni che hanno accomunato i due amici nella realizzazione di questa motocicletta non è semplice e solo chi si "impiastra" le mani dentro ad un motore può capire cosa si può provare, nel costruire o recuperare un pezzo o un’accessorio. Nei progetti di Stefano c’è il Super Rally a giugno e poi chissà? Incontrarlo su qualche statale o sul lungomare di qualche località balneare, penso non sia così improbabile. Concludo con un frase che sta a cuore a Stefano ”The true heroe that keep it all going will one day recene glory in heaven”. Gli eroi che avranno creduto in tutto questo questo riceveranno Gloria in paradiso”.


Testo e foto: Corrado




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