14 gennaio 2007

 

L’anno nuovo ci ritrova come ci aveva lasciato il vecchio, ossia con un manubrio tra le mani ed il viso sferzato dal vento, per la seconda edizione del Cuore di Ghiaccio, appuntamento tipicamente invernale che apre la stagione dei run dei ragazzi dell’Organizzazione Rombo di Tuono di Brescia.

In molti temevano il ghiaccio o la neve, ma come si dice da tempo, le stagioni non sono più quelle di una volta ed ora per trovare la neve si deve salire almeno fin sulle vette del K2.

Brescia ad ogni modo si sveglia sotto un cielo grigio in questa mattina di metà gennaio, poca gente in giro e poca voglia di chiacchierare, ma basta veramente poco per sentirli da lontano arrivare, non c’è bisogno di appoggiare l’orecchio a terra come facevano i Sioux, il rombo dei motori si fa strada tra gli alti palazzoni del centro squarciando l’aria e non lasciando presagire nulla di buono a chi pregustava una domenica mattina sotto le coperte fino a tardi. Arrivano come sempre a frotte, le vecchiette si rifugiano nei portoni, i negozianti abbassano le cler, ma Brescia non è Hollister e sinceramente neanche Gino di Brambate col suo softail nero assomiglia neanche un po’ a Marlon Brando nel  “Selvaggio”.

Più di ottanta moto si sono portate in Piazza Vittoria per partecipare a questo run, un caffé e poco dopo i motori iniziano a rombare di nuovo, stavolta all’unisono. In marcia.

Si fa subito sul serio sulla montagna di Brione, stretti tornanti e manto stradale reso viscido dall’umidità notturna, percorso molto tecnico che richiede un’ attimo di concentrazione in più alla guida, meglio evitare brutte sorprese e finire per terra. E' poi la volta della bella discesa che da Polaveno ci fa tuffare in un lago d’ Iseo splendente, ora il sole è uscito a far capolino, si costeggia la sua riva fino a portarsi sulla sponda Bergamasca, poi a Tavernola si ritorna a salire, l’occhio ritorna giù sotto, oltre il guard rail arrugginito il lago è più azzurro che mai.

Dopo una dozzina di chilometri di arrampicata selvaggia si arriva a destinazione, Monte Pendola di Parzanica, anche qui neve manco in fotografia, in compenso ridendo e scherzando è arrivata l’ora di pranzo. La bettola che si è scelto per mangiare, non ha ambizioni da Gambero Rosso, il locale è molto piccolo e farci stare il centinaio di bikers affamati risulta un’impresa che presenta non poche difficoltà. Alla fine tutti sono con le gambe sotto il tavolo, chi aveva prenotato ed anche chi no. Che diamine! Un piatto caldo non lo si nega a nessuno!!! Ci si stringe un po’ e l’atmosfera di coinvolgimento contagia un po’ tutti, gomito a gomito si conoscono nuove persone, si discute di passione comuni e di viaggi futuri e dopo pranzo avviene l’estrazione tra tutti i partecipanti al run del viaggio e del pass messo in palio per la 13° edizione della Bike Expo di Padova, che i ragazzi del Rombo hanno voluto regalare ad un fortunato motociclista.

L’aria adesso va rinfrescando, è il momento di rientrare, costeggiando il lago che assume ora colori più cupi. L’umidità inizia a far breccia sotto il pile ed il giubbotto e la nebbia cala silenziosamente avvolgendo la campagna.

L’ultimo saluto ed una stretta di mano sono l'epilogo di una domenica diversa o forse sempre uguale, ognuno con i suoi pensieri rientra da dove era venuto, le orecchie come sempre impiegheranno ancora un po’ per riabituarsi al silenzio e la moto tornerà ancora un poco a riposare sotto il telo in garage, per noi la primavera non è mai finita.

Ringraziamo tutti i partecipanti a questa uscita ed in particolare anche i ragazzi del Bergamo Chapter che, rumorosi come sempre, non hanno voluto mancare a questo appuntamento. Che sia un anno ricco di chilometri, emozioni e nuove amicizie per tutti gli appassionati, sognatori bikers di questo paese.

 

 

Foto e testo: Corrado

 Le foto

 

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