KIKKAFUMI
H-D Shovel by Mr Galera

Roberto ha sempre avuto la passione per la moto ma quella per l’Harley-Davidson è nata solo dopo un viaggio negli U.S.A. fatto alcuni anni fa, il classico noleggio per visitare gli States e da lì scatta la scintilla che accenderà una passione.
Kikkafumi è il suo nickname nato con l'iscrizione ad una comunità virtuale, il Webchapter.it, che raccoglie il più alto numero di appassionati del bar&shield in Italia, usando il nome del suo cane (femmina) e da allora è soprannominato da tutti IL KIKKA.
Conosciuti i Barlafus, un gruppo di bikers milanesi, che dopo un periodo di "prova" lo accolgono tra le loro fila e visto che ha un box con un po' di attrezzatura, ogni tanto si dedica alle modifiche delle sue moto e di quelle del gruppo. La grande manualità e il buon gusto fa si che Kikka diventa in breve il customizer del gruppo Barlafus, accontentando le loro richieste, anche le più strambe, come quando ad uno di loro viene in mente di montare un bat wing su di una Softail Standard. Kikka lo accontenta di buon grado, come si può dire di no ad un amico, e quell’esperimento peserà per sempre come un macigno sulla sua “fedina penale” di customizer.
Possiede quattro Harley: Un Road King, un WLC, un Fat Boy e questo chopperino che ha da poco importato dall'Oklahoma. Si tratta di uno Shovel 1340 del 1980 montato su telaio rigido che è stato acquistato su Ebay e che poi un’agenzia specializzata in pratiche auto ha provveduto a incaricarsi dell’immatricolazione e del trasporto.
Quando è arrivata non era così come si presenta ora, anzi per la verità era messa piuttosto maluccio, si sa cosa comportano a volte gli acquisti sulla rete. Ma Kikka non si perde certo d’animo e inizia il suo paziente lavoro di restauro, che riguarda tutta la carrozzeria, parafango e serbatoio, le pedane sono in ottone ricavate dal pieno home made cosi' come lo sono i tappi del serbatoio e i riser, la sella anche quella home made l’ha cucita a mano cosi come la borsa in cuoio.
Il cerchio anteriore compreso mozzo e freno a tamburo proviene da un vecchio KTM e lo pneumatico speedmaster, mentre dietro è stato montato un pneumatico Shinko e pinze frenanti PM. Il telaio così come la forcella springer anteriore sono della Paughco. L’impianto elettrico è stato rifatto, mentre il manubrio annessi i comandi sono stati sostituiti.
Con dello scotch brite e molto olio di gomito sono state tolte tutte le cromature, motore compreso.
La versatilità del Kikka la si po’ apprezzare nella verniciatura, di cui se ne è occupato personalmente; aerografia, serbatoio glitterato e innumerevoli mani di trasparente sono tutta farina del suo sacco, che dire ancora, un uomo così si può solo sposarlo.

Foto: Roberto - Testo: Corrado




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