10th CUSTOM CHROME EUROPE DEALER SHOW

Mainz 29-30 marzo 2008

Raccogliendo l’invito della Custom Chrome Europe ci siamo recati in Germania dove nell’ultimo week end di marzo è andato in scena il decimo Contest Show riservato ai preparatori del proprio circuito, teatro anche della tappa dell’AMD European Championship of Custom Bike Building che avrebbe garantito tre biglietti per la finale di Sturgis ai vincitori del bike show.
Il viaggio è stato abbastanza lungo ed all’arrivo in tarda serata davanti all’Hilton di Mainz siamo stati accolti da un paio di Hummer posteggiati in doppia fila davanti all’ingresso principale, uno dei quali di Kodlin, tanto che al momento pensavamo di essere finiti sul set di una puntata di Miami Vice. Nella hall intanto si stava consumando un party, musica a palla, tipi tatuati a dir poco egocentrici, tra cui riconosciamo il buon Fred Kodlin abbastanza su di giri, Marcus Walz ed i ragazzi di Indipendent Chopper. La voglia di fermarsi è molta, ma anche la stanchezza accumulata alla guida lo è altrettanto, quindi seppur con il magone bisogna dare forfait, si va a nanna.
L’indomani belli carichi dopo una bella dormita si punta verso Phonix-Halle, zona industriale dell’epoca post bellica, dove ha sede lo stato maggiore della Custom Chrome. L’ambientazione è molto riuscita, l’high tech delle moto presenti crea un contrasto molto azzeccato con la struttura dove si svolge il contest, entriamo in punta di piedi ed in religioso silenzio iniziando a prendere visione del “motivo del nostro viaggio”, leggendo le schede tecniche delle special esposte si possono scorgere i nomi di Habermann, Rich’s, Krugger, Thunderbike, Indipendent Chopper, Marcus Walz, Cory Ness, Jesse James, Kodlin, praticamente come se da bambino i Fantastic Four della Marvel mi avessero proposto un giro in bici all’ora della merenda. Ritornando con i piedi per terra iniziamo ad esplorare questa Disneyland del big twin.
Nella giornata del sabato l’ingresso è consentito solo ai preparatori o se si è accreditati con invito, quindi niente ressa, le foto si fanno che è un piacere e soprattutto al banco del bar e nell’area luonge ti trattano come un Dio, devi solo chiedere che ti sarà dato. Le moto che prendono parte al contest si dividono in tre categorie, Free Style ossia quelle che noi definiamo radical e sono senz’altro quelle che catalizzano maggiormente l’attenzione dei visitatori, la categoria Harley modificate ed infine quella relative alle Kit Bike della Custom Chrome naturalmente. Balza subito all’occhio che la qualità delle realizzazioni esposte è senz’altro di ottimo livello, anche se qua e là qualche caduta di stile o tentativo di dubbio gusto tecnico balza all’occhio impietosamente, ognuno ha il suo modo di interpretare il custom, genialità ed irrazionalità vanno spesso a braccetto in queste competizioni, anche se mi piacerebbe chiedere cosa ha spinto Madeus Design a realizzare una mostruosità con due propulsori da 1340 innestati a viva forza dentro un telaio lungo quanto un pullman dall’ATM, specialmente ora che il greggio viaggia oltre i 100 dollari al barile.
Nell’area di pertinenza degli espositori e fornitori della CCE c’era di tutto e di più. Jesse James con un suo chopper dalla linea inconfondibile recitava alla perfezione il ruolo di star, deluso forse chi pensava di vederlo con il flessibile in mano a far a cazzotti con qualcuno, si è trovato di fronte un tranquillo e compassato manager che si aggirava tranquillamente nel bike show. Più in là Cory Ness esponeva una moto che aveva delle ruote in lega molto particolari e inconsuete, mentre di Indian Larry Legacy solo qualche t-shirt e accessorio. Sul fronte opposto Marcus Walz sempre gentilissimo si offriva al pubblico firmando autografi senza risparmiarsi. Kodlin aveva portato la moto che aveva ben figurato a Padova, quella della ruota gemellata con trasmissione a catena nel mezzo di esse, più che la moto però sono rimasto colpito dalle, a dir poco fantasiose, t-shirt che indossava, sembrava Nureyev piombato in una fonderia.
Molto interessante e da non perdere invece il museo allestito all’ingresso dei padiglioni, insuperabile il pick up con rimorchio con tanto di Harley-Davidson d’epoca al seguito.
Domenica si apre al pubblico e stranamente noto che l’affluenza in tutta la giornata non è straordinaria, qualche bel mezzo all’esterno, ma niente di più. Nel pomeriggio si iniziano le premiazioni.
Cominciamo con la categoria Jamer Old School, al primo posto si classifica un’Italiano , Luciano Andreoli , la Project 17 ha colpito anche i giurati di Mainz dopo il terzo posto alla Bike Expo di Padova, davanti alla Pure 93 di Indipendent Chopper ed a Helly Kitchen Choppers, confermando lo stato di grazia e la capacità innovativa che il preparatore bresciano ha come punto di forza.
Si prosegue con la classifica della S&S President’s Pick dove la X-Wedge Dragon di Custom Garage si piazza al primo posto davanti agli Inglesi di Krazy Horse Custom. La giuria formata dal pubblico premia invece il Chopper giallo di Habermann, mentre nella categoria Kit Bike i tedeschi di TGS Motorcycles vedono premiate le loro fatiche con la vittoria della loro Voodoo Child, mentre ad un altro Italiano spetta la terza piazza con una splendida realizzazione, la Dragon Angel di Jerry Caronte di Custombike.
Ci siamo ora è il momento delle top ten della classifica AMD. Decima un’insolita BMW boxer tirata a bobber degli olandesi di DBBP Design, nono posto per la moto ricavata dal pieno dei cechi di VAV Tuning, ottavo posto riecheggia ancora il nome di Andreoli che fa il bis, tra l’altro unico ad essere premiato due volte nelle 10 edizioni fin qui svolte, altro olandese al settimo, mentre la Precius degli svizzeri di Classic Cycles si contende la sesta piazza. Ottimo quinto una nostra vecchia conoscenza, Krugger con la Half Day tributo alla S&S, che in molti davano per vincitrice. Quarto posto per Odissey Motorcycles il fenomeno V-Rage che si era accaparrata la vittoria alla Bike Expo, discutibile la decisione del francese di portare una moto che di diritto sarebbe andata a Sturgis quale vincitrice a Padova, che di fatto ha tolto la possibilità ad un altro di un piazzamento importante.
Ci siamo è il momento topico del contest, si tratta di capire quali saranno le moto che andranno a Sturgis, sul palco arriva Stellan England, vincitore in carica dell’AMD, lo svedese si dimostra sempre un signore a differenza dei francesi di Odissey, lui espone solo a Nortalje e non dico altro. Si comincia con la terza posizione, la Seppster Ice Racer di TGS Motorcycles è un concentrato di tecnica ed utopia allo stato puro, sfido chiunque ad andarci per strada, doppia catena di trasmissione ed altre diavolerie tecniche. Posto d’onore per un altro mostro, la Sugarland Express dei francesi di Riversade Motorcycles, ha una linea inconsueta, mentre al primo i tedeschi (…Padova ascolta) di Thunderbike si aggiudicano la vittoria assoluta con la Open Mind.
A difendere i colori Italiani oltre ai già citati Andreoli e Custombike, si potevano ammirare le due special dei ragazzi di Crazy Chopper, la bella cafe racer di Bike Hospital su base sporty, una kit bike di Biker Corner Perugia e per finire Marco di Waka’s Bike con la “Nessun Rimpianto” che avrebbe meritato miglior fortuna e non avrebbe di certo sfigurato se fosse stata premiata. Confidiamo che nella prossima edizione molti più Italiani possano essere invitati a questa manifestazione, penso che disponiamo di preparatori che abbiano le potenzialità e capacità tecniche per non essere secondi a nessuno.

Testo e foto: Corrado


Le foto

Contest

Bike Hospital Reggio Emilia

Bikers Corner Perugia

Bikers Corner Perugia

Cory Ness

Crazy Chopper

Crazy Chopper

Custombike

Custombike

Fred Kodlin

Habermann

Horst Rosler

Independent Chopper

Independent Chopper

Jesse James

Jesse James

Jesse James

Krugger

Krugger

Marcus Walz

Precius

TGS Motorcycles

Thunderbike

Waka's Bike

WCC


Premiazioni

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