1º PRANZO DEL FORUM

5 novembre 2006

L’appuntamento è come sempre al solito posto: la Piazza di Torbole Casaglia, le moto non sono molte, anzi, le conti sulle dita delle mani, ma questo oggi poco importa. L’aria è fredda le facce arrossate, com'è lontano il ricordo di quel 23 luglio, quando questa piazza sembrava il centro del mondo.
Ci si saluta e si scherza, come sempre ci sono i ritardatari da aspettare e chi si macina sempre centinaia di km solo per il gusto di essere della partita, Rudy da Vicenza ne è un esempio.
Oggi niente squilli di trombe ci si ritrova per il gusto di stare insieme, come accade a molti di voi, che vi inventate improbabili scuse pur di giustificare chilometri macinati in quantità industriale per rivedere degli amici. Oppure per improbabili quanto discutibili eventi cui non si può mancare, o per sentirvi parte di un mondo che in questo scorcio di stagione leggi solo sulle riviste patinate nelle nostre interminabili sedute in bagno.
Scaldati i motori il gruppetto si dirige verso la Franciacorta, in una natura autunnale che fa risaltare una volta di più la bellezza di questi luoghi. L’aria è veramente fredda e si insinua nel casco, le dita delle mani intirizzite ma la voglia di andare è più forte che mai.
A Iseo l’appuntamento con il resto dei partecipanti. Ci sono tutti, da Bergamo e da Milano, anche qui i saluti di rito e poi si riparte, stavolta tutti insieme.
A Sulzano si inizia a salire su strade larghe quanto una mulattiera e ripide da sfidare la forza di gravità, foglie secche per terra e giù sotto un lago di un azzurro cupo, chiuso tra le montagne è di una bellezza incredibile.
Ci siamo, l’arrampicata che sembrava non avere mai fine è terminata, la piccola trattoria che abbiamo scelto ha un’aria molto accogliente, le tovaglie a quadri, le sedie impagliate ed un camino grande a scaldare l’ambiente.
Le ore in buona compagnia però passano in fretta ed è già arrivato il momento di rientrare, le giornate sono sempre più corte in questo periodo, uno sguardo al panorama sottostante ti rimette in pace con te stesso. Si rientra alla base, qualcuno ne avrà ancora per un bel po’ di chilometri prima di essere a casa.
Ora ci aspetta un lungo inverno, fatto di propositi e sogni, di ricordi e di nostalgie, di serate spese guardando le foto delle vacanze o di raduni lontani. Noi, dal canto nostro, ci inventeremo scuse sempre meno credibili per farci forza e convincerci che ”dai non è freddo come può sembrare”, chiusi nei nostri giubbotti, con le dita sempre più intirizzite ed il naso sempre più gocciolante. Chi non le ha mai provate queste sensazioni ci risparmi il suo biasimo, noi ne possiamo benissimo fare a meno.
Grazie a chi ha condiviso con noi questa giornata ed anche se fuori era abbastanza freddo oggi, la vostra stretta di mano ardeva come un fuoco acceso. Alla prossima!

Testo e foto: Corrado


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