L’importanza di guardare oltre

 

 

Al momento ti può anche dare l’impressione di un ragazzo fragile, ma ve ne renderete conto leggendo la chiacchierata che ho avuto con lui, che Matteo ha una forza d’animo invidiabile. Rialzatosi dopo una brutta caduta, ed è proprio il caso di dirlo, è riuscito a trovare dentro di sé la forza per superare quel brutto episodio, lasciandoselo dietro le spalle e coltivando più di ogni altra cosa la grande passione che arde in lui fin da quando era piccolo.

Spero che questo ragazzo dallo sguardo limpido e dai modi gentili, possa essere d’aiuto e da esempio, per quanti stanno vivendo al momento la situazione da lui passata.

Ora Matteo sta bene, gareggia a livello agonistico e vi assicuro, facendo parte dello stesso motoclub della Federazione Motociclistica Italiana, il Leonessa 1903 di Brescia, che in moto ci va forte davvero. Spero non dispiaccia a nessuno se fuori dal locale, a fianco dei nostri ferri cromati, oggi ci sia una moto da corsa.

Grazie Matteo per essere passato a trovarci, torna pure quando vuoi, magari su un night rod.

 

 

Corrado

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra intervista:

RdT: Ciao Matteo raccontaci un po’ di te. Di cosa ti occupi nel quotidiano?

Matteo: Ciao, sono impiegato nel comune di Sirmione e nel tempo libero, per il tempo che necessita, mi occupo della mia moto e ciò che riguarda le gare, per cercare sponsor e inoltre faccio attività fisica.

 

RdT: Come è nata la tua passione per le moto?

Matteo: La mia passione per la moto è nata fin da quando ero piccolo, mio zio aveva la moto, una volta mi ha messo in sella… ed è stato colpo di fulmine!

 

RdT: Qual è il pilota che maggiormente ammiri e perché?

Matteo: Sono tifoso di Valentino Rossi fin da quando ha esordito nella 125gp, però ho anche sempre tifato Loris Capirossi, il casino è stato quando hanno cominciato a correre nella stessa categoria! Di Vale mi è sempre piaciuto il suo modo di fare allegro e scherzoso ed il feeling che ha con la sua moto. Di Loris mi è sempre piaciuto la grinta, la tenacia e il gran cuore che ci mette anche quando ci sono delle difficoltà.

Un terzo pilota che mi sta simpatico è Marco Melandri che quando è in giornata di gas ce ne da a volontà.

 

RdT: Come vedono i tuoi familiari questa tua passione?

Matteo: Devo dire che sono contento perché i miei genitori mi hanno sempre sostenuto, in questa mia passione, in particolare dopo il mio incidente dove avevo una gran voglia di ritornare in sella e continuare a seguire i miei sogni.

 

RdT: C’è stato un episodio doloroso che ti ha toccato profondamente, se te la senti, ce ne vuoi parlare?

Matteo: Si, il 6 settembre 1999 causa la cattiva manutenzione della strada sono scivolato in moto e sono finito violentemente contro un guard-rail che da ben tre anni, per incuria, è stato lasciato deformato e rivolto come una lama verso la strada e mi ha amputato sul colpo il braccio destro all’ altezza del terzo superiore dell’ omero, rotto le costole dx, bucato il polmone dx, rotto il fegato, il rene dx, frattura dell’ anca destra e profonde abrasioni varie. Però ringraziando il cielo in poco tempo sono riuscito a rimettermi in piedi.

 

RdT: Cosa ti senti di dire a quelle persone, che per loro incuria, hanno fatto sì che ti potessi ferire in quel modo?

Matteo: Che per la loro superficialità e menefreghismo nel lasciare in quelle condizioni una strada che era diventata pericolosa hanno messo gravemente a rischio la mia vita lasciandomi una grande ferita, ho dovuto ricostruire la mia vita e combattere per avere ciò che avevo prima.

Ci tengo a dire che il guard-rail è stato sistemato un anno dopo il mio incidente. Quelle persone dovrebbero pensare che in quella strada o altre nelle condizioni simili in cui era, potrebbero passare loro o i loro figli…

 

RdT: Come hai trovato le motivazioni per superare quei momenti, hai potuto contare anche sui tuoi amici o qualcuno di loro ti ha deluso per il proprio comportamento?

Matteo: Come prima cosa ci tengo a dire che la mia grande fede e la gran voglia di vivere mi hanno dato la forza di andare avanti e di credere ancora in una vita felice e nella concretezza di realizzare i miei sogni. E’ stata molto importante e positiva la grande vicinanza dei miei famigliari e di tutti i miei amici.

 

RdT: Come hai avuto ancora la forza di tornare su una moto ed addirittura metterti di gareggiare su pista, incoscienza o cos’altro?

Matteo: Come ho detto prima, la voglia di vivere e realizzare i miei sogni mi hanno dato la forza di trovare la strada e i mezzi per ritornare in sella in sicurezza. Ci tengo a ringraziare il centro protesi di Budrio (Bo) che oltre alla protesi che uso quotidianamente, mi hanno realizzato le protesi sportive che uso in moto.

 

RdT: Qual è stata la tua emozione la prima volta in moto dopo l’incidente?

Matteo: E’ stata una grande emozione, per un attimo mi sembrava che l’ incidente non fosse mai successo, era incredibile poter ristringere un manubrio tra le mie mani e dare gas in pista sulla mia Aprilia RS 250!

 

RdT: Quali accorgimenti hai dovuto adottare sulla tua moto da corsa?

Matteo: Sulla mia moto da corsa sono stati spostati a sinistra acceleratore e freno anteriore, mentre la frizione è rimasta nella sua posizione a sinistra sotto la leva del freno anteriore.

 

RdT: Hai trovato delle difficoltà da parte degli organi preposti a rilasciare autorizzazioni e licenze (detto in parole povere, dalla burocrazia)?

Matteo: Si, ho trovato difficoltà!

Alla visita medico – sportiva per l’idoneità alla pratica agonistica il medico che mi ha sottoposto alla prima visita, presso un grande centro di Medicina dello Sport di Milano, senza motivazioni e senza tener conto della vigente normativa per la specifica materia, ha emesso un certificato di “NON IDONEITA’ “.

A questo ho fatto subito seguire un ricorso alla Commissione Regionale d’Appello della Regione Lombardia ma anche in questo caso, dopo un iter travagliato e ancora senza nessuna motivazione, si è avuto esito negativo.

Sentita la Federazione Motociclistica Italiana che in caso di idoneità medico-sportiva non avrebbe avuto nulla da eccepire circa la possibilità di svolgere attività agonistica;

sentito ed acquisita la relazione di idoneità agonistica motociclismo velocità del Dott. Italo Guido Ricagni Medico Specialista in Medicina Aeronautica e Spaziale, in Medicina dello Sport, responsabile squadre nazionali della F.I.S.D. dell’Istituto di Medicina dello Sport di Roma nonché collaboratore alla promulgazione del Decreto 4.3.1993 del Ministero della Sanità (protocollo per rilascio idoneità sportiva agonistica a persone handicappate);

sentito il parere legale del mio avvocato di fiducia che ha decisamente ritenuto essere io nel giusto, ho inoltrato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la decisione della Commissione Regionale d’Appello.

Il T.A.R. dimostrando il giusto interessamento con specifica Ordinanza ha disposto una nuova visita medica presso il Centro di Medicina dello Sport di Sondalo (SO).

Quest’ultima visita è stata effettuata dal responsabile della Medicina dello Sport dell’Ospedale di Sondalo (dove si occupano anche degli atleti della Nazionale di sci) Dott. Giulio Rossi al quale è stato fornito anche materiale fotografico e visivo comprovante la funzionalità della protesi e l’utilizzo in pista della moto con efficiente risultato del binomio pilota-veicolo.

Il Dott. Rossi si è dimostrato oltremodo sensibile al caso, molto interessato anche all’aspetto tecnico e attento a valutare ogni minimo particolare tanto da rendersi disponibile e venire di persona alcune volte presso il circuito di Adria ad effettuare e completare i suoi accertamenti.

A conclusione di detti accertamenti, il Dott. Rossi ha redatto e trasmesso al T.A.R. una dettagliatissima relazione riconoscendo senza riserva alcuna l’idoneità alla pratica agonistica della disciplina motociclismo-velocità.

Il T.A.R. ha accolto appieno il ricorso emettendo sentenza con la quale è stata riconosciuta totalmente la mia ragione.

A seguito di tale atto il Dott. Giulio Rossi ha rilasciato il certificato di idoneità alla predetta attività sportiva consentendomi così di acquisire la licenza per le competizioni.

 

RdT: Tu puoi guidare una moto anche su strada, oltre che in pista?

Matteo: Si, da settembre 2005 riposso guidare una moto per strada, con la patente A speciale, proprio l’ anno scorso finalmente è stato modificato il codice della strada consentendo a chi ha delle disabilità di guidare moto adattate come avviene già da anni per le macchine.

 

RdT: Hai trovato collaborazione e sostegno al tuo problema presso gli organi della Federazione Motociclistica Italiana di cui tu sei un tesserato, per ottenere l’idoneità alla guida?

Matteo: Devo dire che dalla Federazione ho avuto consenso favorevole per la licenza sportiva per correre. C’è stato anche sostegno e collaborazione per la modifica del codice della strada, per il quale c’è stato molto impegno e lavoro del centro protesi di Budrio (Bo).

 

RdT: Quando si subisce un incidente, a livello mentale ci provoca uno shock. Qualcuno dice anche, se cadi da cavallo devi risalirci subito per rimuovere questa paura. Come hai superato questo handicap mentale e come riesci ad andare ancora forte in moto?

Matteo: Il mio istinto appunto è stato quello di voler tornare il più presto possibile in sella alla moto. Riesco ancora ad andare forte in moto, o almeno ci provo, perché so che le piste sono studiate apposta anche per cadere in moto…e perché andare in moto è una cosa che mi piace tanto ed è un istinto che ho dentro fin da piccolo!

 

RdT: Quanto dobbiamo ancora fare noi motociclisti per evitare che quello successo a te  si possa ripetere per qualcun’altro. Secondo te senti sensibilizzazione verso questo problema da parte degli altri utenti delle due ruote  o siamo molto indietro?

Matteo: Riguardo questo discorso stanno facendo un grosso lavoro di sensibilizzazione i ragazzi dell’associazione dei motociclisti incolumi (www.motociclisti-incolumi.com) che stanno lottando per avere delle strade più sicure per noi motociclisti proponendo anche delle nuove soluzioni tecniche per rendere più sicure le strade e ovviare ai tremendi guard-rail killer. Di sicuro più gente aderisce a queste iniziative e più grande è la voce verso gli organi competenti delle strade. C’è molto lavoro da fare!

 

RdT: Tanti ragazzi sono nelle tue condizioni, cosa ti senti di dire loro, come devono reagire, a chi possono rivolgersi per un sostegno?

Matteo: Ai ragazzi che come me hanno avuto un grave incidente dico di credere ancora nella vita che è un dono stupendo che merita di essere vissuto ogni giorno come unico e indimenticabile. Un pensiero che ho avuto è stato che non era la fine ma l’inizio di una nuova vita anche se con le sue difficoltà e strade in salita da percorrere… ma non per questo priva di emozioni!

Per un sostegno potrebbero rivolgersi al centro protesi di Budrio (Bo), all’associazione motociclisti-incolumi, inoltre  ho il mio spazio e-mail nella associazione: matteo.baraldi@motociclisti-incolumi.com

 

RdT: Ti senti di poter dire di essere riuscito a tornare ad una vita normale ora?

Matteo: Si, mi sento di dire di essere tornato ad una vita normale caratterizzata da tutte la sue emozioni e sogni.

 

RdT:  In che campionato stai gareggiando quest’anno e come sta andando la stagione?

Matteo: Quest’anno sto gareggiando con la mia Aprilia RS250 nel trofeo premier national cup. Devo dire che rispetto all’anno scorso ci sono dei miglioramenti considerando che oltre alle gare riesco ad allenarmi molto poco per via dei costi elevati.

 

RdT:  Che caratteristiche pensi di avere come pilota?

Matteo: Innanzi tutto mi piace tanto correre in moto, dagli errori cerco di trarre insegnamento per migliorare, cerco sempre di mettere la grinta e non mollare mai.

 

RdT:  Quali ambizioni hai e quali sogni vorresti si realizzassero?

Matteo: Innanzi tutto un sogno che ho fin da quando ho visto la prima gara sarebbe quello di provare una moto da gp… e magari poterci fare una gara!

Mi piacerebbe provare l’emozione di dedicarmi a tempo pieno alla mia passione, correre in  moto.

Un valore molto importante a cui tengo molto è quello della famiglia che voglio realizzare.

 

RdT: Fai degli allenamenti specifici per tenerti in forma?

Matteo: Per tenermi in forma mi alleno correndo e facendo dell’esercizio fisico, una volta a settimana faccio fisioterapia, anche perché la protesi comporta un certo sforzo fisico portarla durante il giorno

 

RdT: Cosa hai da dire ai nostri governanti sul problema disabili, omologazioni e rilascio di patenti speciali? Si sta facendo qualcosa di serio o ci perdiamo in chiacchiere sterili, senza cercare di risolvere il problema?

Matteo: Ai nostri governanti vorrei chiedere un maggiore impegno nel considerare maggiormente chi ha disabilità a 360° nell’ ambito sociale, di snellire magari la burocrazia che c’è intorno a tante cose dove a volte ci si perde! Come ho spiegato prima per fortuna dall’ anno scorso si può avere la patente A speciale per guidare le moto adattate per disabili... anzi in questo caso direi “nuovamente abili!”

Per quanto riguarda le omologazioni ci vorrebbe più chiarezza e informazione a partire da tutte le motorizzazioni italiane alle varie officine eventualmente autorizzate. Devo dire che la motorizzazione di Brescia è stata molto efficace e professionale nel prendere in esame la mia richiesta di rilascio di patente A speciale e relativo aggiornamento del libretto di circolazione della moto che ho usato per fare l’ esame e poi per circolare per strada regolarmente, dovrebbe essere così su tutto il territorio italiano.

Il centro protesi di Budrio (Bo) sta seguendo attivamente ciò che riguarda il rilascio di patenti speciali e omologazioni

 

RdT:  Sicurezza quando si è alla guida di una moto, un tuo pensiero rivolto a noi che a volte esageriamo forse credendoci onnipotenti?

Matteo: Come da mia esperienza mi sento di dire che la strada è piena di insidie e trappole per noi motociclisti. Purtroppo un pensiero che facevo e che si tende a fare ma non basta è quello di dire “Cerco di stare attento”, magari anche nelle occasioni in cui si da più gas…

 

RdT: Qui lo so sono tremendamente di parte, ma te la devo proprio fare questa domanda: guideresti mai un’Harley?

Matteo: Beh, si può provare!

RdT

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