GREEN HILL
La collina della vergogna

Montichiari (BS) 29 aprile 2012

Ci vuole una bella dose di immaginazione, o forse è più appropriato dire crudeltà, nel coniare quel nome per un posto simile.
"Green Hill" evoca nella mente scenari da oasi incontaminata e tranquilla o paesaggi degni del miglior film di Walt Disney, se non fosse per quel continuo latrare disperato che si sente ininterrottamente in ogni momento del giorno e della notte e per quel filo spinato che ne sormonta l’alta recinzione, che lo rende molto più simile a un lager che a un capannone industriale o a una tranquilla azienda agricola.
Da qualche anno balzato improvvisamente alla cronaca esso non è altro che un centro di smistamento cavie destinate alla vivisezione, la cui proprietà è in mano ad una multinazionale Americana, la Marshall.
Da tempo sono sorti comitati spontanei che ne chiedono a gran voce la chiusura e che in questi ultimi periodi stanno moltiplicando gli sforzi e le mobilitazioni di massa perché questo finalmente possa avvenire. Per onore del vero non certo aiutati dal sordo atteggiamento dell’amministrazione comunale, sindaco in testa, immobile e insensibile al problema intenzionato a non muovere un dito e che continua a ripetere che l’azienda in questione ha tutte le carte in regola per proseguire nella sua attività. Ponzio Pilato docet.
Proprio in quest’ultima manifestazione anche un gruppo di bikers, i Kangaroos, hanno deciso di mobilitarsi, creando su Facebook un gruppo denominato Bikers Agains Green Hill, facendosi portavoce fin da subito per dare supporto alla protesta, organizzando tra l’altro nel recente passato due iniziative sia davanti al palazzo della Regione, che una fiaccolata in pieno inverno davanti l’ingresso di Green Hill.
La cosa potrebbe sembrare semplice dal di fuori ma vi assicuro che non lo è affatto, ma alla fine la loro determinazione viene premiata, ricevendo la collaborazione e il supporto di altre realtà motociclistiche della zona: I Santi di Brescia, il prospect chapter MC Bandidos Brescia, il Brixia Custom e Rombo di Tuono che si danno appuntamento insieme ad un nutrito numero di bikers per muoversi in direzione Collina della Vergogna.
Marzio spiega le modalità e il fine dell’iniziativa a tutti i riders prima di dare vita al corteo di moto. La prima tappa prevede il congiungimento con il grosso dei manifestanti davanti al palazzetto dello sport di Montichiari. Qui un migliaio di persone giunte con ogni mezzo da tutta Italia è in procinto di muoversi verso Green Hill. Noi essendo in moto raggiungiamo per primi la zona, presidiata già da un plotone di Carabinieri e Polizia in assetto anti-sommossa. Ci stoppano a qualche centinaio di metri dal capannone, ci si studia, uno dei militari ci avvicina, anche lui possiede un’Harley ci dirà, una transenna e uno scudo oggi però idealmente ci dividono. Un rapido cenno di saluto torniamo sui nostri passi.
Quello che è successo poi lo hanno mostrato le cronache dei vari telegiornali, gli scontri, gli arresti e una trentina di cuccioli liberati dagli attivisti. Un’altra pagina nera viene scritta sul diario di Green Hill di Montichiari, la rabbia e l’esasperazione della gente che protesta è a livelli altissimi e si è placherà solo quando Green Hill chiuderà i battenti, solo allora quella collina potrà dirsi veramente un’oasi bonificata, senza quel puzzo di sangue che fino ad oggi vi si è respirato. Bikers Agains Green Hill.

Testo e foto: Corrado (Rombo di Tuono Brescia)



N.B. I gruppi bikers intervenuti stigmatizzano quanto successo e i disordini che ne sono scaturiti. Continueranno comunque in maniera molto determinata nel portare avanti altre manifestazione contro Green Hill e la Marshall soprattutto, invitando quanti sensibili al problema della vivisezione al boicotaggio delle aziende che sono in qualche modo a loro collegate.



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