UNO CONTRO TUTTI

C’è chi si accontenta di vivere la propria vita secondo uno stereotipo consolidato, l’impiego in banca, la camicia sempre in perfetto ordine, l’happy hour alla fine di una giornata di lavoro e la macchina presa a leasing per essere felice.
C’è chi invece si guadagna da vivere disegnando i sogni delle persone sulla loro stessa pelle. Lui è così, prendere o lasciare, la sua vita l’ha sempre vissuta di traverso, gira su di una moto che di comodo non ha neanche il nome e le sue esperienze, condivisibili o meno, le ha vissute sempre in prima persona senza deleghe.
La porta si è chiusa alle nostre spalle, l’aria si riempie di fumo ed il ronzio dell’aerografo copre ogni rumore. Forse ne uscirà uno scontro.
Uno contro tutti, il Maso.

Corrado






RdT: Come sempre una breve presentazione. Il tuo nome e di cosa ti occupi nella vita?

Maso: Ciao Corrado, tutti mi conoscono come Maso e sono un tatuatore professionista.

RdT: Da quando eserciti questa professione e come ci sei arrivato?

Maso: Ormai dal 1995. Ci sono arrivato per caso dopo essermi diplomato al Liceo Artistico, mentre frequentavo l’Accademia di Belle Arti Brera a Milano, che poi non ho concluso per dedicarmi completamente all’arte del tattoo.

RdT: Avresti mai pensato che un giorno avrebbe potuto diventare la tua professione?

Maso: Assolutamente no. I tatuaggi erano ancora troppo una passione di nicchia.

RdT: Quali sono i tatuaggi che preferisci e quali invece detesti?

Maso: I tatuaggi figurativi in bianco e nero, soprattutto volti e ritratti che sono la mia specialità… gli altri non posso svelarlo, altrimenti se si scopre, poi non me li chiedono più!

RdT: Alcuni tatuatori della vecchia guardia non sono propensi a tatuare il volto e le mani ai loro clienti, ti trovi d’accordo o esegui qualsiasi cosa essi ti richiedano?

Maso: D’accordo sì per quanto riguarda il volto, per le mani ti dirò, i tempi sono cambiati e se il cliente è uno estremamente motivato ed è molto tatuato probabilmente lo accontenterei, salvo che questa sua scelta non influisca sul suo futuro lavorativo.

RdT: Cosa non tatueresti mai ad un tuo cliente se solo potessi rifiutarti?

Maso: Tatuaggi troppo piccoli.

RdT: Come è cambiata la clientela amante di questa forma d’arte e di comunicazione rispetto ad una quindicina di anni fa, hanno una cultura di base o seguono esclusivamente la moda?

Maso: Diciamo che ora c’è una clientela più eterogenea, molti si documentano sul soggetto prescelto, soprattutto se si tratta di soggetti appartenenti ad altre culture (tipo soggetti orientali, polinesiani, maori, ecc.), ma decisamente c’è ancora una buona percentuale di scelte legate alla moda, ma sembra in lenta diminuzione. La qualità del cliente sta migliorando nel tempo.

RdT. Il cliente che ti ha messo maggiormente in difficoltà o imbarazzo lo ricordi?

Maso: Generalmente è difficile che m’imbarazzo o comunque riesco a non farlo trasparire.

RdT: Cosa deve esprimere secondo un tattoo?

Maso: Ognuno ha le proprie spinte interiori. Un passaggio fondamentale nella vita, come nascita o morte, un legame forte con la speranza che sia eterno… oppure per fare il bullo in spiaggia.

RdT: C’è un tatuatore che ammiri in assoluto?

Maso: Ce ne sono molti, comunque di scuola americana o europea.

RdT: So che hai un’altra grande passione oltre ai tattoo, l’Harley-Davidson, raccontaci un po’ come ci sei arrivato?

Maso: Da ragazzino. I primi film visionari su un mondo a parte, che colpiscono e affascinano. Poi la prima storica Concessionaria, sita ancora in pieno centro città di Brescia, ci abitavo a due passi, era la tappa fissa del sabato pomeriggio. Un posto troppo affascinante!

RdT: Cosa rappresenta per te l’Harley? Un mezzo per spostarsi, una moda, una motocicletta come un’altra?

Maso: Uno stile di vita. Poi con gli impegni e l’età che avanza, anche i pochi momenti che sfrutti, te li godi come fosse un “Coast to Coast”!

RdT: In un determinato momento della tua vita un po’ turbolento, so che hai fatto parte di un paio di Club MC, cosa ricordi di quel periodo?

Maso: In realtà erano tre. E’ stato un periodo veramente carico di emozioni forti.

RdT: La tua fu una scelta non facile e sicuramente scomoda, rifaresti tutto dal principio o l’ esperienza maturata ti ha fatto capire determinate cose?

Maso: E’ stato un periodo che mi ha fatto capire molte cose e l’importanza di altre, lo rifarei perché fa parte della mia crescita personale.

RdT: Cosa spinge una persona ad entrare a far parte di un MC secondo il tuo punto di vista?

Maso: Credo sia per cercare qualcosa che non si possa trovare nella quotidianità. Far parte di un mondo al di fuori delle regole comuni.

RdT: Cosa ti manca oggi di quell’ambiente?

Maso: Il viaggiare. Incontrare persone che a distanza di migliaia di chilometri ti fanno sentire a casa.

RdT: Voi eravate per così dire contro un sistema che non trovavate giusto, la vostra idea però non è durata per molto, tutto alla fine si è sfaldato ed ognuno ha preso la sua strada, quale pensi ne sia stata la causa e soprattutto ne è valsa davvero la pena?

Maso: Ne vale sempre la pena, se credi in qualcosa. Avevamo di fronte un sistema consolidato, grande e ben strutturato, qui in Italia la realtà più forte non era certo la nostra.

RdT: Erano proprio così insopportabili quelle regole da rispettare? In fondo erano necessarie per regolamentare un movimento che all’estero aveva creato in parecchie occasioni non pochi problemi di ordine pubblico, qui in Italia, salvo qualche sporadico caso isolato, la situazione è sempre stata abbastanza tranquilla.

Maso: Entriamo in eventi accaduti un po’ complessi nel loro svolgersi.

RdT: “Fratello” quante volte avrai sentito e pronunciato questa parola quando eravate in gruppo, che valore e peso può avere oggi per te questa parola, consideri ancora fratelli i tuoi compagni o le vicende umane riescono a svilire questo concetto?

Maso: Le cose cambiano, la vita e le sue priorità. Sicuramente son persone che, per tutte le situazioni vissute porterò con me, anche se non si cammina più insieme.

RdT: Sei sempre stata una persona in prima linea, nel bene e nel male assumendosene i rischi, ma oggi ritieni di aver trovato un equilibrio o sei ancora un personaggio scomodo?

Maso: Credo che ormai sull’altare degli scomodi ci siano persone ben più meritevoli di me.

RdT: Come vorresti essere ricordato dai tuoi amici?

Maso: Come un buon amico, un bravo tatuatore… e un grande bevitore di Jack Daniel’s!

RdT: Il viaggio che sogni da fare con il tuo chopper?

Maso: Banalmente, un super viaggio negli States. Se fa la brava e non si porta troppo bagaglio, porto anche mia moglie.

RdT

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