15º MOTODUCK
by Street Diamonds

Campotto d'Argenta (FE), 16-19 agosto 2012

Il Motoduck 2012 per i ragazzi del Motoclub FMI Street Diamonds di Ferrara assume un sapore particolarmente significativo.
Quindicesimo anniversario di storia di club, partita nel lontano 1997 e a distanza di così tanto tempo ancora attiva, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, alternando periodi di siccità ad alluvioni che ne mettevano in pericolo le fondamenta questi ragazzi hanno saputo attraversare le difficoltà restando sempre uniti.
Siamo nella settimana più calda dell’anno, da poco è passato ferragosto e come se non bastasse ci mancava solo Lucifero, Caronte e compagnia bella ad arroventare ancora di più questo scampolo di agosto. Fortunatamente la zona in cui si svolge il Motoduck è nell’oasi naturale di Campotto di Argenta, un polmone verde che sembra il luogo ideale per piazzare una tenda, stendersi all’ombra con la propria donna o improvvisare un bivacco attorno ad un fuoco per una grigliata con gli amici di sempre.
Il canovaccio del programma prevede nel pomeriggio il concorso Miss Maglietta Bagnata, in palio un viaggio a Palma di Maiorca. Dieci concorrenti con il coltello tra i denti si sfidano a colpi di décolleté. Proclamata a furor di popolo la reginetta del concorso si passa nella zona cucine, dove i volontari che aiutano gli Street Diamods sfornano arrosticini e salamelle dal profumo invitante.
Con le ombre della sera e la concomitanza con i concerti il raduno si anima maggiormente, il flusso di moto all’ingresso si fa importante mentre sul palco i The Dragons, gruppo emiliano, apre la serata. Classica formazione rockabilly, chitarra solista e una base ritmica composta da contrabbasso e batteria, molto apprezzato e applaudito il loro repertorio.
Liberato il palco si prepara la scena per i Rock School, band milanese su cui sinceramente di primo acchito dopo aver visto il loro ingresso, non ci avrei puntato neanche i cinque euro sgangherati che da mesi cerco di rifilare con infausta fortuna in tutti i self service delle aeree di servizio che incontro sulla mia strada.
Il loro è un viaggio attraverso mezzo secolo di storia del rock, si parte dai Beatles per arrivare ai Ramstein, passando da Jimi Hhendrix, Janis Joplin, Queen, Rolling Stones, Black Sabbath, Kiss etc etc. Insomma tutto il gotha del rock è rappresentato in questa parodia di questa virtuale scuola di rock.
Mi sa che anche stavolta i cinque euro mi rimarranno sulla groppa, questi milanesi sanno davvero il fatto loro e sono musicisti con i contro fiocchi. In Comfortably Numb dei Pink Floyd l’assolo di chitarra di Tank Palamara è commovente raggiungendo la perfezione assoluta, santo subito è il coro che parte dal pubblico al termine del pezzo.
Fabrizio Uccellini e Marco Sulzani formano una base ritmica portentosa, le tastiere di Perkins ricamano atmosfere irreali. Il frontman Mitzi è un folletto dall’energia inesauribile caricato a molla.
Ad un certo punto ho pensato dopo il quarto bis, che questo concerto durasse all’infinito, magica l’atmosfera e la complicità che la band ha saputo instaurare con il pubblico.
Dopo tanta energia il programma prevede le immancabili premiazioni dei gruppi, esageratamente lunghe per via dei tanti gruppi intervenuti e le premiazioni del bike show, che non presentava preparazioni stratosferiche da salone, ma mezzi dall’utilizzo quotidiano su strada.
Il Motoduck termina con due signorine che si contorcono sul pavimento del palco, tra la gioia dei tanti possessori di smartphone che non perdono l’occasione per immortalarne le gesta artistiche.
Termina qui la mia giornata dagli Street Diamonds che come sempre hanno saputo regalare a tutti delle autentiche emozioni da conservare ancora per un anno.

Testo e foto: Corrado



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