CUORE DI GHIACCIO 2009
(quarta edizione)

8 febbraio 2009

Sono tante le cose che si possono fare in una domenica mattina invernale, infilarsi in un caldo centro commerciale per accontentare la propria donna che deve acquistare l’ennesimo servizio di piatti, oppure spaparanzarsi in poltrona davanti al televisore dal numero imprecisato di pollici che farebbe impallidire pure il megaschermo di Cape Canaveral o essere invitati a pranzo dalla suocera che come sempre vi fa il terzo grado sul perché e sul percome vi ostinate ancora a non vendere quella stramaledetta moto e che sarebbe ora, finalmente, di mettere la testa a posto una buona volta.
C’è chi invece con molta naturalezza si sveglia all’alba, dopo essersi vestito con tre strati di roba addosso, scende in garage e seguendo sempre il medesimo rituale, inizia a scaldare la moto perché in cuor suo non sa resistere a quel richiamo maledetto fatto di chilometri, benzina e freddo che ti entra nelle ossa insinuandosi sottopelle tra il chiodo e la maglietta termica, ultimo regalo che ci siamo concessi e che oggi vogliamo sperimentare, in attesa del viaggio a Capo Nord che forse non avverrà mai, ma che sognamo tutti i lunedì mattina appena varcata la porta dell’ufficio.
Ci eravamo lasciati l’anno scorso con un cielo cupo e grigio carico di pioggia, ci ritroviamo quest’anno punto e a capo, tempo cupo che non promette nulla di buono. L’atmosfera è rilassata, molti amici si conoscono già e per i nuovi non ci vuole molto ad affiatarsi, breve briefing per spiegare il percorso e le norme di sicurezza da tenere in gruppo e via, puntuali come un orologio svizzero da bravi Bresciani il gruppo si mette in marcia, ne faranno le spese i nostri amici di Bergamo attardati da un temporale sull’autostrada, che bucheranno così l’appuntamento restando al palo.
Il gruppo si muove bene, con disinvoltura e scioltezza, l’asfalto viscido delle Coste di S.Eusebio viene lasciato alle spalle senza conseguenze, si costeggia il lago d’Idro, cupo ed immobile mentre la neve sulle montagne sembra potersi toccare con mano. Non manca molto all’arrivo quando Franco con la sua Rocket 2300cc , complice forse una pinzata troppo decisa scivola sull’asfalto bagnato per una decina di metri, fortunatamente tutto si risolve con una faro ed uno specchio immolato alla causa e nessun danno fisico, si rimonta in sella e “fanculo tutto”, decide di continuare con noi fino alla fine.
La strada che porta a Cerreto è stretta e ripida, la nebbia a poco poco rende difficile la visibilità, ma solo per poco, Bagolino con le sue viuzze strette saluta l’arrivo delle motociclette, siamo l’attrazione del giorno. Dopo aver consumato il pranzo in un ottimo ristorante davanti al fuoco caldo di un bel camino acceso, nessuno voleva più alzarsi dalla sedia, complice anche la vena cabarettistica di alcuni motociclisti che hanno tenuto banco nell’ilarità generale che pian piano ha contagiato tutti fino alle lacrime.
Il rientro è stato salutato da uno splendido sole che in alcuni tratti abbagliava la visuale, la temperatura sopportabile non provocava nessun fastidio, il lago chiuso tra le montagne è sempre più tetro mentre il gruppo lo costeggia procedendo spedito.
Si arriva a Brescia nel tardo pomeriggio, il sole sta tramontando mentre il cielo assume un colore rosastro ed azzurro, domani sarà una bella giornata, va in archivio il 4° Cuore di Ghiaccio che di fatto apre la stagione dei Run del Rombo di Tuono, che sia una stagione ricca di viaggi e di avventure da gustare e vivere fino in fondo. Ride Free.

Testo e foto: Corrado


Le foto

^