IL FASCINO DI UNA MOTO IGNORANTE

Tutto ebbe inizio quando Mirko, durante il suo primo viaggio in Olanda, acquistò un cerchio posteriore di un Bad Boy, la sua intenzione era quella di montarlo sull’anteriore, da quel momento per il suo Sportster Custom 1200 MY 2001 fu l’inizio di una lunga e lenta metamorfosi che continua fino ai giorni nostri.
Dopo un giro nella vecchia officina di Old School Motorcycle del nostro comune amico Matteo, Grand Visir di tutti i motori pre-evolution in circolazione, riesce a scovare un paio di piastre larghe opportunamente modificate in seguito per adattarle al canotto di sterzo del 1.200, poi distanziali disco e mozzo ruota hanno subito sorte analoga dopo essere stati passati senza tanti complimenti sul tornio. Anche i riser in acciao inox risultano essere autocostruiti, mentre l’amico Tony, tirando in ballo qualche Santo e Madonna in paradiso, ha realizzato un funzionale Ape Hanger, che ricorda un po’ i primi chopper anni '70.
Tutto l’eliminabile è stato tolto, per la serie quello che non c’è non si può rompere, montando una semplice leva frizione, un comando gas rapido e la piccola pompa freno col pistoncino da 14 scovata da Vintage Cycles Service di un altro Matteo, stavolta in quel di Scandicci.
In seguito viene spostata anche la bobina di lato, come sul milletreequaranta e lo striminzito impianto elettrico finisce tutto sotto la sella. Ora di cavi, a parte quelli dei due fanali, non se ne vedono più, ottimo per la pulizie di linee che Mirko voleva ottenere.
Il faro è stato modificato diventando la dimora adatta per l’unica spia presente sulla moto, quella dell’olio. Tolto anche il contachilometri, mentre le pedane a mezzaluna sono home made, così come pure il tappo in alluminio. Il filtro dell’aria è un S.U. adattato al carburatore originale.
Il compensatore è stato giustiziato sul posto, mentre i collettori sono stati mummificati con delle bende anticalore. Per il silenziatore bisogna ringraziare Stefano per il bel regalo, la sella è una vecchia Bates acquistata in uno swap met, posteriormente l’impianto luci è affidato ad un intramontabile e minimalista Sparto.
La moto è stata ridotta all’osso, tutto il superfluo è stato eliminato, solo l’essenziale è rimasto. Il colpo da maestro l’ha messo a segno l’amico Luca, regalando un paio di ammortizzatori di un vecchio Marauder, che opportunamante modificati hanno scalzato dalla loro sede gli originali, anche loro sacrificati alla causa, ora lo Sporty è diventato un po’ più sensibile alle buche, ma Mirko pare non curarsene più di tanto.
La parte ciclistica è stata arricchita montando i mitici Avon MK2, mentre un paio manopole vintage sono abbarbicate sull’ampio Ape Hanger.


Testo e foto: Corrado




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