LE SABBIE MOBILI

52° ELEFANTENTREFFEN

 

24-27 gennaio 2008 

 

Erano mesi che il barrito dell’elefante s’era fatto sentire, erano mesi che l’organizzazione e la preparazione erano partite per poter affrontare al meglio questa trasferta ed erano settimane che speravo di poter recuperare fisicamente in modo di partecipare a quest’evento. Quindici giorni fa finalmente arriva l’ok da parte dell’ortopedico per poter riprendere gradualmente ad usare la moto, dopo 40 giorni di immobilizzazione a causa di una frattura alla spalla, quindi si va, è deciso. Il bel tempo dell’ultimo periodo ci suggerisce di partire un po’ prima e di puntare direttamente alla buca presso Solla, idea azzardata ma indubbiamente molto affascinante. Ritrovo quindi fissato con l’amico Fabrizio e la sua africa twin al casello di Desenzano per le otto di giovedì mattina 24 gennaio con l’intento di accendere il fuoco e montare la tenda nel primo pomeriggio ed attendere per la sera l’arrivo di due amici provenienti da Bergamo e Milano con una BMW GS. Il mio treno nero è pronto alla partenza fin da martedì sera e timorosamente attende il fischio del capostazione, numerose le modifiche attuate per renderlo utilizzabile alla trasferta teutonica, parabrezza proveniente dalla Guzzi del papà, paramotore con telo plastico a mo’ di paragambe (grazie ancora Oscar), le indispensabili moffole ed un portapacchi posteriore artigianale. L’incontro con Fabrizio riserva una spiacevole sorpresa: la sua pompa della benzina ha problemi, probabilmente un contatto all’interno della stessa è saltato come già in passato è successo. Procediamo allora alla volta di Affi nell’intento di trovare un elettrauto per effettuare una riparazione volante consapevoli che l’idea di raggiungere la buca in giornata era un’utopia. Con relativa calma allora ripartiamo ed a Rivoli Veronese troviamo un elettrauto gentile che ci ospita nella sua officina. La pompa si smonta in un attimo ed in un attimo la facciamo saldare, ci vuole però un altro attimo per capire che questa volta c’è qualcosa di più. Infatti non c’è verso di aggiustarla ed ogni volta che viene rimontata e si prova ad avviare la moto, succede un corto che fa saltare il fusibile. Bisogna decidere, o si torna a casa rinunciando ad un progetto desiderato e preparato per tanto tempo oppure si procede bypassando la pompa della benzina con l’unico inconveniente che ogni 60/70 chilometri ci saremmo dovuti fermare per fare benzina. Secondo voi come è andata a finire? Non ci voleva molto per indovinare, siamo ripartiti.

Cambiano ovviamente i programmi, sentiamo gli altri due e ci mettiamo d’accordo per incontrarci al solito autogrill poco dopo Innsbruck per fare assieme gli ultimi 150 chilometri e trovare da dormire a Monaco. Così avviene e verso le 19.00 prendiamo possesso delle nostre camere, moto in garage e via sotto la doccia per ritemprarsi dopo una giornata in cui tutto era andato storto.

Usciamo per recarci a cena, dopo una birretta e giretto turistico nei pressi rientriamo e svaligiamo quanto disponibile presso il nostro frigo bar. L’indomani mattina dopo una rigenerante colazione si parte alla volta del raduno e lungo il tratto che congiunge la capitale bavarese con Deggendorf io e Fabrizio rimaniamo indietro per il persistere del suo problema. Ritrovo allora al solito "baretto" a Hengersberg e via che si sale alla volta di Solla. Lungo la strada ci accorgiamo che i caratteristici paesaggi imbiancati hanno lasciato il posto a primaverili e verdi porzioni di boschi e prati, un paesaggio inusuale per noi abituati a veder tutto bianco.

Sono circa le quattordici e finalmente prendiamo possesso del nostro pezzetto di vallata al 52° Elefantentreffen. Ci dividiamo i compiti per ottimizzare i tempi ed infatti c’è chi si preoccupa del fuoco, chi di reperire paglia e chi di piantare le tende. Poco dopo la griglia  smontabile è colma di succulenta roba da mangiare ed una pignatta da utilizzare per il vin brulè gli fa compagnia. Presso il  nostro fuoco “riceviamo” diversi amici, dal Lupo e gli amici di Quarrata e Follonica, i milanesi amici di Luca,  il caro Pongo e tanti altri, infatti due chiacchiere ed un bicchiere di vino caldo non si nega a nessuno. Come già detto il clima e il paesaggio in assenza di neve subiscono un fascino particolare, ma indubbiamente inusuale e la strada che scende verso l’inferno della buca è una lunga lingua di fango. Cala la sera e con essa il freddo si fa sentire. E’ giunto il momento allora di calare l’asso, la specialità dei Germi, il polpo lesso. Nonostante mancassero i cuochi ufficiali riusciamo ugualmente a realizzare un piatto degno di tale nome. Due chiacchiere, un giretto all’interno del raduno, qualche foto ai mezzi più strampalati e via che verso le tre è giunto il momento di andare a dormire. La notte passa tutto sommato niente male e per questo un ringraziamento va ad Emilio (The Jester) per il sacco a pelo super che mi ha prestato! La mattina decidiamo di rientrare verso casa, l’elefante era stato comunque rivissuto ed il lunedì bisognava tornare al lavoro, la domenica l’avremmo utilizzata per risistemare il tutto e ripigliarci dal viaggio. Luca e Morgan preferiscono partire per anticipare i tempi mentre io e Fabrizio facciamo le cose con un attimo in più di calma. Giretto conclusivo in buca per gli ultimi souvenir, le ultime foto, si caricano le moto e via che si parte alla volta di casa. Dopo oltre 650 chilometri sparati a frazioni di 70 chilometri alla volta sono circa le ventitrè quando arriviamo finalmente a casa, l’emozione di aver portato a termine il quarto elefante era comunque tanta, le incognite legate alla mia tenuta fisica erano molte, gli inconvenienti come al solito non sono mancati ma tutto sommato la pellaccia l’abbiamo riportata da dove era partita. Un ringraziamento a Luca e Morgan per la compagnia e soprattutto al mio compagno di viaggio Fabrizio, grazie al quale sono riuscito a portare nuovamente a termine quest’avventura. L’aver visto l’elefante senza neve è stata sicuramente una novità che avrei fatto fatica ad immaginare senza averla vissuta personalmente, sicuramente una facilitazione che, visto i miei problemi fisici, ho accettato ben che volentieri alla faccia di chi minimizza quest’edizione. Un saluto a tutti ed alla prossima, perché l’Elefantentreffen senza neve è come un’Harley con gli scarichi originali… bella è bella… ma gli manca l’anima.

 

 

Testo e foto: Andrea "Beltra"


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