19º MOTODUCK
by Street Diamonds

Campotto d'Argenta (FE), 20 agosto 2016

Anche quest’anno non abbiamo saputo resistere al richiamo del Motoduck, raduno vecchio stile organizzato dagli amici del Motoclub FMI STREET DIAMONDS 1998 FERRARA, optiamo di farci un salto il sabato pomeriggio, in fondo la strada per arrivare a Campotto di Argenta è godibile e immersa nella natura.
Il meteo non proprio il massimo ci regala anche due gocce di pioggia e questo ha condizionato un poco gli arrivi dei bikers nel tardo pomeriggio, comunque la macchina organizzativa dei ragazzi dello STREET DIAMONDS ha funzionato come sempre in maniera impeccabile. Molto seguiti i giochi bikers, classici intramontabili per ogni motoraduno che si rispetti; la gara di lentezza, miss maglietta bagnata, la vincitrice si aggiudica un viaggio per due persone a Barcellona, e la gara della birra, niente di trascendentale che non si sia già visto, ma è il modo con cui questi ragazzi li ripropone che fa la differenza.
Fortunatamente il tempo si ristabilisce e questo favorisce l’arrivo di molti bikers per assistere agli spettacoli serali. Due saranno le band che si susseguiranno sul palco.
Attaccano i The Midnight King una band della Valdossola il cui leader è una nostra vecchia e “cara” conoscenza, Luca Mattioli redattore per anni della rivista Freeway Magazine, di cui ne divenne il direttore nell’ultimo periodo storico, prima della chiusura per problematiche della casa editrice. Il loro genere è a cavallo rock’n’roll e garage e sul palco ci danno dentro a più non posso e il pubblico ne viene presto coinvolto.
E’ poi la volta di una cover band milanese Bobby Trap, ma già dal loro ingresso sul palco mi accorgo che qualcosa non torna, in particolare quelle facce le ho già viste da qualche parte... ma certo, in “un’altra vita” questi ragazzotti si facevano chiamare Rock School ed avevano calcato e... sfasciato questo palco un paio di anni fa. Musicisti di prim’ordine tengono botta alla grande, diretti e trascinati da Andrea Mitzi un vero animale da palcoscenico, il gruppo pesta forte sugli strumenti propone con disinvoltura brani tra i più conosciuti del repertorio rock- hard e metal, l’entusiasmo sotto il palco è incontenibile.
Dopo una serie interminabile di bis è arrivato il momento di staccare veramente la spina ai Marshall per passare ad un altro capitolo molto caro agli STREET DIAMONDS, la premiazione dei gruppi intervenuti al motoraduni, molti sono quelli gemellati, tra i quali ricordiamo i Black Diamonds dall’Irlanda. Si premiamo poi le tre vincitrici del bike show tra cui spicca un chopperone militar style alquanto “grezzo”.
E’ notte fonda quando anche l’ultima targa ricordo viene consegnata, si libera il palco dagli strumenti musicali, arrivano l’immancabile sedia, stavolta sono due, posizionate al centro del palco, quello che succede poi ve lo lascio solo immaginare, chiamarlo streep è veramente riduttivo.
Termina in bellezza la diciannovesima edizione del Motoduck, l’anno prossimo si festeggerà il ventennale e allora si che ci sarà davvero da divertirsi.

Testo e foto: Corrado



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