RED ZONE


In questo giro di interviste questa volta ho deciso di optare per una nuova esperienza: prendere una persona dal Web, conosciuta nell'ambito motociclistico, ovviamente con la nostra stessa passione, scriverle ed intervistarla.
Un argomento che mi stuzzica ultimamente è la fantomatica V-Rod, meglio conosciuta come VRSC, al fine di raccogliere l'ormai famiglia di questi bicilindrici che dal 2002 ad oggi ci hanno mostrato un' altra realtà della factory americana, sicuramente di successo, stilisticamente più moderne del classico catalogo Harley Davidson.
Ecco qui Stefy, personaggio conosciuto non solo nel mondo del web ma anche on the road, amica dei ragazzi del "Rombo". Gentilissima e cordiale mi apre le porte al suo sito, alla sua passione ed al suo modo di intendere la moto.
Gestisce il portale www.1130cc.it dal 2004 che in breve tempo ha raccolto numerosi consensi tanto da diventare un vero e proprio web community portal esclusivamente dedicato al mondo V-Rod di cui hanno parlato tutte le più importanti testate giornalistiche di settore.
Significativa la loro partecipazione all’ultima edizione del Rombo di Tuono, il loro stand ricco di moto interessanti e customizzate con grande tecnica ha riscosso un notevole successo. Vediamo cosa ci racconta di tutta la sua avventura.

Corrado






RdT: Ciao Stefy e grazie del tempo concesso. Le domande iniziali sono di rito, raccontaci di te: chi sei e cosa fai nella vita?

Stefy: Ciao e grazie a voi per il gentile interesse. In realtà non amo definirmi con un termine specifico, diciamo che sono una persona dotata di uno spirito piuttosto creativo che si esprime al meglio nel campo artistico a 360°, dall'analogico al digitale :)

RdT: Come è nata la tua grande passione per le due ruote e per le Harley Davidson?

Stefy: La mia passione per le 2 ruote è legata indissolubilmente alla mia passione per il design: per me sono primariamente "oggetti" da ammirare prima che da "cavalcare". Non sono comunque in alcun modo un'appassionata di Harley-Davidson e non lo sono mai stata, non amando il genere / l'itinerante e la V-Rod è l'unica HD che mi abbia mai attratta. Sono infatti un'appassionata di moto sportive con una particolare preferenza per le superitaliane e oltre alla V-Rod posseggo attualmente una MV Brutale 910 e una MV F4 1078. D'altronde la V-Rod è stata creata da HD proprio per questo target d'utenza, in modo da accaparrare nuove fette di mercato e abbassare l'altissima età media...

RdT: Hai quindi avuto un approccio con la tua Harley Davidson piuttosto inusuale, in legittima coerenza con il tuo modo di pensare. Visti i tuoi gioielli che tieni in garage, come rapporti il modo di costruire di Harley Davidson e MV?

Stefy: In realtà una delle 3 la tengo in sala, e lascio a voi immaginare quale... :)
Premetto che quando parlo di HD mi riferisco unicamente alla V-Rod in quanto il resto della produzione come ho detto non è di mio interesse pertanto non ho mai approfondito. A livello di design le 2 si equivalgono per il fatto di aver creato dei progetti assolutamente geniali che hanno precorso i tempi in maniera così lampante da costituire dei veri e propri modelli storici ai quali tutti gli altri si sono poi ispirati.
V-Rod è un progetto che risale a 13 anni fa (6 la commercializzazione) eppure la linea è così futuribile che con tutta probabilità sarà attuale anche tra 10 o 20 anni. F4 è un progetto che risale a 14 anni fa (11 la commercializzazione) eppure ancor oggi è la supersport più accattivante sul mercato, sebbene per quanto riguarda la ciclistica si senta indubbiamente il peso degli anni. Per quanto concerne la componentistica e la qualità della stessa invece tra le 2 case siamo agli antipodi e a parità di listino (mi riferisco al listino della V-Rod quando l'ho acquistata nel 2003 ovvero 21.290, ed al listino attuale F4: 21.490) tra F4 e V-Rod il paragone è assolutamente improponibile. Il fatto è dovuto prevalentemente alle differenti politiche aziendali, ovvero HD basa gran parte del fatturato sull'accessoristica offrendo un prodotto base piuttosto scarno e a livello di componentistica qualitativamente mediocre, perché possa poi essere "accessoriato" o interamente riallestito secondo le proprie esigenze/preferenze attingendo da un catalogone più capiente del corano (contenente tra l'altro prodotti per la stragrande maggioranza made in China, Taiwan & company, di buona qualità ma che con lo slogan "an american legend" c'entrano davvero poco).
Inoltre il target di riferimento è estremamente diverso in quanto il cliente HD non è generalmente interessato a prodotti "performanti" di alta qualità affidandosi per lo più appunto all'aftermarket della casa piuttosto che ai rinomati brands presenti sul mercato.
Probabilmente il fatto che HD abbia introdotto da poco Brembo e che abbia addirittura acquistato MV significa che in qualche modo ci si rende conto che i tempi e la stessa clientela stanno evidentemente cambiando...

RdT: Però grazie alla tua V-Rod e alla tua passione, è nata una piccola-grande realtà nazionale che è la community di 1130cc.it. Ci vuoi parlare di come è nata e che cosa è oggi?

Stefy: Nel 2002, anno del debutto europeo della V-Rod (2001 negli States), l'unico sito a lei dedicato era v-rodforums.com (ora 1130cc.com, nostro "alter ego" d'oltreoceano ) portale statunitense in inglese nel quale sono avvenuti i primi incontri con i primi possessori italiani.
Di lì a poco il desiderio e la necessità di creare una realtà tutta nostra si sono accresciuti sempre più tant'è che grazie alle mie precedenti esperienze di grafica e webmaster nel giugno 2004 nasce ufficialmente il nostro portale col nome di v-roditalia.com
Nonostante gli iniziali poco numerosi possessori iscritti ( all'epoca in Italia si vendevano 300 v-rod all'anno circa) dopo soli 3 mesi riusciamo ad organizzare già il nostro primo "v-roduno" (termine col quale battezziamo i nostri incontri motoristici) e di lì a poco tempo grazie anche all’apporto di un utente/amico ci attiviamo per allargare la nostra community con pubblicità su riviste specializzate e flyers presso le concessionarie Harley-Davidson italiane raggiungendo così nel giro di un paio d'anni quasi il primo migliaio di iscritti.

RdT: Quali sono gli argomenti trattati dal vostro sito? Cosa cattura l'attenzione della gente?

Stefy: Il nostro portale è improntato sin dagli albori principalmente sul customizing v-rod mondiale con particolare attenzione per quello europeo ( mercato nel quale si è da sempre visto il maggior proliferare di prodotti aftermarket sia per qualità che per quantità ed originalità ) questo naturalmente per avere a disposizione il maggior numero di info ed idee possibili per i nostri stessi customizings.
Sono poi presenti come in tutte le community web motoristiche che si rispettino le sezioni per la risoluzione problemi o la discussione di esperienze riguardanti prodotti, assistenza e tutto l'itinerante, o dettagliate spiegazioni sul come effettuare determinate modifiche effettuate da noi stessi, così come le sezioni per lo scambio e la vendita di prodotti. Non mancano chiaramente nemmeno le aree generiche per la socializzazione ed il divertimento nel quotidiano.
Oltre ad organizzare molti incontri abbiamo in questi anni organizzato diverse iniziative anche in collaborazione con altri siti, come il concorso V-Modding (giunto alla seconda edizione) organizzato con virtualtuning.it che ci ha fornito ottime realizzazioni ed interessanti spunti.
Da un annetto circa abbiamo inserito l'interessante sezione Garage nella quale ogni utente ha la possibilità di schedare la propria moto fornendo così oltre alle innumerevoli foto, i più svariati dettagli quali le modifiche apportate in dettaglio, costi, valutazioni e quant'altro, in modo che sia di facile e veloce consultazione per tutti gli utenti della community.

RdT: Avete avuto immagino anche grosse soddisfazioni in un progetto simile?

Stefy: Sì, in questi anni diverse moto dei nostri utenti sono state recensite sulle principali testate del settore nazionali ed anche internazionali (la mia in particolare ha avuto la fortuna di essere la prima v-rod sulla copertina di American Iron Magazine, la rivista dedicata ad HD più venduta al mondo) , a testimonianza del fatto che i lavori effettuati (chi da solo e chi presso preparatori) sono stati apprezzati ed hanno suscitato parecchio interesse.
Quest'interesse crescente di fatto ha avuto il suo culmine nella partecipazione all'ottima kermesse del "Rombo" alla quale abbiamo avuto il piacere e l'onore di partecipare di recente. Insomma, per concludere e tirando le somme di questi quasi 5 anni, è stata indubbiamente un'esperienza che mi ha personalmente arricchita molto, nonostante qualche piccolo incidente di percorso come è consuetudine nella vita, non solo per il fatto di avere avuto l'opportunità di conoscere diverse persone estremamente valide, ma soprattutto per avere avuto l'opportunità di condividere con loro la medesima passione che speriamo resti viva in noi per ancora molti anni a venire.

RdT: Torniamo all' argomento V-Rod che per molti è un universo poco esplorato e sinceramente vorrei approfondire il discorso.
Tanti "puristi" la vedono come un abominioo, pensi che invece siano le basi di partenza per il futuro Harley Davidson? Come vedi la V-Rod nel prossimo futuro?

Stefy: Analizzando la breve storia della famiglia VRSC possiamo constatare che a seguito della rivoluzione introduttiva si è verificata una sorta di "adattamento" con lo sviluppo di modelli che potessero in qualche modo attrarre anche la clientela affezionata al brand, vedi la Night-Rod Special (VRSCDX), che di fatto è una V-Rod "travestita" da Harley, la quale strizza l'occhio senza ombra di dubbio anche ai puristi HD.
L'intento almeno in questo ultimo caso ha raggiunto egregiamente il proprio scopo, ma non si può dire altrettanto per altri modelli ora "discontinued" quali la Street-Rod (VRSCR) e la Night-Rod (VRSCD).
C'è anche da considerare un fatto piuttosto importante: le community web hanno svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei modelli (fino a qualche anno fa le ricerche di mercato si pagavano, ed anche profumatamente) tant'è che la stessa VRSCDX ingloba le modifiche più in voga tra i possessori su scala mondiale: vedi livrea nera, serbatoio e pneumatico maggiorati, cupolino, etc.
Sembra invece andare decisamente controcorrente l'ultimo modello introdotto nel 2009: la "famigerata" Muscle (VRSCF), la quale ha infatti riscosso non molto entusiasmo tra i "puristi" della V-Rod (ebbene sì, i puristi esistono in ogni ambito) prevalentemente sul piano estetico ma anche poiché non è ben chiaro cosa voglia rappresentare, sembrando quasi una pseudo risposta alla nuova V-Max di Yamaha.
Detto questo in merito al futuro naturalmente non ci è dato a sapere, ma personalmente credo che le 2 linee HD (il passato ed il futuro) resteranno ancora ben distinte per diversi anni, quindi temo che chi spera in una Touring Revolution powered dovrà attendere ancora.

RdT. Quale è la marcia che ha in più la V-Rod rispetto alla concorrenza?

Stefy: Parlando di concorrenza bisogna inevitabilmente parlare di genere/segmento e la V-Rod essendo un modello che ha di fatto introdotto un nuovo genere non ancora globalmente definito per la verità (ma mi piace "dragstreet"), viene erroneamente considerata una "power cruiser", e ad esse comparata (vedi Yamaha Warrior, Honda VTX, o anche Yamaha V-Max). Fatta questa premessa la risposta vien da se, ovvero essendo una moto unica nel suo genere non ha concorrenti ed è proprio questa la sua "marcia in più".

RdT: Un "Harleysta" convinto, che adora sound e prestazioni, sa che quando una moto esce dalla concessionaria ha degli interventi tassativi da fare. Scarico, filtro e centralina sono il primo passo.
Secondo i tuoi gusti e ciò che conosci della V-Rod, cosa serve subito alla moto per rendersi protagonista?

Stefy: Partendo dal presupposto che come già accennato l'average del possessore v-rod non è un harleysta convinto (o purista se si preferisce), ne consegue che generalmente non ami troppo fare l' "ukkaro" con scarichi dal sound arrogante ed incivile. E a tal proposito infatti ciò che offriva la stessa casa (mi riferisco agli scarichi screamin' eagle purtroppo non più commercializzati) era più che sufficiente per un sound decoroso senza strafare ed un discreto incremento cavalleria, naturalmente affiancandoli a filtro e power commander mappato su banco dynojet altamente più consigliabile della semplice rimappatura centralina stock effettuata presso dealer.
Il mercato aftermarket offre comunque un'ampissima rosa di scelte dai sounds, stili e design più disparati e personalmente mentre ritengo decisamente insuperabile il design dei terminali stock A, AW, X (non che un segno distintivo del mezzo) consigliando quindi sempre screamin' eagle slip fit ( dato che se ne trovano ancora sui vari canali web ) non sono della stessa opinione per gli stock DX, D, R ritenendo molto più armoniche diverse altre proposte di svariati produttori.
Tornando alle prestazioni diciamo pure che cercare di ottenere cavallerie astronomiche (magari anche attraverso kit hypercharger, bigbore, turbo, etc.) su di una moto che per caratteristiche di ciclistica (vedi interasse da camion) non può certo competere con le stradali se non per il mero bruciar semafori, rappresenta un po' un controsenso, ed è soprattutto per questo motivo che, almeno in Europa, le modifiche sono per la stragrande maggioranza volte più all'aspetto estetico che a quello prestazionale.

RdT: La "tua" community sarebbe potuta nascere su base di qualche altra moto? Se no, perché proprio sulla V-Rod? Possiedi e sei appassionata di un' altra marca, è così anche per quella?

Stefy: ”Omnia tempus habent" dicevano i latini e nella vita è sempre tutta una questione di tempi. La community è nata sotto il denominatore V-Rod poiché in quel momento (come già accennato) non esistevano realtà italiane e in quel momento me ne sono appassionata, ma non è stato naturalmente lo stesso per MV (ad esempio) in quanto erano già presenti diverse realtà (delle quali sono partecipe) ergo non ne ho sentito la necessità.

RdT: Come hai ben descritto, 1130cc.it si è presentato con successo alla manifestazione del Rombo Di Tuono. Avete in mente di crescere anche sotto questo aspetto? Di portare il vostro nome più lontano possibile scoprendo nuovi confini?

Stefy: L'esperienza è stata indubbiamente molto positiva grazie soprattutto all'ottima organizzazione e non mancheremo certo di cogliere altre occasioni del genere se si presenteranno, tuttavia la nostra community è un hobby non una professione pertanto con i propri limiti annessi e connessi di disponibilità tempo/denaro etc., ed in ogni caso sono dell'idea che il "bello della cosa" consista proprio nel fatto che è e rimane un "gioco", al momento che diventasse qualcosa di troppo impegnativo si correrebbe il rischio di uscirne "overloaded" ergo perdendone interesse e genuinità.

RdT: Per concludere, il tuo miglior consiglio a chi si addentra nel mondo delle V-Rod?

Stefy: Il mio miglior consiglio è quello di non darne: ritengo che ognuno la moto debba viverla come meglio crede, senza vincoli legati a brands, tipologie, stereotipi, mondi preconfezionati o regole di sorta... esattamente come la viviamo noi, ovvero in piena libertà (quella vera, non degli slogan) :)

Testo e intervista: Gae

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