RAIN MAN

Abbiamo avuto modo di conoscere Giovanni Repetto, classe ’73 e un amore sviscerato per le moto che provocano forti emozioni, durante un’iniziativa del Webchapter.it, nell’ottobre scorso.
Già allora eravamo rimasti colpiti da questo “marcantonio” di quasi due metri in sella ad una Harley Davidson Rocker completamente trasformata. Anzi ricordo anche quando, qualche tempo prima, tra gli sfottò generali di tutta la community si era presentato al forum indicando il tipo di moto posseduta.
La Rocker tra gli appassionati del bar&shield non nutre particolari schiere di estimatori, quindi su quella che è la piattaforma virtuale più seguita dagli appassionati di Harley, chi la possiede è la vittima sacrificale presa a bersaglio con battute e frecciatine di ogni genere.
Tutto cambiò il bel giorno che si decise di organizzare un giro tra gli utenti del forum e Giovanni decise di parteciparvi. Quando si presentò capimmo subito che metterselo contro sarebbe stato come fermare a mani nude un Freccia Rossa lanciato alla massima velocità.
Gli sfottò si tramutarono subito in sperticata ammirazione da parte di tutti per la Rocker, qualcuno si spinse addirittura ad affermare che avrebbe barattato immediatamente il proprio shovel per essa, qualcun altro ci tenne a spiegare che fu uno dei progetti più interessanti usciti dalla Mo.Co. nell’ultimo ventennio.
Scherzi a parte oggi vi presentiamo la moto che Giovanni - il cui nickname è Rain, per il fatto che si sposta in moto anche sotto la pioggia ed è pure rimasto coinvolto in due alluvioni che hanno colpito la sua città, Genova – ha regalato alla moglie Elena il Natale di due anni fa, che per questo è stata costretta a fare la patente A.
La moto Ride More, il suo nome, è un bobberino dalle dimensioni contenute molto adatto per una donna, ed è stata pensata e disegnata da “Rain” che ne ha anche scelta tutta la componentistica. La realizzazione è avvenuta nel garage di un amico, Luca Trojano, che insieme a una nostra vecchia conoscenza di nome Andrea Castellani di ACM e H-D Savona hanno realizzato e portato a termine questo progetto.
Tutto ruota e si sviluppa intorno ad un motore H-D Evolution 1340 del ’95 che viene incastonato in un telaio rigido Kraftech, la trasmissione è con primaria scoperta BSL a secco, la trasmissione finale inevce è stata trasformata a catena. Il carburatore è un S&S Super E, la cui cover del filtro aria è stata impreziosita dalla lavorazione di Eddy Malvasi, così come per quella del kick starter.
Gli scarichi con collettori trumpet sono completamente home made così come l’impianto elettrico che utilizza una centralina di un Dyna. Il serbatoio benzina è un peanut Kingsize, mentre la forcella anterione è una springer replica degli anni quaranta, le ruote sono state raggiate a mano, in quella posteriore è stato necessario intervenire per modificare il mozzo H-D per poter montare il gruppo disco freno-corona della Kustom Tech a sinistra, che fornisce anche i comandi al manubrio in ottone.
Calavera Leather si occupa della sella, delle manopole e la piccola borsa in pelle. Il parafango posteriore, così come i vari supporti e il porta targa sono realizzati artigianalmente, l’anteriore invece è simile a quello di un Fat Boy con supporti artigianali.
La verniciatura è opera di Jr alias Giuliano Rapetti e il tributo a Steve Mc Qeen sul serbatoio ne impreziosisce la grafica. Il manubrio Holliwood H-D con comandi integrati anch’esso modificato artigianalmente.
Il servizio fotografico lo abbiamo realizzato a Campo Imperatore in Abruzzo, in occasione della Webchapter Fest estiva, dove in realtà Rain avrebbe dovuto recarsi con la sua Rocker purtroppo però ricordarsi di cambiare una gomma da 240 due giorni prima può mettere in crisi qualsiasi gommista di questo mondo, quindi il nostro amico ha dovuto chiedere in prestito la moto della moglie sciroppandosi un bel migliaio di km su un rigido... di due taglie più piccolo del suo, utilizzando quello regalato alla moglie Elena. Questo inconveniente non lo ha certo fermato, d’altronde che volete che siano in confronto ai 25.000 km che percorre annualmente con qualsiasi condizione climatica.
Il suo sogno? Costruire un bobberino anche per suo figlio Carlo di 7 anni, il vero biker di famiglia, visto che il suo primo raduno fu quello del Faaker See quando aveva solo due anni.

Testo e foto: Corrado