BORN TO BE WILD MC ITALY


6 luglio 2007

 

Raduno storico nel panorama motociclistico Italiano quello dei Born To Be Wild MC Italy. E' uno dei quei classici eventi da segnare in rosso sull’agenda e da non lasciarsi sfuggire.

Quindi armati di tutto punto, controllato l’olio alla moto si parte, direzione Tezze sul Brenta. Il viaggio non presenta alcuna difficoltà, eccezion fatta per il caldo tipico di stagione. Il paesino dove si svolge il raduno è tranquillo e ordinato, il fiume Brenta che scorre lì vicino da un senso di freschezza.

L’aera scelta per il raduno è davvero molto bella, la zona campeggio per le tende è ombreggiata e lontana abbastanza per garantire un buon riposo nelle ore notturne, tutto insomma è a dimensione di biker.

L’ampio tendone protegge abbastanza bene le persone nelle ore più calde della giornata, anche se ci pensa Jumbo, lo speaker del raduno, a contribuire ad alzarne la temperatura con il concorso Miss maglietta bagnata, che ha visto tre baldanzose "giovinotte" assicurarsi i premi offerti dagli organizzatori. A seguire i canonici giochi di lentezza e la spinta del barile.

Originale l’intermezzo con i gladiatori romani, che hanno inscenato combattimenti, anche cruenti, con bastoni ed armi tipiche di quell’epoca.

Nel bike show già al primo colpo d’occhio si poteva ammirare un chopper, che definirlo fuorilegge è puro eufemismo. Scambiando quattro chiacchiere con il proprietario, ci raccontava di essere stato affiancato da un’auto della polizia stradale sull’ autostrada e l’agente dopo averlo guardato per qualche attimo dal finestrino, gli aveva fatto cenno con il pollice alzato ed un’ampio sorriso che riteneva la moto veramente ok.

La proposta musicale offerta sabato dagli organizzatori è stata molto ghiotta, una band nel pomeriggio faceva da apertura, per poi lasciare spazio ad una jam session improvvisata, da alcuni componenti musicisti dei BTBW, veramente degna di nota arricchita tra l’altro da un pezzo memorabile di Santana.

Più tardi è stata la volta di un quartetto di hard rock, Thunderoad, che ha scaldato i presenti con energia allo stato puro ed un batterista che era potente come la dinamite. Bello e toccante il tributo a Janis Joplin, icona indimenticata della scena pop americana, eseguito solo con voce e batteria.

Un’ attimo di pausa per le premiazioni di rito del bike show, vinto manco a farlo apposta dal chopperazzo maledetto dell’inglese, al secondo posto un 883 stile racer con un codino molto particolare, terzo un Fat Boy megavitaminizzato costruito da Motor Factory di Chioggia e portato al contest da un privato.

Alla fine poi Lola ci ha ricordato che l’uomo non vive di solo pane, molti gli occhi lucidi durante la sua esibizione, la solerte crocerossina in autoreggenti bianche non risolverà certo le sorti della sanità italiana, ma vuoi mettere trovartela in corsia tra il chiaro e lo scuro?

Per finire in bellezza il pezzo forte gli Iguana sul palco, cover band dei Gun’s Roses, a conclusione di questa riuscita ventunesima edizione del Wild Life Run.

 

Foto e testo: Corrado


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