IL ROMBO CORRE SUL WEB... intervista a BASMAN

 

E' il padre virtuale della più famosa comunità indipendente di appassionati possessori di motociclette americane.

Grande il suo merito nell'avere saputo creare un punto di incontro grazie al quale tutti i fedelissimi del marchio H-D potessero conoscersi e scambiarsi delle opinioni, anche se a svariate centinaia km di distanza l'uno dall'altro.

Ha saputo mettere insieme una realtà molto importante, che di virtuale ha ben poco, visto l'affiatamento che si respira frequentando il forum del Webchapter.

 

Corrado

 



 

La nostra intervista:

 

RdT: Come in ogni buon forum che si rispetti, anche qui da noi vige la regola della presentazione iniziale. Quindi chi sei e di cosa ti occupi?

Basman: Mi chiamo Mauro, ho 52 anni, romano di nascita vivo in un paese in provincia di Viterbo, ho tre figli e mi occupo per lo più di informatica. Appassionato di moto da sempre ma motociclista da dieci anni e cioè da quando ho potuto condividere la passione con la mia compagna, motociclista prima di me e assolutamente contraria a fare la zavorrina.

 

RdT: Togliamoci questo peso allora, cosa vi ha spinto a creare il webchapter e quando successe? 

Basman: In effetti fummo spinti dagli eventi a creare il webchapter. Fino a che in Italia la commercializzazione delle Harley Davidson era gestita da Carlo Talamo esisteva in internet il sito www.numerouno.it.  Il sito, come d’altronde quello del webchapter, era soprattutto il forum. Il forum della Numero Uno era il luogo di incontro primario di tutti i possessori di Harley Davidson che possedevano un p.c. e che si collegavano alla rete (e a quel tempo non erano tantissimi). Carlo Talamo interveniva spesso e credo sia rimasto l’unico forum ufficiale di una casa motociclistica che aveva un contatto così diretto con i suoi clienti.  E’ su quel forum che si conobbero, dapprima virtualmente e poi fisicamente, i fondatori del webchapter. All’entusiasmo di poter condividere la propria passione con motociclisti di tutta Italia si aggiunse la voglia di incontrarsi e di girare in moto insieme. Nacquero profonde amicizie e si cominciarono ad organizzare i primi incontri.

Nel 2000, se la memoria non mi inganna, la Harley Davidson Italia rilevò da Talamo la distribuzione del marchio in Italia. Nel giro di pochi giorni il forum fu chiuso. Improvvisamente ci trovammo orfani del nostro luogo di incontro quotidiano. Temporaneamente ci trasferimmo su un altro forum amatoriale di appassionati di harley e buell: bigtwinitalia. Lì cominciammo ad organizzare la nascita del nuovo sito. Si discusse del suo nome e di quello che doveva essere il logo. La scelta cadde su Web Chapter probabilmente perché ci sentivamo in qualche modo l’alternativa virtuale e trasversale ai chapter ufficiali dell’H.O.G.. Nessuno si preoccupò che la sigla W.C. potesse essere interpretata con malizia da qualcuno che magari provava poca simpatia nei nostri confronti. Il logo fu creato e disegnato da uno di noi che è anche grafico professionista e che sul forum ama fregiarsi di nick variopinti ed evocativi.

Nacque il primo forum del webchapter utilizzando uno dei tanti servizi gratuiti sui internet. Ci incontrammo, numerosi e da tutte le parti d’Italia, la prima volta durante il raduno dei Picari a Spoleto e si decise di registrare il nome di dominio. Nacque così www.webchapter.it.

 

RdT: Quanto tempo ti ruba questa "creatura"? 

Basman: Ad essere sincero ora non mi ruba molto tempo. In passato impegnava parecchio sia me che gli altri amici di Roma che ci occupavamo dell’editing delle pagine web. Ora ci sono dei bravissimi e volenterosi webmaster ai quali abbiamo passato il testimone che fanno il loro lavoro egregiamente e che meritano il plauso e la gratitudine di tutti.

Personalmente mi limito a fare le pulizie sul forum la mattina appena mi collego. Elimino i post duplicati  e vedo se c’è qualcosa che è sfuggito agli altri moderatori. Quando serve modifico e adeguo la struttura del forum alle esigenze della community. Come amministratore mi becco qualche insulto tra i messaggi privati e quando non riesco a trattenermi rispondo a tono. Tutto qua.

 

RdT: Pensi che il webchapter sia un bel/buon sito,cosa dovrebbe spingere ad iscriversi? 

Basman: Penso che sia un bel-buon sito perché è esclusivamente frutto della passione dei partecipanti. E’ indipendente e libero da qualsiasi vincolo commerciale. Nessuno deve vendere nulla. Il sito è costruito e mantenuto da appassionati;  le informazioni e i servizi che vi compaiono sono il lavoro disinteressato di qualcuno che lo fa solo per il gusto di farlo. Il forum è la piazza più popolata e variegata di patiti di harley-davidson presente in Italia. Ci sono nate e ci nascono amicizie, simpatie, amori. L’amore per una marca di moto fa passare in secondo piano diversità ideologiche, sociali, economiche. Ad una festa del webchapter ridono e scherzano insieme rossi e neri, industrialotti e operai, commercialisti e finanzieri.  Perché non iscriversi?

 

RdT: Qual'è la cosa che più ti manda in bestia che possa fare un utente del webchapter? 

Basman: Nel mondo biker la parola rispetto viene usata spesso. Tanto spesso che a volte perde il suo vero significato. Ecco, quello chi manda più in bestia, è quando si utilizza la libertà del forum per mancare di rispetto alla libertà degli altri componenti della comunità. Più banalmente non sopporto chi si sente autorizzato a scrivere qualsiasi coglionata gli passi per la testa fregandosene se a qualcuno possa interessare o meno. 

 

RdT: Con che criterio vengono scelti i moderatori del forum? Oppure ,mi spiego meglio, che qualità devono avere? 

Basman: Si chiede una discreta frequentazione, l’assennatezza necessaria per rimanere imparziali, una innata propensione al masochismo.  Chi altri, se non un masochista, starebbe lì a beccarsi insulti gratuitamente? Devo dire che le scelte fatte finora sono state azzeccatissime.

 

RdT: Qual'è l'utente che ha distanza di molti anni ricordi ancora con particolare affetto? 

Basman: Quelli a cui sono particolarmente affezionato non ho bisogno di ricordarli. Li sento e li vedo ancora spesso. Alcuni sono entrati a far parte della mia vita quotidiana. Quello che ricordo con affetto e con molta malinconia è Thor. Era un italo americano che scriveva da New York. L’italiano stentato dei suoi post ci ha deliziato fino a quando una brutta malattia, in poco tempo, non decise di portarcelo via. Gli ultimi giorni che passò in ospedale comunicava con noi attraverso la moglie. Una pagina veramente triste che dimostra quanto, alla fine, sia poco virtuale sia la nostra comunità.

 

RdT: Webchapter è una bella realtà,raggruppa molti amici in molte parti d'Italia, perchè allora non fare una bella ....patch? 

Basman: Personalmente, e per questo mi sono creato diverse antipatie, sono stato sempre contrario alla produzione delle patch. Mi spiego. Il webchapter non è un moto club e neanche un gruppo fisso di amici che girano in moto. Il forum conta attualmente più di 2500 iscritti ma, la maggior parte di questi, sono semplici meteore o utenti che si iscrivono ma non partecipano attivamente: magari leggono gli annunci del mercatino o i consigli tecnici del Gryso per un mese, due e poi addio. Se qualcuno occasionalmente parla sul forum di patch automaticamente escono fuori centinaia di richieste di persone che vogliono la pezzetta  per coprire lo spazio che gli è rimasto vuoto sul gilet. Io la vedo diversamente. Per me la patch dovrebbe essere un segno di appartenenza alla comunità.  Ma la nostra comunità  è labile e conta molti utenti di passaggio. Che senso ha vedere ad un raduno qualcuno con la patch del webchapter solo perché ne ha fatto richiesta qualche anno prima con uno dei suoi dieci post all’attivo? Comunque, periodicamente, c’è qualche volontario che si immola alla causa delle patch e ne fa produrre un certo numero che vengono rivendute a prezzo di costo più una quota fissa che viene devoluta in beneficenza. Ogni tanto qualcuno propone di produrre tshirt, cappellini e amenità simili. Io quando comincio a intravedere movimento di soldi mi terrorizzo. L’ambiente biker è pieno di bella gente ma conta anche qualche pecora nera che, fondamentalmente disonesta, non crede possa esistere gente onesta e disinteressata.

 

 

RdT: Nel web non c'è una vera rappresentanza del mondo M.C(anzi)come te lo spieghi? 

Basman: Almeno inizialmente, la maggior parte degli utenti venivano dal mondo HOG. Con il tempo però mi pare che il webchapter sia diventato più trasversale. Molti meno hogger, molti più free-biker, una numerosa rappresentanza dell’H.D.I.C. e, saltuariamente, anche qualche membro di moto club. Credo comunque che sia proprio la caratteristica dei club quella di confrontarsi, incontrarsi e comunicare all’interno del gruppo stesso. Al webchapter  si iscrive chi ha voglia di conoscere e magari incontrare altri appassionati di motociclismo. Per chi fa parte di un moto club questa esigenza è già soddisfatta.

 

RdT: Dicci la verità,Gryso non esiste vero?E' frutto di un programma craccato della Microsoft.Si narra appunto che il padre di Bill Gates appassionato di meccanica,fece pure un corso alla Radio Elettra di Torino per corrispondenza,dopo aver causato un corto circuito su un commodore 64,diede alla luce questo omone burbero che si nutre di olio minerale sae 15W/20 e di W-Power.Confermi? 

Basman: No, Gryso esiste, eccome. E aggiungerei: per nostra fortuna e per la fortuna del webchapter. E’ un omone grande e grosso che dietro il suo aspetto burbero nasconde una umanità, una passione e una competenza unica (e non solo nel campo della meccanica).  Per me è soprattutto un grande amico.  La Microsoft,  vedi i vari windows che imperversano sui nostri p.c.,  non riuscirebbe mai a produrre qualcosa di così esente da bugs.

Dietro le quattro righe di risposta ai quesiti che gli vengono posti ci sono ore di ricerca e di applicazione. In quattro anni ha dato risposta a più di 5000 quesiti. Gratuitamente, solo per il piacere di aiutare altri motociclisti e appassionati. Il suo articolo sulle domande più frequenti che si pone il possessore di Harley ha avuto più di 16.000 visite. E’ un punto di riferimento, come si può non parlarne e volergli bene?

 

RdT: Sento alcuni affermare che la moto si vive aggrappati ad un manubrio,internet forse può essere un surrogato del viaggio standosene comodamente seduto davanti ad un monitor,svilendo un poco il concetto che si dovrebbe avere di un motociclista e del viaggio in se stesso? 

Basman: No, non sono assolutamente d’accordo. Internet potrà essere il surrogato di un modo distorto di credersi motociclista ma non può assolutamente sostituire il viaggio ed il piacere di guidare il mezzo che tu ami. Forse il fighetto che si compra la moto tutta cromata per farsi invidiare dagli amici al bar può trovare soddisfazione anche mostrando le foto della sua super customizzata su internet. Il motociclista vero, quello che ama vivere il paesaggio attraversandolo ed entrando a farne parte, non può trovare surrogati in nessun strumento tecnologico, che sia internet, la televisione o il lettore dvd.  Internet è un mezzo, non è il fine. E’ un mezzo senza pari se lo utilizzi per trovare compagni di viaggio o raccontare dei tuoi viaggi, per condividere le tue esperienze e chiedere consigli. Se qualcuno lo utilizza per fare lo spettatore o peggio per mettersi in vetrina, non è comunque un problema. Internet o no, quello non sarebbe mai stato un motociclista.

 

RdT:  "E va beh,quelli n'c'hanno un cazzo da fare,stanno tutto il giorno in ufficio a cazzeggiare con il pc.Li vedi giacca e cravatta per cinque giorni e nel week end si divertono a fare i bikers"....immagino che questa frase non ti sia nuova,cosa ti senti di rispondere a costoro? 

Basman: Più che una risposta mi viene spontanea una domanda. Che significa fare i bikers? Basta una Harley, i pantaloni di pelle, un po’ di tatuaggi e l’aria truce per essere definito biker? No, sicuramente no. Il biker come filosofia di vita (condivisibile o meno) è qualcosa che va molto al di là del modo con cui ti vesti per andare in moto. Se c’è qualcuno che si sente come Sonny Barger solo perché si mette il gilet con le patch e cavalca il mito americano commette un grosso errore. Ma commette un grosso errore anche chi si sente detentore della verità assoluta e guarda con sufficienza il professionista, il commerciante o l’impiegato che nel fine settimana si mette il suo gilet da hogger e va in giro con il suo chapter. Ognuno vive la sua vita e il suo modo di andare in moto come meglio crede e alcuni di quelli del cosiddetto ambiente biker dovrebbero, periodicamente, dare una  ripassatina al significato del termine “libertà”.

 

RdT: Se fosse possibile fare un identikit dell'utente campione del webchapter,come lo definiresti? 

Basman: Possessore di una Harley qualsiasi con naturale predisposizione all’acquisto di una Electra. Torturato da dubbi esistenziali destinati a non avere risposta: 1340 o 1450? Carburatore o iniezione? Chopper o bobber?

Perde ore in internet alla ricerca, vana, di una moto che sia diversa dalle altre.

Insoddisfatto del torbido rapporto che intrattiene con chi gli ha venduto la moto tenta di trovare appagamento intrecciando fitta corrispondenza con rivenditori di accessori di oltre oceano.

Ogni tanto cede al proprio egocentrismo e va alla ricerca di facili consensi pubblicando la gigantografia della gnoccona che mette in mostra le proprie grazie.

 

RdT: Quanto pesa a "quelli" del webchapter aver dovuto togliere la dicitura"comunità virtuale di appassionati di Harley-Davidson" in luogo di un più generico"la più famosa motocicletta americana"? 

Basman: Nessun peso. Quello di togliere il nome della Mo.Co. nella dicitura della home page del forum è stata una mia personale e un po’ polemica iniziativa. Non abbiamo subito nessuna pressione. Solo scarsa fiducia nella capacità di discernimento di coloro che hanno il compito di verificare l’utilizzo improprio del marchio H.D.

 

RdT: Se tu potessi toglierti un sassolino dalla scarpa,cosa avresti da rimproverare o chiedere ai vertici di H-D Italia? 

Basman: Inizialmente ero molto dispiaciuto per la chiusura del forum della numero uno. Poi mi sono reso conto che quello aveva ragione di esistere solo con la gestione Talamo. Se fosse diventato il forum ufficiale di H-D Italia avrebbe inevitabilmente perso la sua vitalità e quindi la sua ragion d’essere. Credo, comunque, che H-D Italia sbagli ad ignorare completamente le comunità come la nostra. Sul nostro forum compaiono talvolta critiche e lamentele ma, alla fine dei conti, quello che prevale e viene trasmesso ai lettori è uno sconsiderato amore per il marchio americano. Uno sporadico e chiarificatore intervento ufficiale su problematiche tecniche o commerciali sarebbe stato sicuramente gradito da tutti. La Ducati, per esempio, non ha nessun timore ad intervenire ufficialmente in forum amatoriali. La ritengo una bella mossa anche in termini di ritorno di immagine per stessa casa motociclistica. 

 

RdT: Il ferro di Basman?Spero che ti sia risparmiato almeno tu dal virus dilagante dei "pulmini",così dilaganti sul webchapter.(Torx direbbe "fantasia zero assoluto".) 

 

Basman: Bè, io il virus dei pulmini me lo sono preso come quello della varicella e del morbillo. Sono stato contagiato, sono guarito e sono diventato immune. Ho iniziato con custom giapponesi (Virago, Dragstar) ma sono presto passato ad un Dyna Wide Glide. Per poter girare con la figlia più piccola al seguito passai dopo un anno ad un Ultra Classic ma non mi sono mai sentito a mio agio con il “pulmino”. Dopo quarantamila km  mia figlia è diventata una ragazza e sono tornato a guidare uno splendido Dyna Super Glide 35 Anniversary. Me ne sono innamorato appena l’ho vista sul catalogo, per me rappresenta “la moto”. Ogni tanto, quando me lo permette,  mi faccio un giro con lo Sporty 1200 della mia compagna che, a detta di tutti, è molto più motociclista di me.

 

 

RdT: Quale è stato il viaggio più importante? e quello che vorresti fare? 

Basman: I viaggi sono stati tutti importanti. Quello più impegnativo e spettacolare è stato quello che ho fatto la scorsa estate. Sette giorni, 3500 km toccando Francia, Svizzera, Lussemburgo, Germania e Austria. Dormire alla sera nella prima pensione che capita. Innumerevoli passi con panorami mozzafiato. Strade pensate per i motociclisti ma non per un Ultra Classic con due persone e relativi bagagli. Estenuante ma appagante.

Il viaggio che vorrei fare? Mi è rimasto impresso un film di Verdone dove lui viaggia con un sidecar sulle strade che tagliano il verde della Scozia. Si, il prossimo viaggio importante mi piacerebbe farlo nella terra degli Highlanders e fermarmi sulle sponde del Loch Ness ad aspettare che emerga il mostro.

 

 

RdT: Frequenti raduni?Che valutazione dai di questo fenomeno che ormai sembra dilagare,dove ogni paese,sagra,bar e quant'altro,sembra facciano a gara per accaparrasi la presenza dei bikers,siamo diventati un business o forse facciamo tendenza ? 

Basman: Per un periodo ho frequentato assiduamente raduni, sia hogger che m.c.. Quando l’ho fatto mi sono sempre divertito e di tutti mi è rimasto qualcosa che ricordo con piacere. Ultimamente ho cambiato modo di concepire l’andare in moto e prediligo il viaggiare fine a se stesso piuttosto che il viaggiare per arrivare al raduno.  Non ho comunque mai concepito chi si compra l’harley “perchè così ci può andare ai raduni”.

Ai bikers piace bere tanto, mangiare tanto, esibirsi, divertirsi e fare festa. Sono un bel business, senza dubbio.

 

RdT:  Pensi che questo fenomeno andrà a sgonfiarsi,così come pure l'avvicinarsi all' H-D,ormai diventato uno status simbol,come il rolex ostentato con gli amici al bar? 

Basman: No, al contrario, io penso che originariamente l’harley sia stato uno status simbol e che, con il passar del tempo, lo stia diventando sempre meno. Nel nostro mondo di plastica, del dozzinale e dell’usa e getta mi pare stia ritornando, per contrapposizione,  la voglia di qualità, di bello, di originale, di consistente, di duraturo. La riduzione dei prezzi dei modello entry level dell’harley  ha avvicinato al marchio persone che avevano sempre visto nelle nostre moto qualcosa di irraggiungibile. Tra gli utenti del forum, che ritengo sia un campione abbastanza rappresentativo, ci sono molti studenti e lavoratori che possiedono l’harley. Lo status simbol della nuova società imbarbarita dagli spot imbecilli sui telefonini non può essere una moto lenta e pesante che fa “pot-pot”.  Molto più adeguato un missile plasticoso a due ruote della Honda o della Yamaha.

 

RdT: Come pensi sia l'evoluzione del webchapter tra dieci anni?forza sbilanciati un poco non fare il vago o il diplomatico. 

Basman: Non è questione di sbilanciarsi o di essere vago, è che bisognerebbe avere capacità divinatorie. Ad essere sincero non credevo neanche che il webchapter durasse così tanto. E poi non mi aspetto nessuna evoluzione. Spero solo che continui a rimanere quello che è sempre stato: un posto dove puoi incontrare un amico, dove puoi scoprire un amico, dove puoi parlare del tuo giocattolo preferito, dove puoi continuare ad essere motociclista anche se fuori piove, anche se la moto è dal meccanico, anche se ti è appena nato un figlio, anche se non hai i soldi per mettere la benzina. Conclusione romantica e zuccherosa? E’ vero, ma tra motori e burn-out, tatuaggi e piercing, borchie e pelle, birra e sexy-show… un po’ di buoni sentimenti ci stanno bene.


Up