Tanti ne ho visti calarsi nella parte, attori consumati sotto la luce fioca di improbabili riflettori, recitare un copione già scritto,, sgomitare per mettersi in evidenza.

L'incontro con "Tato" (Davide) director dell'Emilia Road Chapter, è stato molto naturale, quattro chiacchiere dopo un giro in moto, la quiete del lago ed un muro di roccia a fare da sfondo dietro di noi.

Si era in prova per il Garda run la settimana prima, si parlava di moto , come sempre, del suo modo di vivere questa passione, di sua figlia che cresceva a vista d'occhio e sulle cose che assumevano altri significati , del suo modo di non prendersi mai troppo sul serio, della sua perplessità su taluni teatrini.

Semplice e diretto è stato questo incontro, semplice come una traiettoria di una curva sulla strada di casa, semplice come il saluto scambiato ad un motociclista che incroci per la via.

Perchè a volte sono le cose più semplici quelle che danno il sapore alla nostra vita.

 

Corrado



La nostra intervista:

 

Rdt: Nome in codice e di cosa ti occupi?

Davide: Davide (tato) classe 1965, ho una ditta di imballaggi in cartone ondulato (praticamente scatole) mi occupo della produzione e spedizione per 10/12 ore al giorno e… 24 ore al giorno 7 giorni su 7 director dell’Emilia road chapter.

 

Rdt: Com'è stato il tuo approccio alla moto? Ed alla H-D?

Davide: Beh, le 2 ruote da sempre, ma la mia prima moto è stata nel lontano 1985 con una splendida Honda vf750c (molti non la ricorderanno… sono troppo vecchio!!!) poi sono passato con gli amici all’enduro, poi una Yamaha fzx750 (il v-max piccolo) con lei nel lontano 1998 ho partecipato all’elefante, poi uno stop di 4 anni, ma il chiodo moto era sempre ben piantato in me, così nel 2002 su invito di mio cugino alla presentazione del v-road mi sono avvicinato all’Harley dopo una settimana avevo già comprato un dyna wide glide 1340, poi una electra glide sempre evo, oggi guido un fat boy del 2004.

 

Rdt: Pensi di essere un buon director?

Davide: Non so, non sta a me dirlo, posso solo dirti che la mia passione continua ad essere sempre tanta. Il giorno che non sarà più così, sarò io stesso a mollare.

 

Rdt: Cosa vorresti dicessero i ragazzi del tuo gruppo su di te?

Davide: Guarda l’unica cosa che spero, che mi stimino come io stimo molti di loro per quello che fanno per il club.

 

Rdt: Perchè vi definiscono un chapter "atipico"? 

Davide: Davvero? A parte gli scherzi, penso che nella maggior parte dei chapter h.o.g. si viva diversamente la moto da come la viviamo noi, non amiamo troppo i raduni modello matrimonio, ci piace l’aria aperta, due salsicce quattro birre (forse anche qualcuna in più) ed una bella chiacchierata tra amici.

Aggiungo che nei nostri run non abbiamo mai chiuso la porta in faccia a nessuno anche se non è harleysta, anzi penso che sia un modo per farlo avvicinare al mondo H-D, per cercare di fargli provare quello che proviamo noi.

 

Rdt: Come riesci a gestire famiglia e chapter?

Davide: Bella domanda… direi che riesco solo perché ho una santa donna a casa, finché non si stanca… allora saranno cazzi acidi!!!

 

Rdt: Tua moglie afferma che hai dormito più spesso con Verza che con lei, discolpati!

Davide: Direi che ho dormito sicuramente più con mia moglie… ma forse passo più tempo con Verza e il club che con la famiglia… quindi difficile discolparsi… anzi dico il "MEA CULPA”!!!

 

Rdt: Perché molti storcono il naso sentendo parlare di questa organizzazione e di questo modo di vivere la moto?

Davide: Non so se ti riferisci al mondo H.O.G. oppure al nostro chapter, quindi ti rispondo per il mondo H.O.G.: sinceramente il mio modesto parere è che molti motociclisti forse pensano troppo a fare i biker duri e puri (che sinceramente non so bene in cosa consiste), quindi vedono questo mondo come un mondo di fighetti e basta. Penso però che tutte le medaglie hanno due facce, quindi come tutte le associazioni, club e quant'altro, hanno pregi e difetti… comunque per quanto mi riguarda, ti posso dire che fino a che si gira in moto e si  fanno poche seghe mentali, per me va bene così… poi come disse il saggio: DEL DOMAN NON VE CERTEZZA!!!”

 

Rdt: Cosa ti ha dato in positivo questo ambiente e di cosa  avresti fatto volentieri a meno?

Davide: Di positivo mi ha dato veramente tanto: ho conosciuto tante persone simpatiche e ne conoscerò sicuramente tante altre, mi ha dato sicuramente una gran valvola di sfogo per rompere la monotonia della vita quotidiana (che non è cosa da poco!!!) e aggiungo che tutto questo mantiene giovani nello spirito. Di cosa avrei fatto volentieri a meno: sicuramente delle false amicizie e dell’ipocrisia… ma questo è un problema della vita quotidiana e la trovi ovunque…

 

Rdt: Anche a te se dico M.C. cosa viene in mente?

Davide: Un pensiero ed un modo di vita troppo distante dal mio modo di vivere la  vita e la moto.

 

Rdt: Cosa vorresti che restasse ad una persona che partecipa agli eventi da voi organizzati?

Davide: Vorrei solo vederlo andar via con il sorriso sulle labbra… un sorriso vale più di tante parole.

 

Rdt: Il chapter è una grande famiglia oppure ho detto una grande cazzata?

Davide: Hai detto una grande cazzata… un gran bel gruppo di amici (più o meno) che si divertono a fare della moto il proprio divertimento e cercano di vivere questa passione nel migliore dei modi! Dire famiglia mi sa molto di stereotipo, nel senso che in certi anni per vari motivi (che non sto ad elencare, ormai tutti sappiamo) il club era visto veramente come una grande famiglia, ma ora che sono passati anni da tutto ciò, penso che il benessere, la tranquillità economica, il lavoro e la posizione sociale abbia cambiato le cose.

 

Rdt: Il Garda run si è appena concluso, impressioni sulla riuscita della manifestazione?

Davide: Direi che questa 4ª edizione ha coronato i nostri sforzi ed il nostro impegno vedendo le presenze di quest’anno, ma sopratutto che siamo riusciti a fronteggiare al meglio un numero di persone doppie di quelle che avevamo pensato. Come detto sopra, sopratutto vedere i biker’s andarsene con il sorriso. Colgo l’occasione per rinnovare i complimenti a tutti quei ragazzi del club che si fanno il mazzo per queste manifestazioni, senza di loro tutto ciò non sarebbe possibile.

 

Rdt: Perché uno deve inforcare una moto farsi qualche centinaio di km per andare a mangiare un panino?

Davide: Perché siamo belli bravi e simpatici… BASTA??? A parte gli scherzi, penso che la nostra semplicità e genuinità alla fine ci abbia premiato, quindi chi viene a trovarci sa che passerà sicuramente una giornata spensierata all’insegna dell’allegria e del buon cibo senza tanti fronzoli, perché è così che noi siamo.

 

Rdt: Ci sono state delle lamentele in questa manifestazione (Garda run) rivolte alla distribuzione dei pasti, cosa ti senti di rispondere a queste voci?

Davide: Alla fine però ho visto che hanno mangiato tutti… ma posso solo rispondere che come detto e scritto la manifestazione era panini e birra. Comunque sicuramente il problema è stato iniziale con il branco famelico iniziale, aggiungo che se queste persone fossero andate al ristorante avrebbero aspettato comunque, (voglio vedere un ristorante che serve 650 persone!!!).

Però visto che si può sempre migliorare, ho notato che la fila si è protratta soprattutto per certi individui che hanno stazionato davanti ai tavoli per più di quaranta minuti, quindi il prossimo anno cercheremo di incanalare le persone in una fila più ordinata in modo tale da evitare che a mangiare per primi siano sempre i più maleducati.

p.s. aggiungo e concludo: un raduno che con 15 euro vi dà da mangiare e bere a volontà patch compresa, penso che possa valere un pochino della vostra pazienza!!!

R,p.s. chissà come mai ma le critiche vengono sempre da persone che per i chapter non fanno mai na sega.

 

Rdt: Un consiglio ed una critica a Mauro Rivoltella?

Davide: Premetto che sono entrato negli ultimi tempi più in confidenza con lui, e posso dirvi che anche lui che viene spesso criticato, si trova tra l’incudine ed il martello. Nonostante i suoi difetti (come tutti noi), ho trovato in lui anche molti pregi… in primis che oltre ad essere un lavoro per lui è ancora anche una passione e crede molto a questo mondo, quindi le sentenze le lascio ad altri, mentre per i consigli non ne ho, al limite ho delle idee che sicuramente approfondiremo assieme e gliele esporrò volentieri. 

 

Rdt: Idem come sopra per Olivier Allmagny? 

Davide: Mister Olivier è troppo commerciale, quindi preferisco passare oltre...

 

Rdt: Viaggio in solitaria o meglio con un bel gruppo?

Davide: Con un gruppo ma… PICCOLO!!!

 

Rdt   Una riflessione sui bikers, cosa ti lascia più perplesso di loro?

Davide: La parola fratello che viene usata troppo spesso e troppo a sproposito… vorrei meno competizione ed un po’ di più di tutta la solidarietà che viene blaterata…

 

Rdt: Cosa ti da la moto che qualcos'altro non ti possa dare?

Davide: Sensazioni ed emozioni uniche e indescrivibili. La cosa che mi stupisce ancora oggi è tutte le volte che ci salgo sopra per partire mi prendono i crampi allo stomaco per l’agitazione e quel senso di gioia come se fosse ancora la prima volta che salgo sulla mia due ruote. 

 

Rdt: Compreresti un v-rod?

Davide: Il v-road no, ma un domani una Harley con quel motore... perché no?

 

Rdt: Anche per te: il viaggio della vita?

Davide: Un mese di tempo, quattro amici, farmi tutta l’ Europa senza una meta precisa. Come vedi non ho grandi pretese.

 

RdT


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