14° EUROPEAN BIKE WEEK - FAAKER SEE

6-11 settembre 2011

In tanti anni di Faaker questa è senza dubbio la partenza più “intelligente” che abbiamo mai fatto. E’ notte ancora quando ci incontriamo con i ragazzi di Bergamo al casello di Peschiera. Dopo anni di A4 l’impennata di orgoglio, si cerca una nuova via.
Si punta dritti a nord, i Bergamaschi tirano di brutto sulla seconda corsia, come cazzo facciano con quei manubri al cielo lo sanno solo loro.
La Brennero è disseminata di Tutor, incombono minacciosi sulle nostre teste come la contraerea nemica. Eroicamente teniamo aperta la manetta del gas come i piloti della RAF su Berlino nella seconda guerra mondiale.
A Bressanone si esce e puntiamo a Lienz. Ci sembra una valle dell’eden, ci immergiamo nei boschi tra un saliscendi di emozioni, altro che la variante di Mestre e compagnia bella. Credetemi, provate ad abbandonare la piatta e scialba Milano/Venezia per una volta per andare al Faak e poi ne riparliamo.
L’arrivo a Faaker non è dei migliori, la polizia locale ci accoglie con modi bruschi e poco ortodossi. La piazzola dove ci fermano farebbe invidia a molti motoraduni in cui sono stato, per quantità di moto. Anzi a dirla tutta sembra più il casello di Melegnano al 20 agosto, tutti in coda a frugare nel portafoglio per pagare il pedaggio, dopo il rientro dalle ferie.
Versato l’obolo agli sceriffi Austriaci entriamo nell’anello infernale del Faaker, quello delle frizioni bruciate e dei cilindri arroventati. Tutti in coda a passo d’uomo tra l’Harley Village e l’Arneitz Village, i polmoni si riempiono di gas combusti, un controsenso se vedi colline verdi e boschi tutto intorno, ma è proprio questo il prezzo da pagare.
La cronaca del Faak è bene o male sempre la stessa, bancarelle e moto, birra a fiumi e moto, chioschi di panini e moto, tipi strani con strafighe ...e moto. Migliaia e migliaia di cromature, tappini per le ruote, specchietti, serbatoi. L’acciaio che circola in questo minuscolo paesino in questo fine settimana potrebbe riempire un mare.
All’Harley Village incontriamo subito Donato Nicoletti. Con il suo inconfondibile Dyna è appena rientrato da un lungo viaggio di 40.000 km percorsi in un anno. La sua faccia sembra quella della pubblicità dello spot televisivo ”...sono appena tornato”. Sarà dura riabituarsi al traffico della tangenziale est e delle code ai semafori in Piazzale Loreto.
Visita di rito al padiglione della Factory; in mostra i nuovi modelli 2012, la Switchback domina su tutte, caruccia, se non fosse per quelle borse...
Nel pomeriggio ci si sposta di corsa all’Arneitz per il Custom Chrome Contest. Il solito parterre di moto tecnicamente perfette. La nostra attenzione viene catturata dalle Bagger in concorso, linee filanti e verniciature abbaglianti.
La pattuglia degli Italiani tiene alta la bandiera. Carlo Colombo con la 199R, Gallery con la Tazio e Samu di Abnormal hanno l’onore di salire sul palco delle premiazioni. Contro ogni aspettativa invece nessuno dei giudici si fila la Stargate di Garage 65, che rimane in un angolo a bocca asciutta. Non ce lo spieghiamo, forse che Marco Cinquini usi componentistica della concorrenza?
Best of assoluta una special che arriva niente meno che dal Kuwait.
Come consuetudine l’evento clou è il concerto del sabato sera che chiude questa 14° edizione dell’European Bike Week 2011. Sul palco gli Uriah Heep icona pop degli anni settanta. Come cavolo faranno a sessanta anni suonati ad avere ancora tutti i capelli in testa è un mistero. Uno dopo l’altro i brani di maggior successo ci regalano un mare di emozioni e ricordi.
Siamo pronti per rientrare, caricate le moto, rabboccato l’olio allo Street Glide di Mauro, un rapido cenno ad Andrea. Prendiamo la A4??? Manco per sogno è la sua risposta... in fondo la parte più bella di un raduno è la strada che si fa per andarci.

Testo e foto: Corrado


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