21 ottobre 2007

 

Se si fosse trattata di un’idea imprenditoriale l’avremmo potuta definire una sinergia, ma dato che ci sono di mezzo due vecchi marpioni quali il Max del Genova Chapter ed il Tato dell’Emilia Road Chapter, le malelingue mormoravano che si trattasse più che altro di un’associazione (…a delinquere n.d.r.). Fatto sta che in una splendida e alquanto fresca domenica di fine ottobre i due Chapter hanno pensato bene di riunire i loro aficionados per passare una giornata insieme, in una cornice davvero invidiabile e suggestiva quale quella dell’antico castello di Compiano, situato sull’Appennino tra Liguria,Toscana ed Emilia. All’appello hanno risposto in 400 persone, riempiendo all’inverosimile le tre sale del castello in un’atmosfera goliardica e calorosa.

C’è da dire ad onor del vero che l’apporto del director del Genova Chapter ha sortito l’effetto sperato e dopo anni di Fungate “senza”, quest’anno si è avuta la prima Fungata “con” la patch. Dal canto suo il Tato ha cercato di resistere strenuamente con le unghie e con i denti, appigliandosi all’ultimo codicillo dello statuto della Hog, ma messo con le spalle al muro dai Genovesi, ha dovuto far buon viso a cattivo gioco, capitolando al volere dei tribuni. La notte antecedente all’evento è stata lunga, insonne e tribolata, per il Director Emiliano che ha ripercorso nella sua mente tutti i chilometri fatti in moto tra run Ovindolesi sotto un metro di neve e Zingarate sotto il sole cocente di Giugno. Anni di onorato servizio buttati al vento per colpa di inutile quanto superflua patch. Alle sette del mattino, quando mancava poco al suono della sveglia, dicono che gli sia comparso in sogno nientemeno che l’arcangelo Gabriele, che dall’alto della sua BMW metallizzata lo guardava con disappunto, mentre con la torcia olimpica dava fuoco alla sua pezza di Life Member.

Tornando seri, possiamo dire che è stata una domenica diversa dal solito e che per alcuni chiude una stagione di raduni ed uscite prima che il freddo renda più complicato l’uso della moto.

Peccato solo che, per ragioni logistiche, molti hanno dovuto abbandonare a metà pomeriggio, dovendosi sobbarcare parecchi Km per ritornare a casa, d’altronde questo è un po’ lo scotto che si deve pagare quando si organizzano uscite domenicali ed i partecipanti provengono da molto lontano. Noi abbiamo tenuto duro fino all’ultimo, anche perché le occasioni per rivedersi sono abbastanza rare ed è sempre un peccato doversi lasciare.

Il ritorno verso casa ci ha regalato paesaggi stupendi, tra strade deserte e dimenticate di montagna ed il colore della vegetazione che in questa stagione assume splendide tonalità, specie quando il sole è al tramonto. Passando per il Passo Colla siamo arrivati a Bardi e siamo rimasti colpiti dalla bellezza dell’immenso Castello che si erge su uno spuntone di roccia tra le colline dell’Appennino. Poi è stata la volta del Passo del Pelizzone e la strada Vernasca che ci hanno regalato altre emozioni. Un itinerario che merita di essere percorso magari con un poco più di calma e tempo a disposizione.

Quando intravediamo le luci di casa è ormai buio, la giornata è stata lunga, il freddo inizia ad arrivare nelle ossa, un’altra giornata da ricordare, bei posti, ottima compagnia e soprattutto un manubrio tra le mani e di questi tempi non è affatto poco, se permettete.

 Testo: Corrado - Foto: Corrado e Mario “Night Taz”



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