VIAGGIO AGLI INFERI
by Omar Niero

Ho conosciuto Omar alla Festa Bikers di Cologno al Serio e la cosa che più mi ha colpito è stata quella di scoprire che fosse venuto da Treviso in sella ad un mezzo con cui probabilmente molti di noi avrebbe dei seri problemi solo per uscire dal garage di casa.
Da sempre appassionato di chopper estremi, il suo battesimo del fuoco avviene nel 2004 con una Yamaha FJ 1100 fino a che, sempre nello stesso anno all’European Bike Week in Austria, resta folgorato dalle preparazioni di Habermann. Il contagio avviene in forma molto sviluppata e a detta di medici le possibilità di guarigione sono molto scarse.
Passa qualche anno ma la scimmia di chopper è ancora molto presente, finalmente nel 2009 il sogno si può realizzare, grazie anche alla comprensione e pazienza di sua moglie, viene commissionato il progetto a Habermann e che chopper sia.
Purtroppo nel settembre dello stesso anno, Mattia suo fratello, perde la vita in un incidente stradale con la sua Buell.
Ade è il nome scelto per questo chopper, divinità della mitologia Greca, fratello di Zeus e dio degli inferi a testimoniare un forte sentimento di rabbia per la disgrazia successa a suo fratello, scomparso a soli ventiquattro anni.
Già solo il principio di base dell'essenza chopper è una vera e propria sfida, cosa è possibile omettere senza con questo compromettere la guidabilità e la funzionalità della moto?
Togliere un forcellone ammortizzato è solo il punto di partenza, bisogna riuscire a conferire alla colonna vertebrale anche la funzione solitamente assolta dagli ammortizzatori, ma questo non è per il rider in questione motivo di rinuncia a viaggi di lunga percorrenza.
Il chopper “deve” essere rigido per reputarsi degno di tale nome, ma non è questo l'unico requisito indispensabile, nella scala ironmen ulteriori punti fondamentali si acquisiscono nella scelta di montare all'anteriore una springer chilometrica con un'inclinazione al canotto di 40°.
Il motore non richiede nessuna presentazione trattandosi di un Rev Tech 110" affiancato da un vorace carburatore Mikuni e uno scarico libero della BSL.
La ciclistica non poteva essere "stock", al posteriore non si scende a compromessi di alcun tipo, pneumatico Avon da 330/17 su cerchio RC Components. I freni sono della RST e al posteriore viene preferito un disco accoppiato alla puleggia di trasmissione.
In linea con l'antica tradizione vuole che il colore del chopper debba essere preferibilmente scuro, non necessariamente solo nero, ma qualcosa di cupo che potesse risvegliare sensazioni di paura e timore, ci si affida in questo a Fiorese Design che assolve in pieno le richieste di Omar.
Il risultato ottenuto è proprio quello sognato per anni da Omar, un chopper esagerato dalle dimensioni imponenti, nonostante questo lui continua a usarlo assiduamente per recarsi a molti motoraduni, vicini e soprattutto lontani.
Il ricordo del fratello scomparso, Mattia, resta indelebilmente scolpito sul parafango posteriore, dietro alla sella, il posto che idealmente egli occupa accompagnando Omar sulle strade della nostra penisola. La dedica che vi è stata dipinta lo spiega in maniera molto significativa.

Testo e foto: Corrado




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