LA MENTE E IL CUORE DELLA H.O.G.

MAURO RIVOLTELLA

 

 

Tra poco meno di un mese andrà in scena l’Hog inverno, tradizionale appuntamento che richiamerà in quel di Rimini gli appassionati del bar & shield Italiani, quale migliore occasione per scambiare le classiche “due parole” con chi organizza questo evento, Mauro Rivoltella.

Non nascondo qualche difficoltà nell’averlo ospite del nostro “Special Guest Saloon”, dovuta in parte alla sua recalcitranza verso tutto ciò che esula dal suo modo di intendere la moto e dal suo lavoro in seno alla HOG Italia.

Più che alle parole dette o scritte egli crede fermamente che prima di tutto debbano essere i fatti a parlare e che esista un solo modo per vivere la moto: sulla strada.

Rotto il ghiaccio quasi subito, ci racconta che vive il suo lavoro, rimasto soprattutto una passione, in maniera viscerale e profonda. Ha imparato che per qualunque cosa si faccia e per come la si faccia, ci sarà sempre qualcuno che avrà delle critiche gratuite da muovere, a prescindere. Le sue spalle però sono abbastanza grandi da poterne sopportare il peso. Come quella volta, dopo l’Hog inverno di Massa, dove non proprio tutto filò come doveva e le critiche fioccarono come la neve sulla A1 dell’anno scorso. Quello che accadde non gli fece chiudere occhio per varie notti e l’anno dopo, in occasione della successiva edizione dell’HOG inverno, prese il microfono salì sul palco e chiese scusa a tutti per alcune defaillance che si erano verificate nell’edizione precedente.

Personaggio “ruvido”, è un harleista della prima ora ed ha vissuto da protagonista buona parte della sua storia. I Palle Quadre, l’avvento dei primi chapters, le geniali pazzie di Talamo. Potendolo accostare ad un motore lui sarebbe sicuramente un vecchio showel, con il kick starter a calcio, rude ed essenziale. 

Non è nostra intenzione scatenare uno tsunami con un sasso gettato in uno stagno, ma penso sia sempre e comunque apprezzabile il gesto di colui che, assumendosi le proprie responsabilità, affronta i problemi mettendoci la faccia in prima persona. Rendiamo pertanto a Mauro, per l’impegno e la tenacia con cui porta avanti una grossa ed impegnativa organizzazione, l’onore delle armi.

 

 

 

                                     Testo: Corrado

Foto : Gennaro Starace (Firenze Chapter)


La nostra intervista:

RdT: La presentazione è d’obbligo cominciamo quindi, di cosa si occupa Mauro Rivoltella?

M. Rivoltella: La mia mansione attuale è quella di H.O.G. Manager, in pratica sono il coordinatore nazionale delle attività HOG di Harley-Davidson Italia, dei chapters Italiani ed i rispettivi concessionari ufficiali. Lavoro in questa Azienda da diciassette anni, undici dei quali impiegati in magazzino per poi essermi occupato di eventi marketing e poi da sei per la HOG.

 

RdT: Com’è sbocciato l’amore per l’Harley?

M. Rivoltella: E' un amore che ho fin da piccolo, perché nel quartiere dove ho vissuto fino all’età di vent’anni, uno dei miei migliori amici era Americano, figlio di un generale della NATO, che aveva un’Harley-Davidson, più rumorosa di un traghetto in avaria. Quando lo vedevo partire da casa, io ero affacciato al balcone, mi guardava con lo sguardo felice e spensierato, mi faceva l’occhiolino e partiva accompagnato dalle imprecazioni di tutta la via… a giudicare dalla sua goduria nel guidare la moto, sembrava ogni volta che partisse per chissà quale meravigliosa destinazione…

 

RdT: Tu sei riuscito a tramutare una passione in un lavoro, ritieni ancora che possa considerarsi una passione o la responsabilità del ruolo che occupi ha ridimensionato l’aspetto sentimentale? Domanda banale ma tastiamo la sincerità. 

M. Rivoltella: Non è stata una mia richiesta, ma mi è stata assegnata questa mansione proprio per la passione che avevo, (e che ho ancora) e per precedenti esperienze a livello organizzativo che avevo svolto. A volte quando ho a che fare con problemi di vario genere, credo di amare meno il mio lavoro, ma quando vai a casa e i problemi te li porti appresso, allora capisci che non sei un ministeriale, ma uno che ha una forte passione per il proprio lavoro, a tal punto da non riuscire a staccarsene.

 

RdT: Banale, ma tutti vorranno sapere che moto ha Rivoltella e soprattutto se riesce ancora ad utilizzarla. A bruciapelo quindi: quanti km in un anno?

M. Rivoltella: Faccio una media di 60.000 Km con la moto e 50.000 con la macchina… l'Italia è lunga, poi c’è anche l’estero. Ho un’Ultra.

E’ tutto verificabile!

 

RdT: Tu sei alla guida di HOG Italia da ormai quasi sei anni, quanto è cresciuta questa organizzazione e come è cambiata da quando ne sei entrato a far parte?

M. Rivoltella: Quando ho iniziato i soci HOG erano 2040, ora circa 14.000, bè credo che sia stato fatto un buon lavoro in generale, raduni di qualità, vendite, aperture di nuove concessionarie e ampliamento di altre. C’è da dire che anche la HOG alla casa madre, sia Americana che Europea, si è data una struttura diversa, con maggiori investimenti ed una migliore organizzazione. C’è comunque ancora molto da fare, sicuramente.

 

RdT: Ci sono degli obbiettivi che state perseguendo in particolare ? 

M. Rivoltella: Per quanto mi riguarda sto cercando di portare la HOG Italia ad organizzare eventi che non si scordino facilmente, ma poi si sa, tu puoi organizzare cose fantastiche, bisogna poi vedere chi partecipa, con quale spirito affronta queste manifestazioni. Non riesci mai ad accontentare tutti, si sa.

 

RdT: Dammi tre motivazioni valide per entrare a far parte della HOG ?

M. Rivoltella: No, è sbagliato. Non devo fare promozione a qualche cosa che devi vivere dentro… o ti piace o non ti piace, indipendentemente da quello che la HOG ti offre o no.

 

RdT:  Da conoscitore delle varie realtà HOG, quella Italiana quanto è diversa da quella straniera?

M. Rivoltella: Ogni paese ha le sue caratteristiche che dipendono appunto dal carattere di chi ci vive. Conoscendo le altre realtà Europee, sono contento di fare questo lavoro in Italia.

Noi siamo abbastanza polemici, critici e sindacalisti.

Non ci và mai bene niente: il mangiare, il bere, la strada, la location, ecc. ecc. ecc. Ma poi alla fine siamo lì seduti insieme che ci divertiamo.

 

RdT: Se non sbaglio segui la gestione dei chapters e dei contatti tra questi ed i dealer, hai un appunto da fare ad entrambi, in cosa vorresti che migliorassero? 

M. Rivoltella: I chapters sono stati creati ed ideati come il gruppo di appassionati ed entusiasti “CLIENTI” della concessionaria alla quale fanno riferimento. Questo non vuole dire che debbano esigere lo sconto o quant’altro sia loro dovuto.

Ma si parla solo ed esclusivamente di attività motociclistica.

Certo è che tutto questo deve o dovrebbe portare vantaggio al dealer, che a sua volta dovrebbe capire quanto importante è avere un chapter. Per ambedue dovrebbe valere la regola: se vuoi avere devi dare!

Trovo sbagliato e destabilizzante, ma questo è un mio modesto parere, che ci siano concessionari ufficiali che praticano lo sconto sulle moto nuove e magari ti sopravvalutano la tua usata. Questo non lo dovrei dire, ma è quello che succede e quando succede immancabilmente si creano problemi. Ma c’è il libero mercato, quindi ognuno è libero di fare quello che ritiene più opportuno per la propria attività. Io penso che ci siano altre soluzioni per incentivare i clienti/soci.

 

RdT: Ci sono stati casi in passato dove il dealer ha cessato l’attività e quindi anche il chapter, che magari godeva di ottima salute ed affiatamento, è stato fatto morire oppure ha dovuto emigrare verso altre realtà, che ne pensi? Era necessario? 

M. Rivoltella: Personalmente avrei fatto volentieri a meno di chiudere qualche chapters, altri invece è stato giusto chiuderli, ma il problema non è quello che avrei preferito o non preferito fare, è che la HOG ha uno statuto ed un regolamento redatto da Harley-Davidson Motor Company, che è a Milwaukee ed al quale mi devo attenere; questo regolamento dice “un dealer, un chapter”, eccezione fatta per i militari di Aviano, anche perché la base è suolo Americano.

 

RdT: HOG è sinonimo di esclusività o pensi realmente che “tutti” vi si possano riconoscere e ritrovare?

M. Rivoltella: Credo che sia per tutti, infatti tutti, oggi, possono comprare un’Harley visto che c’è la possibilità di acquistarla con un finanziamento. Poi io non credo che si possa parlare di esclusività, ma solo di passione pura senza nessuna intenzione critica… altrimenti non è il posto giusto. Vorrei fare l’esempio Americano, non perché sono migliori di noi, ma solo perché quest’attività la vivono con il giusto spirito: non gli frega niente di cosa mangi, o bevi o che strada fai, gli interessa stare insieme per condividere momenti di allegria e serenità, per staccare la spina dal quotidiano.

 

RdT: Noi motociclisti siamo assillati da molte problematiche legislative e di sicurezza, fate qualcosa voi riguardo queste tematiche o non pensate di trascurare un po’ questo argomento, in fondo voi raccogliete migliaia di iscritti sul territorio nazionale. 

M. Rivoltella: Ci adeguiamo a determinate normative, vedi le marmitte rumorose. Non mi sarebbe concesso di fare il portavoce di chicchessia e per una determinata causa. Ma nemmeno lo vorrei fare, credo che in questo paese, diventerebbe controproducente per il marchio e per la HOG. Quando abbiamo ritenuto opportuno fare delle proposte, vedi i Telepass, lo abbiamo fatto senza darne pubblicità, ma seguendo i canali ufficiali. Non ci interessano le forme di protagonismo.

 

RdT: Manca poco all’HOG inverno, appuntamento clou, un must per gli amanti del marchio, visto e considerato che nasce dalla ceneri del “Palle Quadre”, divampa la polemica per la frase comparsa sul vostro sito in cui ricordavate che è una manifestazione aperta ai possessori di moto H-D e non un’auto raduno o una sorta di pellegrinaggio in pullman.

Messaggio pubblicitario per la serie parlatene bene o male ma l’importante è parlarne oppure è un chiaro segnale ai vostri iscritti, che sono equamente divisi tra i “si va in moto a qualunque costo” oppure“ la sicurezza prima di tutto è una cena e ci vado come mi fa comodo”, visti anche i fatti successi l’anno scorso ? 

M. Rivoltella: L’anno scorso sono stato fermato da alcuni soci in un Autogrill, dopo i saluti di rito, mi hanno fatto una testa come una campana parlandomi del Palle Quadre… dopo qualche minuto, mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava… chiesi loro quanti Palle Quadre e quali avessero fatto… dopo un po’ di smarrimento hanno ammesso di non averne fatti mai, ma che ne avevano sentito parlare molto. La domenica successiva all’HOG Inverno, mentre mi toglievo il casco e mi accingevo ad entrare a mangiare qualcosa di caldo, loro, tutti insieme, scendevano da una monovolume con tanto di stivali pitonati.

Io credo che ci sia da ritornare un po’ alle nostre origini e tradizioni, non voglio proibire a nessuno di usare il mezzo che ritiene più sicuro, ma credo che ci sia un’inversione di proporzioni, troppi in macchina e troppo pochi in moto. Noi vendiamo moto ed io organizzo RADUNI per Harleysti e non feste qualsiasi… anche se poi il finale è una festa… ma per noi!

 

RdT: Che novità ci attenderanno in questa edizione, se ve ne saranno?

M. Rivoltella: Non lo so ancora, si cerca sempre di fare qualcosa di diverso. Ma tanto poi si sa, non li accontenti mai tutti.

 

RdT: Nelle ultime due o tre edizioni l’HOG inverno è stato caratterizzato dalle interpretazioni, diciamo un po’ teatrali, da parte da alcuni chapter della manifestazione, questo ha attirato le critiche dei  puristi ed anche da alcuni altri chapter, tu come la vedi? 

M. Rivoltella: Io sono perché la gente si diverta… non sono contrario ma, se dovesse prendere più corpo, penso che dovrei spostare l’evento a Carnevale. (Era una battuta, spero venga capita).

 

RdT: L’HOG inverno che ci aveva abituato ad un’alternanza itinerante per venire incontro un po’ a tutti, da qualche anno si è fermato a Rimini, sarà così anche per il futuro o si pensa ad un ritorno della formula itinerante?

M. Rivoltella: Sono sempre alla ricerca di nuove location, ma devo anche guardare al portafoglio, sia quello di chi deve partecipare, sia il nostro. Ho declinato diverse località, vuoi per i costi degli alberghi, vuoi perché molti alberghi non hanno il garage, vuoi perché è difficile trovare un padiglione che ci accolga tutti comodamente. Far coincidere tutto vuol dire tornare a Rimini. Devo dire che tantissimi mi hanno chiesto di tornare a Rimini.

 

RdT: Gli HOG National Rally stanno confermandosi degli eventi ben organizzati e gestiti, con la formula del pool di chapters che si dividono i compiti nell’organizzazione. Dove si svolgerà il National Rally del 2007 e quali chapters ne cureranno l’organizzazione?

M. Rivoltella: Non posso ancora anticipare nulla.

 

RdT: Se potessi scegliere un obbiettivo per l’anno futuro, quale vorresti centrare o portare a termine?

M. Rivoltella: Avere meno polemiche inutili e sterili sarebbe già un grande successo. Troppa gente è sempre pronta a scrivere sui forum o sulle riviste che li ospitano, ma mai di cose belle, di esperienze entusiasmanti o di conoscenze fatte. Sono sempre pronti tutti alla critica facile ed inutile. Ma per fortuna parliamo di una minoranza. Riuscire a portare più intesa tra dealers e chapters, poi, sarebbe ancora più bello. A tale proposito organizziamo i POT, che sono corsi di formazione per chi gestisce i chapters. Devo però dire, che non posso lamentarmi più di tanto. Potrei parlarti di raduni anche Europei e non solo Nazionali, che sono degli obbiettivi importanti, ma non posso anticipare ancora niente.

RdT


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