MOTODUCK 2008 (11th edition)


by STREET DIAMONDS (FERRARA)


23 agosto 2008

Eh già, l’assassino solitamente torna sempre sul luogo del delitto, così è stato anche per noi che dopo i festeggiamenti in occasione del decennale avvenuto l’anno scorso, decidiamo di inforcare ancora la motoretta e tornare a far visita agli amici degli Street Diamods. Stavolta decidiamo di partire da Lagosanto, attraversare Ostellato e giù giù fino a Campotto. La giornata è ideale, cielo azzurro come non mai e per il caldo, beh, come sempre quello che “viene su” dal 1584 dei MY 2007, basta ed avanza per farti sembrare qualsiasi viaggio, una traversata in pieno deserto africano quando il sole è sullo Zenith.
Arriviamo quando Mais e compagni sono impegnati con il concorso Miss Maglietta Bagnata, un classico che non passa mai di moda, la folla che assiepata in cerchio assiste allo spettacolo né è prova inconfutabile , le concorrenti tutte molto agguerrite e, devo dire per alcune di esse, dotate di un buon “bagaglio tecnico” e dei “fondamentali” come si dice nel calcio, si sfidano per aggiudicarsi una vacanza a Djerba.
Il pomeriggio se ne va tra giochi ed intrattenimenti, il clima è cordiale ed i ragazzi degli Streeet riescono a mettere tutti a proprio agio, più che ad un raduno sembra un ritrovo tra amici di vecchia data, difficile è starsene per i fatti propri in angolo senza venir coinvolti dall’esuberanza ed allegria dei padroni di casa.
Per deformazione professionale andiamo a farci un giretto nel bike show. Scorgiamo il sontuoso chopper costruito da Jerry Caronte “Black Angel”, che tra l’altro avevamo avuto modo di ammirare a Mainz al Custom Chrome Dealer Show che si era aggiudicato il podio nella categoria Kit Bike e che qui si porta via il terzo posto. Molto bello invece, ed anche decisamente più umano, lo sportsterino fiammeggiante appartenente ad un ragazzo del gruppo dei Tavernicoli che si aggiudica il premio “Best of Show”, seguito da un altro sporty metalflake con Z-Bar cattivissimo.
Sul palco aprono le ostilità gli Hurricane, terzetto classico, batteria, chitarra e basso che oltre a diverse cover presentano anche dei brani propri raccogliendo molti consensi dal pubblico dei presenti. Solo il tempo di sostituire gli strumenti ed è la volta dei Di Maggio Brothers, qui si ritorna indietro di 50 anni, il sano e buon rock’n’roll raccoglie ancora parecchie proseliti,l’atmosfera si scalda, la serata è ancora lunga e da qui alla fine del concerto è come un tratto di strada percorso in discesa, un aumentare di sensazioni che farà ballare anche il più ingessato dei presenti.
Dopo il concerto ci vuole qualche attimo per ricomporsi e presentare i gruppi che non hanno voluto mancare a questa festa, Mais ed il nuovo Presidente ci mettono poco a riprendere in mano la situazione. Interminabile come sempre il lungo elenco, in pratica sentendo i luoghi di provenienza di molti dei gruppi iscritti, sembra quasi di percorrere un viaggio per tutto lo stivale.
Quello che successo dopo sul palco lo lascio all’immaginazione di chi vedrà le foto in coda del reportage e mai come questa volta noi sul palco abbiamo temuto per la nostra incolumità.

Testo e foto: Corrado




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