LA SPORCA DOZZINA
(atto terzo)

Fortezza di Bardi, 25 aprile 2012

Questo appuntamento, diventato di rito tra gli amici del Rombo, spesso disorienta chi non avendovi mai partecipato si chiede che sarà mai questa storia della dozzina e che "gabola" possa mai nascondervisi. Sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco.
La Sporca Dozzina non è altro che un frutto della nostra fantasia che vuole identificare un giro, un run, chiamatelo come più vi piace, dove sostanzialmente si cerca di mantenere quel clima di complicità che forse manca, per ovvie ragione, nei maxi run da 200 partecipanti.
Il bello di sedersi a tavola e poter parlare tranquillamente con tutti, il fatto soprattutto che questo non diventi un’interminabile pranzo da matrimonio oppure anche il poter scegliere prima della partenza il luogo di destinazione a seconda della proposta buttata da ciascuno dei partecipanti, questo è quello che si intende per il run della Sporca Dozzina.
Lasciati a parte i preamboli veniamo al run appunto. La giornata è bella, non piove è già questo ci rallegra “abbastanzamente”, come direbbe Cetto La Qualunque, ci si da un gancio all’esterno della Fiera di Brescia l’umore per fortuna è alto e lo si legge negli occhi degli amici bikers intervenuti, la cui voglia di andare in moto dopo giorni di pioggia è forte.
Si parte in direzione della Fortezza di Bardi nel Parmense, perché mai lì? Boh ci ispirava così per arrivarci ci dobbiamo sciroppare tutta la pianura della Quinzanese, fin dopo oltre Cremona, oltrepassiamo Castell’Arquato e poi si inizia a salire. La strada diventa deserta e il panorama tipicamente Appenninico. 10-100-1000 le curve sembrano non finire mai, ma proprio sul confine di Bardi ecco ad accoglierci... no ragazzi, non si tratta della banda municipale, ma bensì la Polizia Municipale. Nella rete finisce il Riccio e Gigi che dopo un breve controllo di rito riassaporano il prezzo della libertà, non senza qualche lungo brivido nella schiena, specialmente per il nostro amico Riccio, che di omologato non ha manco il DNA.
Lo scampato pericolo mette fame, si pranza in un’osteria che sembra uscita da un libro del Guareschi, piena come un uovo, con specialità fatte in casa. Prima di ripartire è d’obbligo una visita alla fortezza di Bardi, non al meglio del suo splendore per via dei lavori di restauro. Ideato al ruolo di fortezza inespugnabile, riposa ora nella sua fiera austerità nel silenzio di questi luoghi.
Un brivido ci percorre quando vistiamo la grotta delle torture o il museo dove sono raccolte tutte le uniforme dei soldati di fine ottocento, passando per le due guerre mondiali.
Nel viaggio di ritorno breve passaggio a Salsomaggiore, affollata come non mai e altra sosta culturale presso l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba, ideata nel 1135 e dedicata a Santa Maria Assunta. Se siete nei paraggi una sosta per ammirarla vi consigliamo di farla.
Rientriamo che il sole sta iniziando a scendere all’orizzonte, abbiamo passato molte ore in sella alle nostre moto nella cosa che più ci garba.
Eccovi svelato il mistero della Sporca Dozzina, come avete potuto constatare si tratta solo ed eclusivamente di un viaggio in moto. Niente di più, niente di meno.

Testo e foto: Corrado



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