Beppe è della mia città, Brescia, e lo conosco anche da un bel po’ di tempo, è l’anima ed il cuore di una banda, anzi è meglio dire di un clan molto particolare, lo Sbarbari Klan. Passione sfrenata per il rock’n’roll, le All Stars e tutto ciò che si muove su due ruote, Harley in particolare.

Una chiacchierata con lui e finisci per essere catapultato nei favolosi anni ‘50, quello dei fiammeggianti Hot Rod che sulle strade di periferia nel buio della notte sfidavano i carrozzoni 8 cilindri bianchi e neri della polizia della contea.

Quest’anno il suo gruppo festeggia il decimo anniversario della sua nascita, ci sembrava doveroso incontrarne il fondatore, è stata una chiacchierata a ruota libera, colpito dalla naturalezza e dalla passione che lui per primo, ma anche tutti i ragazzi del Klan, mettono per portare avanti il loro modo di essere.

La moneta sta per cadere nel Juke Box, uno sguardo allo specchio per passarsi il pettine tra i capelli pieni di brillantina, dalla radio Lupo Solitario ci dice che sarà una serata calda e fantastica, tuffatevi anche voi nei meravigliosi anni ‘50.

 

Corrado



La nostra intervista:

 

RdT: Una breve presentazione è d’obbligo per rompere il ghiaccio, quindi iniziamo, ti cosa ti occupi? 

Beppe: Mi occupo principalmente di vivere appieno le mie passioni, cercando sempre di circondarmi di persone giuste, che mi diano sempre stimoli nuovi. Di lavoro faccio l’agente di commercio, un lavoro che mi fa passare molte ore in macchina ma che grazie a Dio mi permette di gestire il mio tempo.

 

RdT: Come ti sei avvicinato alle Harley-Davidson? 

Beppe: Era il 1993, avevo 19 anni ed ero appena partito a fare il mio anno di militare, quando rientrando a casa in licenza andai a trovare gli amici al Bar e uno di loro si presentò con uno Sportster 1200 del 1990. Rimasi folgorato! Da allora la mia vita cambiò percorso.

 

RdT: Come deve essere per te la moto o meglio, la tua moto? 

Beppe: In questo momento le motociclette che più mi piacciono sono i Chopper Frysco Style degli anni ’60, quelli che si vedono nei “B Movie” americani dove i motociclisti sono tutti sporchi, brutti e cattivi.

In realtà sono un fortunato possessore di un Softail Springer e di uno Sportster 1200 che negli anni ho ribaltato non so quante volte.

 

RdT: In famiglia hanno ostacolato questa tua passione? 

Beppe: Assolutamente no! Sia mio padre che mio fratello sono Motociclisti da sempre quindi direi che la strada per me è sempre stata libera da ogni ostacolo familiare.

 

RdT : Il tuo viaggio più bello in moto e quello proprio da dimenticare? 

Beppe: Di viaggi in moto ne ho fatti veramente tanti e tutti mi hanno lasciato un ricordo indelebile nel cuore. Se proprio devo ricordarne un paio mi viene in mente il Super Rally del 2004 in Svezia, dove io e i miei amici ci siamo proprio divertiti senza intoppi particolari, dormendo per strada e prendendo tutto quello che ci succedeva con superficialità. Il più difficile (ma non per questo da dimenticare) è stato l’Elefantentreffen del 2001, in cui,  nonostante avessi già accumulato esperienza nell’edizione del 1998 mi trovai ad affrontare con il mio Sportster un viaggio ai confini della realtà. Non smise mai di nevicare e per ben cinque volte in tre giorni mi trovai con il naso nella neve.

 

RdT: Qualche anno fa hai subito un serio incidente in sella ad una moto, hai avuto qualche proposito di abbandonare il mondo delle due ruote dopo quella brutta esperienza? 

Beppe: In tutta sincerità ti dico di no, la moto è la mia vita e finché le gambe e la schiena mi reggono, le mie braccia rimarranno appese ad un manubrio.

 

RdT: Ami mettere personalmente le mani sulla tua moto per quello che riguarda modifiche o riparazioni? 

Beppe: Purtroppo non ho delle grandi qualità come meccanico, comunque mi diverto sempre a provarci, poi ho la fortuna di avere mio fratello Max e i ragazzi del mio Klan che vengono a risistemare i miei esperimenti.

 

RdT: Sbarbari Klan, tu ne sei il fondatore, quest’anno compie tra l’altro i 10 anni di attività, in cosa si differenzia il vostro sodalizio? 

Beppe: Gli Sbarbari-Klan nascono nel 1997 da un gruppo di amici con la stessa passione per le motociclette Americane, per partecipare assieme a party e raduni e per far scorribanda per i locali della nostra provincia. Nel 1999 decidiamo di partecipare come Team al campionato Italiano di Drag Racing “IDRA”, questo ci aiutò molto a cambiare la mentalità, da gruppo di amici a club, dato che la partecipazione al campionato prevedeva regole e impegno economico.

Nel 2000 tutto cambia, dopo diversi anni passati da un raduno all’altro in ogni parte d’Europa ci accorgiamo che l’entusiasmo per questo tipo di raduni (tutti molto simili tra loro) comincia un po’ a calare e evidenzia in noi la voglia di qualcosa che ci distingua e che ci dia  nuovi stimoli per continuare. Già da qualche anno tenevamo d’occhio la scena Rockers Italiana, un ambiente completamente diverso da quello che frequentavamo noi fino ad allora, dove la passione per la moto viaggiava parallelamente alla passione per musica Rock’n’Roll degli anni ’50 e in generale per il '50 Life Style. E cosi dopo una riunione avuta tra di noi che portò il numero di membri da sette a tre decidemmo di cambiare completamente rotta per buttarci a capofitto in questa nuova realtà.

Subito dopo organizzammo il nostro primo party “Rockabilly Christmas” che con il passare degli anni è diventato un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati del Rock’n’Roll anni ’50.

 

RdT: Di fatto siete il più importante gruppo operante a Brescia, sia come anzianità di servizio che come prestigio, quali sono i vostri progetti futuri? 

Beppe: In questo momento siamo sei membri effettivi legati dalla stessa passione, non abbiamo regole troppo complicate, diciamo che quando le cose si fanno con passione ed entusiasmo non si sente mai la fatica.

L’anno scorso abbiamo aperto, dopo anni che ne parlavamo, la nostra “Klan House” e ne siamo veramente entusiasti. Far parte del nostro Klan significa sposare le nostre passioni ma principalmente vivere una amicizia che ci lega come se fosse una famiglia.

Non portiamo colori, ma nel nostro ambiente tutti sanno quando arriviamo.

 

RdT: La passione per il Rockabilly, va di pari passo con quella delle moto o è un qualcosa in più che coltivate parallelamente? 

Beppe: Sicuramente è fondamentale ma non inteso soltanto come musica ma come un vero e proprio stile di vita.

In Italia l’ambiente legato alle feste “anni ‘50” è frequentato da anni dalle stesse persone che ormai si conoscono tutte tra di loro, di questo mondo fanno parte i Rockers come noi ma anche i Rodder appassionati di auto americane i Rockabilly che principalmente seguono la musica e le Pin-Up che con il loro look curatissimo illuminano i nostri sguardi.

 

RdT: Perché non volete essere paragonati ad un club motociclistico? 

Beppe: In Italia essere un club motociclistico significa far parte di un sistema e di un ambiente molto preciso e ramificato, noi frequentiamo tutto un’altro ambiente e quindi la definizione di club motociclistico non ci appartiene noi ci definiamo Rockers termine inglese che nasce a Londra alla fine degli anni ‘50 per definire i motociclisti appassionati di Rock’n’Roll.

 

RdT: Frequentate raduni bikers o non vi interessano più di tanto? 

Beppe: Sinceramente l’unico raduno biker che frequentiamo abitualmente ogni anno è il Super Rally che grazie al suo continuo cambiar locazione ci permette ogni anno di vedere posti nuovi.

Poi dobbiamo considerare che il nostro calendario è già molto fitto e purtroppo siamo obbligati a fare delle scelte.

 

RdT:  La moto per voi è uno stile di vita o è solo un mezzo di locomozione? 

Beppe: Sorvolerei su questa domanda…

 

RdT: Dieci anni di Sbarbari Klan sono un traguardo importante, cosa ricordi con particolare affetto? 

Beppe: La cosa più bella e più importante negli Sbarbari-Klan è sicuramente l’amiciza  il rispetto reciproco e la determinazione che in questi anni ci ha permesso di affrontare spesso situazioni difficili e raggiungere obiettivi che sembravano impossibili.

 

RdT: Cosa invece preferiresti aver buttato dietro le spalle, o meglio, ci sono stati momenti in cui hai detto, ma chi me lo ha fatto fare? 

Beppe: Naturalmente si, in dieci anni ce ne sono capitate di tutti i colori, e le situazioni di cui avrei  volentieri fatto a meno non sono mancate, per lo più dovute ad incomprensioni con altri club che, non conoscendoci, ci volevano per forza collocare in un sistema di cui noi non volevamo assolutamente far parte e che non rispecchiava assolutamente il nostro style.

Comunque penso che oggi sia chiaro a tutti di che ambiente fanno parte gli Sbarbari-Klan.  

 

RdT: Voi siete molto bravi ad organizzare le vostre feste, che sono imperniate sui magici anni '50, in cosa consiste il segreto di un così sempre alto interesse e successo? 

Beppe: Non c’è nessun segreto, come in tutte le cose o sei o non sei, mi spiego meglio: se decidi di organizzare feste Rockabilly vuol dire che sei un super appassionato degli anni '50 sia per la musica che è il vero collante dei nostri party sia nell’abbigliamento e naturalmente nei motori siano moto o macchine. A differenza di un raduno bikers alle nostre feste si respira una atmosfera Vintage dovuta alla gente stessa che ci partecipa, un'altra differenza è che a noi il Rock’n’Roll non piace solo da ascoltare ma anche da ballare come era esattamente negli anni '50 dove ai ragazzi piaceva corteggiare le ragazze invitandole a ballare. In poche parole cerchiamo di far rivivere l’atmosfera e la spensieratezza che solo gli anni ’50 erano riusciti a creare.

 

RdT: Non trovi anacronistico e bizzarro ascoltare musica e vestirsi come 50 anni fa, per di più in un contesto che a noi italiani poco ci appartiene?

Beppe: Non credere, la cultura del Rock’n’Roll anni ’50 è ben ramificata in Italia, già dopo la seconda guerra mondiale grazie a moltissimi americani che vivevano nelle numerose basi militari ci aiutarono a cambiare definitivamente la classica melodia Italica a favore del Swing del Boogie ed infine del Rock’n’Roll e da allora il R’n’R in Italia ha sempre avuto i suoi estimatori.

In questo momento c’è un vero fermento in tutta Europa e le feste anni ’50 si moltiplicano di anno in anno anche se devo dire che si tratta pur sempre di una nicchia.

 

RdT: Una serata in discoteca con la tecno o in un Drive In a bordo di un’ Hot-Rod , mentre dalla radio escono le note di una radio privata, quella di Wolfman Jack, il lupo solitario?

Beppe: Direi una bella serata su un Hot Rod, magari parcheggiato di fronte ad una bella piscina il 14 Luglio a Carpendolo per partecipare all’ Hawaian Party organizzato dagli Sbarbari-Klan.

 

RdT: Riesci ancora a conciliare le memorabili zingarate fatte in moto con i tuoi amici, ed il lavoro e gli impegni all’interno della tua famiglia? 

Beppe: Si per adesso ci riesco ancora alla grande…

 

RdT: Brescia secondo te è una realtà viva dal punto di vista motociclistico o è uno specchio poco reale, fatto più che altro di moda, che di pura sostanza ? 

Beppe: Penso che Brescia sia una città che pur avendo una marea di motociclisti si faccia guidare un po’ troppo dalle mode del momento. Non vedo un gran riciclo di motociclisti con la M maiuscola considerando quanti pensano di esserlo le facce bene o male sono sempre le stesse, ma forse va bene anche così.

Comunque è sicuramente grazie al tuo lavoro e alla tua costanza che a Brescia esiste un evento prettamente Bikers come il Rombo di Tuono.

 

RdT: Cosa vorresti si possa realizzare per voi in questo anno appena cominciato? 

Beppe: Spero solo di aver la salute, qualche euro in tasca per bere qualche birra e i miei amici sempre pronti a partire per qualche bella scorribanda…

 

RdT


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