13° EUROPEAN BIKE WEEK - FAAKER SEE

7-12 settembre 2010

Saltata per il sottoscritto l’edizione 2009 per problemi organizzativi, già da parecchi mesi avevo puntato la sveglia per l’alba del secondo week end di settembre per cercare di non perdermi anche quella di quest’anno. E che quella mattina non fosse proprio delle migliori lo avevo capito quando alla sosta al distributore dopo aver spento la moto, in riserva cannata, mi accorgo di aver dimenticato le chiavi del tappo e dell’accensione in garage. Fortuna vuole che il distributore fosse quello del mio paese e che la benzinaia mossa a compassione mi presta la sua Seat Ibiza per andarle a recuperare.
L’autostrada della Serenissima sembra il cielo di Pearl Harbor quando nel ’41 l’aeroflotta Giapponese la colpì, nugoli di Harley come uno sciame di api impazzite punta su a nord. Gli autogrill diventano fonti, dove abbeverare riders e ferri, diventando occasione per rivedere gente che pur abitando nello stesso paese non incontravi da una vita.
In quattro si viaggia bene: Mino, Cesare e Andrea mantengono una buona andatura e cosa ancora più importante, non sono dei cacacazzo, cosa non di poco conto quando si devono passare alcuni giorni di forzata convivenza.
Dopo l’ultima curva e l’ennesima scalata frizione/cambio, il Faaker è davanti a noi, sempre più grande e sempre più colorato, una sorta di grande centro commerciale cromato a cielo aperto. Tutto è stato ampliato, ogni cm quadrato di prato è stato coperto.
Come vuole la tradizione visitiamo lo stand di Harley-Davidson i modelli cambiano e si rinnovano, servono ad alimentare un mercato che deve tirare ogni anno sempre un po’ di più e che la crisi di quest’ultimo periodo ha messo in seria difficoltà.
Anche all’Arneitz più o meno ci son sempre le stesse facce, Walz , W&W all’ingresso e via tutti gli altri, non in molti rispetto alla mia ultima visita gli Italiani presenti, Headbanger su tutti; muove una macchina organizzativa di tutto rispetto, Demo Ride come se piovesse che i potenziali clienti paiono apprezzare. Intanto ettolitri di spritz corroborano le gole arse dei bikers che tengono sotto assedio Alberto Venezia e la sua gang del Gasoline. Tutto in sostanza invariato come tradizione.
La lunga giornata del sabato si conclude al’Harley Village con il concerto, dal grande palco “pendono dall’alto” qualche MY 2011 della Mo.Co. , sotto di esse si esibiscono The Mods in un crescendo che conquista il pubblico, poi sarà la volta dei Tenors Unlimited e per finire l’immancabile cover band tribute Ac/Dc i Thurderballs.
E’ arrivato il momento di rientrare, si carica la moto con l’aria di chi è stato travolto da un TIR, il poco sonno e la stanchezza si fanno sentire, appena in moto però l’aria frizzante ci ridà un po’ di carica. E’ andata anche quest’anno, tre giorni passano in fretta, i problemi che ti sei lasciato dietro con l’euforia della partenza, si ripresentano ingombranti.
C’è un Faaker che non avremmo voluto raccontarvi ed è quello del ragazzo che ha perso la vita scivolando sabato mattina davanti a nostri occhi, o quello del tragico schianto in galleria sulla Carnia che ne ha visto perire un altro. Si contano le presenze, il tutto esaurito degli alberghi e i fiumi di birra ingurgitati. Lo spettacolo deve continuare ed a questa regola non si sottrae nessuno, tanto meno il Faaker.

Testo e foto: Corrado


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