Bike show faak

 

LA VALLE DELL’EDEN

 

European Bike Week 2006 Faaker see

 

L’aria di Faaker a dir la verità io ho iniziato a respirarla 430km prima, in un pallido venerdì di inizio settembre, zigzagando tra le auto in coda tra volti assonnati delle 7,20 del mattino, quando al distributore del mio paese due harley riempivano le “stive”, era la prima avanguardia di un esodo epico che si dirigeva sulle montagne più a nord.

L’appuntamento con il mio gruppo di compagni di viaggio “la sporca dozzina” diventata ormai un multiplo incontrollabile, 31 mezzi, è al solito posto. Ci si saluta, si scherza e poi via, ora si fa sul serio, giù la visiera, si parte.

La A/4 questa mattina è un formicaio ordinato, uno stormo di migratori che puntano a nord. Ogni autogrill è un momento di festa, la tabella di marcia finisce in un cestino dei cessi dell’autogrill, si naviga a vista, il tempo non conta più nulla.

La colona della “sporca dozzina” prende possesso della corsia centrale dell’autostrada, vederla da dietro fa uno strano effetto, i sorpassi ed i rientri, sono all’unisono, si viaggia a tre metri uno dall’altro.

A Portogruaro si abbandona la monotonia dell’autostrada, si passa su un terreno a noi più consono, bella la strada poi al Tarvisio si fa spettacolare, il gruppo è compatto, tra poco ci siamo... e sarà Faaker see.

Il grande Barnum è sempre uguale, l’aria della sera è pungente, piove umidità sulle moto e sulle nostre ossa.

L’Harley Village è uno dei punti nevralgici dell’evento, bancarelle come se piovesse, stand dei delear H-D dalla merce dai prezzi non certo da affare, il grande punto Hog & merchandise ed il capannone con i nuovi modelli 2007…il nuovo che avanza, si allargano le gomme e l’ iniezione elettronica spadroneggia, un harakiri per i nostalgici.

Si gira intorno ad un lago, a senso unico, da mattina a sera è un’incessante processione di viandanti, una colonna sonora continua di bicilindrici americani. Ogni tanto qua e là spuntano miniraduni o feste, ogni spazio ha la sua situazione. Rock band, born out, ragazze discinte, ce n’è per tutti, "venghino signori, lo spettacolo è appena iniziato".

Chi è al primo Faaker rimane sconcertato da tante moto, quest’anno poi con il bel tempo, raro davvero da ste parti, avremo toccato e superato le centomila unità, pensa di essere capitato al centro dell’universo e come dargli torto d’altronde.

La parata del sabato riserva un campionario umano alquanto variopinto e bizzarro. Tette e sederi, monache e frati, pirati e antichi romani, tutti rigorosamente in moto ed in colonna, respirando le esalazioni dei gas di scarico dei centomila in coda per la parata intorno al lago.

Anche quest’anno è successo un’ increscioso episodio, che ha coinvolto i ragazzi del Vicenza chapter, travolti da un ragazzo ubriaco alla guida della sua auto, mentre procedeva contromano eludendo la sorveglianza delle innumerevoli guardie e poliziotti che presidiavano ogni incrocio, dove teoricamente non avrebbe potuto passare neanche uno spillo. Bilancio due ragazzi feriti molto seriamente ma per fortuna ancora vivi.

Ancora una volta il connubio alcool e motori non può coesistere, i danni sono sotto gli occhi di tutti.

Al villaggio degli Indipendenti, o Arneitz village i ferri esposti erano da combattimento, Marcus Walz fresco reduce dai successi negli states, più che un “meccanico” mi sembra una star di Holliwood ha le mani più curate del mio commercialista. Le sue moto dalla linea caratteristica con la seduta all’interno del telaio sono veramente cattive fuori misura.

Li abbiamo passati in rassegna un pò tutti, da Habermann, Herbacher, Penz,  Kodlin, Thunderbike con i loro gioielli  da rivista patinata, facevano bella mostra con irraggiungibili esercizi di stile almeno per noi comuni mortali, senza carrelli al seguito ed onnipresenti valletti.

A sera i piedi fanno male ed il freddo si fa sentire, su buie strade si rientra in albergo, ci si fionda nel letto ma il sonno tarda sempre ad arrivare ed al mattino le facce sono da cane bastonato.

Nel marasma generale, anche quest’anno non si è potuto approfittare delle demo ride messe a disposizione, con gran profusione di mezzi dalla H-D.

La domenica come sempre il rientro provoca qualche tristezza, consapevoli di aver vissuto un’altra esperienza da ricordare, un’altra tacca da mostrare sull’immancabile gilet, sarà il più commerciale dei raduni, ma il Faaker è sempre il Faaker.

 

Reportage Corrado 

foto Corrado e Igor

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Erbacher

Facce da faaker

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