11° CUSTOM CHROME DEALER SHOW
Italians do it better
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Mainz, 28-29 marzo 2009

Non è che nutrissimo molte speranze, in verità, alla vigilia della trasferta in terra tedesca per l’attesissimo appuntamento che il colosso di accessori e parti speciali Custom Chrome organizza come ogni anno nel suo stato maggiore di Mainz, comunque è il caso di dirlo, meglio fare buon viso a cattivo gioco, le partite ci hanno sempre insegnato che vanno giocate fino alla fine, ed è quello che faremo anche questa volta.
Stupendo il colpo d’occhio che ci attendeva appena varcata la soglia di Phonix Halle, gli stands dei più prestigiosi marchi dell’after market mondiale avevano risposto alla grande al’invito di Custom Chrome, nonostante l’aria di crisi che attanaglia un po’ tutti i settori, non risparmiando neanche il custom, quest’anno sono stati ben 16 i paesi stranieri rappresentati in questa manifestazione, un vero record, 116 le special che si contendevano i tre posti disponibili per la finale dell’AMD Championship of Custom Bike Building, che si svolgerà a Sturgis il prossimo agosto.
Tra gli stand spiccano quello di Kodlin, in bella mostra la special che si è aggiudicata il Contest della Motor Bike Expo di Verona di qualche mese fa, a poca distanza un altro big del customizing, Marcus Walz, presenta alcune special dal suo inconfondibile telaio ultra sportivo ed un chopper dalle linee selvagge, la Little Bastard, zero sospensioni ed un Rev Tech da 125 c.i., dedicata alla memoria di James Dean. Già nel 2005 il preparatore tedesco aveva costruito un chopper in occasione del 50° anniversario della scomparsa dell’attore Americano, ma stavolta questa motocicletta è stata costruita in soli tre esemplari numerati.
Molti come detto, i marchi di prestigio presenti, new entry nel catalogo CCE per la Performance Machine, inimitabili i suoi cerchi, comandi, pinze e dischi freni, che da sempre equipaggiano le più belle special che calcano i più importanti contest mondiali.
L’Italia è rappresentata da un marchio importante, Rebuffini Cycles, apprezzato e conosciuto per la sua qualità ben oltre i nostri confini.
Dopo Jesse James, quest’anno è stata la volta di Arlen Ness, disarmante davvero la sua disponibilità nei confronti di tutti, un personaggio che è da considerare il Re incontrastato del Custom, da oltre quarant’anni il suo nome è legato a quello del customizing più innovativo, sempre alla ricerca di qualcosa di inesplorato. Il filmato trasmesso durante le premiazioni, ha ripercorso buona parte della sua vita professionale, tracciandone le qualità indiscusse ed il suo innato talento.
Una decina circa, più o meno, i preparatori Italiani presenti: Waka Bikes ripropone il chopper che ha ben figurato a Verona nel bike Show organizzato dalla rivista Low Ride; Michele di Kustomizer Milano ha portato un chopperone di quelli che non passano certo inosservati; esagerato invece quello proposto da Dino di Drag & Racing, Tre per Tre l’hanno denominato, per via della lunghezza stratosferica del suo interasse; chopper anche per Davide di Custom Attack, su base kit bike ed alcuni particolari killer che l’officina Comasca ha saputo ben realizzare.
Guardandoci intorno potevamo vedere che non tutto quello che luccicava sotto i riflettori sulla moquette del Contest, poteva essere paragonato all’oro a 24 carati. Alcune realizzazioni risultavano essere davvero sconcertanti e si notavano quanto una cicoria su di un bel prato inglese.
Veniamo dunque ai risultati del contest. La migliore votata dal pubblico risulta essere la Serpentinata, più che una moto oserei definire un quadro e come tale dovrebbe rimanere appeso ad muro secondo il nostro modestissimo parere. Buono il risultato di Leon Kodlin, il figlio di Frank Kodlin, terzo classificato nella classifica redatta da Arlen Ness, che vede al primo posto Riversade Motociclettes, i Francesi propongono una special equipaggiata con due turbine, roba da space shuttle. Nella categoria su base H-D una vecchia nostra conoscenza, Jerry Chillico in arte Custombike, si lascia alle spalle Thunderbike e sale al secondo gradino del podio con la sua Fenice, su base sporty. Il Leone di Modigliana ha sempre la zampata vincente, anche quest’anno lui tra i primi c’è. Nella classifica AMD diciottesimo posto per gli Italianissimi di Garage 65, la 5’ini, su base sporty 1200, ha suscitato parecchio interesse da parte degli adetti ai lavori e della giuria, carburatori verticali della Ferrari 256 e leva cambio della Testarossa, sono solo alcuni dettagli, la sostanza della lavorazione manuale dei ragazzi Toscani è il valore aggiunta su questa realizzazione. Molto, ma molto buono, il nono posto di Bobber Cycles, già a Verona avevamo potuto ammirare la nuova realizzazione e ne eravamo rimasti piacevolmente colpiti. Quarto posto per un altro Italiano, Project 22, una moto concepita da Luciano Andreoli, realizzata con pochi componenti a catalogo, giusto ruote, motore e cambio, tutto il resto e home made, telaio incluso. Il preparatore Bresciano dimostra maturità e ingegno fuori dal comune nel saper catalizzare l’attenzione con le sue particolari preparazioni. Terzo posto per uno stupendo chopper che ci catapulta nei favolosi seventeen, solo dalla Svezia, terra di grandi tradizioni e talenti poteva uscire un mezzo del genere.
Piazza d’onore per un altro big scandinavo, Stellan Egeland, un mezzo dall’avantreno a dir poco sconcertante, gela tutta la platea, un altro grande preparatore. Gradino più alto del podio per i ragazzi di Big Twin, l’officina Partenopea bissa il successo ottenuto a Verona con Panster, altro gioiello a testimonianza del grande valore che i preparatori Italiani stanno ricuotendo oltre le mura amiche. Tra l’altro Big Twin si aggiudica anche il premio con un’altra special nella categoria Custom Chrome Motorcycles Award, secondo posto infatti con un chopper di quelli veramente cattivi ed incazzati. Il risultato così ottenuto, e visto che Big Twin aveva già in tasca il biglietto aereo per gli USA, conseguito con la vittoria al Motor Bike Expo di Verona, fa rientrare Andreoli nei tre che di diritto potranno recarsi negli USA, per quella che ha torto o ragione può essere considerata la coppa del mondo per i customizer, e visto come sono andati i risultati quest’anno è proprio il caso di dirlo:”Gli Italiani lo fanno meglio”.
Auf Wiedersehen.

Testo e foto: Corrado


GLI ESPOSITORI
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AREA VIP
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Arlen Ness e Francesco Agnoletto

Arlen Ness

Bobber Cycles

Custom Attack

Davide (Custom Attack)

Drags & Racing

Franco, Cri, Kaiser

Fred Kodlin

Garage 65's

Gigi (Big Twin) e Andreoli

Luca Mattioli e Arlen Ness

Marcus Walz

Michele (Customizer Milano)

Stellan Egeland

TGS Motorcycles

Waka Bikes


VARIE

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