FAT BOY

(by Stefano)

Scheda Tecnica

Il viaggio in harley per Stefano pareva essersi interrotto bruscamente un maledetto mattino di un sabato di inizio autunno del 2005. Come faceva spesso, stava recandosi da un suo amico meccanico, ci passava volentieri molto tempo in quella officina, tra special da mille e notte e chiavi in pollici unte di grasso. Anche la sua moto se l’era costruita lì, pezzo dopo pezzo, senza fretta, ma cercando di imprimere al suo Fat Boy un po’ della sua personalità. Era molto orgoglioso della sua moto ed il lavoro uscì tanto bene che si scomodarono anche quelli di Freeway per un reportage da mettere in copertina.

Quella mattina Stefano avrebbe fatto bene ad essere in qualsiasi altra posto che non fosse quella maledetta statale, ma chissà perché a certi appuntamenti il nostro orologio ci fa arrivare sempre in orario. Dalla corsia opposta un’auto esce dalla fila incolonnata, un guidatore vigliacco ed assassino non ha ancora smaltito la sbornia della nottata brava appena terminata, lo schianto è inevitabile e per Stefano la luce del sole si offuscherà per parecchio tempo.

Arriva un altro autunno, di stagioni ne sono passate diverse, lui non ha mai dimenticato il suo amore per quei ferracci che tanto ti danno, ma che a volte per un destino crudele molto più ti strappano via.

Il Fat Boy è stato smontato pezzo dopo pezzo, bullone dopo bullone. Pazientemente egli ha rimesso in piedi il suo sogno, lo sente vivere di nuovo, ha il freddo sapore del metallo ma è come un fuoco che arde dentro il suo petto. Bentornato Stefano.

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