CUORE DI GHIACCIO 2010
(quinta edizione)

7 marzo 2010

Non nego che qualche e-mail di preoccupazione nelle settimane antecedenti ci è pure arrivata dagli amici bikers, che non vedendolo ancora in calendario si chiedevano se quelli del Rombo di Tuono, tanto indaffarati tra fiere, frizzi e lazzi, si fossero dimenticati delle loro radici di semplici motociclisti, bypassando questo appuntamento che è ormai diventato un must per gli amici che frequentano le nostre iniziative.
Di fatto il Cuore di Ghiaccio è sempre stato un appuntamento che apre la stagione dei run del RdT e la sua collocazione strategica ai primi di gennaio contribuiva a dargli quel briciolo di sfida che è insito in ogni biker che si rispetti, quindi se per causa di forza maggiore quest’anno siamo arrivati lunghi fino ai primi di marzo, qualcuno avrà sicuramente storto il naso ironizzando che sarebbe stato un “Cuore di fresco lino” anziché di ghiaccio.
Come ben si sa però il diavolo fa le pentole ma non le... primarie scoperte, complice anche la perturbazione che dai paesi del nord est europeo avrebbe investito da li a breve anche tutta la nostra penisola con quanto di più ghiacciato e freddo ci potesse essere in circolazione, nell'apprendere ciò tutti del Direttivo del Rombo abbiamo tirato un grosso sospiro di sollievo, se Cuore di Ghiaccio deve essere che ghiaccio sia ed anche di quello tosto.
Più di cinquanta comunque le moto che all’indomani dal centro sonnacchioso di una Brescia ancora sotto le coperte, si muove compatto e scalpitante verso il Passo della Presolana. Il ritmo è buono fin dalle prime battute, anche i ragazzi iniziano a farci su la mano, molti di loro hanno acquisito esperienza in numerosi run del Rombo di Tuono cui hanno partecipato e le raccomandazioni su come deve stare in strada in sicurezza iniziano a dare incoraggianti risultati.
Si parte costeggiando la sponda orientale del Lago d’Iseo fino a Pisogne, per poi salire fino a Boario Terme, da qui ci si arrampica fino a Dezzo di Scalve sulla via Mala. La strada è stretta chiusa tra due gole sinistre ed un torrente più in basso. Il costone roccioso che sovrasta la strada alla nostra sinistra incute un certo timore, il rumore di grossi sassi che si staccano finendo nelle reti di contenimento non viene coperto dalle drag pipes delle motociclette ed ha un che di raccapricciante.
All’ingresso di una galleria, come se non bastasse, un cartello ci ammonisce: pericolo lastroni di ghiaccio potrebbero staccarsi dalla volta. Infatti non possiamo non notare lunghe stalattiti di ghiaccio pendere dal soffitto minacciose sulle nostre teste.
Arrivati a Vezza di Scalve si punta verso Castione della Presolana a quota 1300 mt. Si passa all’interno di boschi dalla fitta vegetazione mentre la neve mista a ghiaccio costeggia la ripida strada in salita. Splendido il colpo d’occhio che si profila davanti a noi: piste innevate con sciatori stupiti del vedere un plotone di moto con quel freddo in giro per le montagne Bergamasche.
A Dorga arriviamo giusto allo scoccare dell'ora di pranzo, una calda ed accogliente trattoria ci da modo di scaldare le nostre povere membra infreddolite. La compagnia è buona, la risata è contagiosa e spontanea, il tempo come sempre purtroppo vola, siamo già sulla strada del rientro. Si costeggia il Lago dalla sponda Bergamasca, quella più tetra e selvaggia. Tappa finale nella Piazzetta di Sarnico per l’arrivederci e saluti.
Il 5° Cuore di Ghiaccio viene consegnato agli archivi, 180 Km in sella valgon bene un po’ di freddo patito. L’appuntamento ora è per primavera. Coast to Coast o Cannonball Run? Chi vivrà vedrà, stay tuned che il tempo per divertirci ancora in moto lo troviamo di sicuro.

Testo: Corrado - Foto: Corrado e Oprandi Paola



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