16º EUROPEAN BIKE WEEK - FAAKER SEE

Faak am See 3-8 settembre 2013

Niente di nuovo sotto il sole Austriaco, Faaker è sempre il Faaker, anche se gli effetti della crisi almeno per quanto riguarda noi Italiani, si fanno sentire anche qui. Dirvi se a occhio ci sembra che quest’anno siano in calo le presenze di bikers in quel di Carinzia è un’ardua impresa, qualcuno dice di sì, qualcun altro afferma che al contrario si è registrata una maggiore affluenza nei giorni antecedenti il clou del fine settimana, può darsi che qualcuno abbia scelto di godersi il Faaker nei giorni di minor ressa e tornarsene a casa il venerdì quando tutti noi marciavano allineati sulla corsia di sorpasso della Brennero.
Tempo bello e temperatura da estate piena ci ha permesso di goderci il viaggio, da qualche anno abbiamo abbandonato la A4 MI-VE, per una più rilassante e appagante Brennero-Bressanone-Brunico-Lienz-Faak, dove si riscopre il gusto di guidare una moto immersi in un paesaggio da cartolina.
Al nostro arrivo ci fiondiamo subito all’Arneitz Village, feudo di bancarelle, customizer e cianfrusaglie varie, non necessariamente nell’ordine in cui ve le ho elencate. Volti noti a cui non possiamo fare a meno di fermarci per un saluto, sono infatti in molti gli stand di realtà Italiane che abbiamo modo di incontrare: Fabrizio di 70’s Helmets, Silverbone, Western Bull, MCJ, Ends Cuoio, Altrimenti Viaggi e la banda di Rocket Boy Garage, brutte facce e loschi figuri ci accolgono nel loro covo, Giuliano ci tranquillizza presentandoci uno ad uno i componenti di questo sodalizio nato per la pura passione del kustom, nel senso più ruvido del termine.
La giornata del sabato è senz’altro la più frenetica, si vorrebbe fare tutto, ma il tempo a disposizione è come sempre tiranno. Cominciamo con assistere alla partenza della parata, un tripudio di personaggi strani che sembrano essere usciti da un comics della Marvel. Cardinali e suore, pulcinella e puffi, sexy milf con qualche primavera alle spalle, tutto fa brodo l’importante è distinguersi. Il caldo che sale dall’asfalto e i fumi incombusti degli scarichi ci fanno mancare i sensi.
All’Harley Village non può mancare la visita alla produzione MY2014 di Harley-Davidson, nell’occhio del ciclone il “progetto Rushmore” che al momento potrebbe sembrare il nome della nuova epidemia influenzale che ci colpirà in autunno, invece si tratta del nuovo sistema di raffreddamento che andrà ad equipaggiare la serie touring. I commenti che abbiamo raccolto tra gli harleysti doc non sono dei più lusinghieri. Chissà se cambierebbero idea nel percorrere con un big twin 1.584cc il breve tratto di strada che divide l’Harley Village dall’Arneitz Village, 1,5 km che al confronto la Valle della Morte sembra una SPA Svizzera, quando si procede a passo d’uomo e il bicilindrico che sta sotto il tuo sedere sembra una supernova sul punto di esplodere.
Prima di tornare in albergo per una doccia una capatina a Velden è d’obbligo, siamo nell’ora di punta dello struscio; Porsche, Lamborghini e qualche Aston si esibiscono in qualche vasca sulla main street, come è lontana l’Italia e soprattutto Equitalia.
Davanti al casinò di Velden incontriamo Danilo di LowRide, Fred Kodlin e i ragazzi del Bagger Tour, dopo aver ammirato le creazioni di Herr Kodlin, all’interno del casinò, si parte tutti insieme per un aperitivo, io sono ancora in bermuda e t-shirt da stamattina, ma che ci vorrà mai per uno spritz e due patatine, il tempo per tornare in albergo a cambiarsi lo troverò dopo.
Alle 19,30 non siamo ancora partiti e quando lo facciamo il cielo inizia a scurirsi, pazienza dai uno spritz e due patatine e poi di corsa in albergo a mettersi addosso qualcosa di caldo... alle 20,30 siamo ancora in viaggio per l’aperitivo il cielo è nero e abbiamo già percorso 30 km, si sale e siamo in montagna... sono l’unico del gruppo con bermuda e t-shirt. Finalmente ci si ferma, era ora cazzarola, ma è solo un’impressione, la sosta è per far indossare i giubbotti e poi si riparte... nooo cazzo... saliamo ancora sono le 21,30 e avremo fatto 40 km, Andrea lo abbiamo perso fermatosi a far benzina. E’ ormai notte e anche il mio navigatore mi insulta in austriaco... sono quasi le 22,00 e in fondo ad un rettilineo vediamo una lucina fioca di un’officina, su un tavolino gli spritz e le patatine... ho ancora tutta la strada del ritorno, circa 40km, da fare in piena notte con bermuda e t-shirt per tornare in albergo. Un faaker così sono sicuro che non lo scorderò tanto presto.

Testo e foto: Corrado


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