17 giugno 2007

 

Chissà in quanti l’avranno sognato, il viaggio della vita per molti appassionati come noi di puro metallo americano.

Da costa a costa, magari sulla mitica Route 66, su strade polverose e paesaggi mozzafiato, il Grand Canyon e le stazioni di servizio con il distributore automatico di bibite della Coca Cola sotto la pensilina al sole. Tutto molto bello e romantico potremmo dire, se non fosse che noi non siamo di base a Tucson ma a Torbole Casaglia, paesino di poche anime sulla statale 235 della bassa Padana, venuti su a casoncelli e polenta ed il pop corn lo compriamo alla Rinascente. Quindi il nostro Coast to Coast Second Edition avrà come asse direttivo da Torbole Casaglia a Torbole del Garda.

Il run stavolta è a numero chiuso, 50/60 moto al massimo, si sa la strada è lunga e si vuol formare un convoglio leggero e soprattutto veloce e rapido per passare inosservato ai radar della polizia, che anche se non gira su delle Chevrolet del '78 ma usa delle Punto del '99, sono altrettanto temibili come quelle dei colleghi a stelle e strisce.

La matematica come sempre non è il nostro forte e sulla piazza contiamo ormai in 170 moto, si sa, nessun vuol essere lasciato fuori dai run dei ragazzi del Rombo e le motivazioni che ci sentiamo raccontare da chi teme di essere lasciato al palo sono pittoresche. C’è chi vanta partecipazioni storiche, chi ha preparato la moto proprio per questo run e chi più ne ha più ne metta.

Ci siamo, lo start dei motori provoca sempre quel brivido lungo la schiena e quel vuoto nello stomaco che viviamo ad ogni partenza di un qualsivoglia run, il gruppo procede compatto ed ordinato, le moto non sono molte e si riescono a gestire abbastanza agevolmente ed il piacere del viaggio in moto lo si riesce a gustare ancora bene.

Il percorso è molto vario dopo qualche assaggio di collina si sale in Val Trompia in direzione Passo del Maniva, il sole è alto ma nonostante questo quando si affronta la Valle il fresco lo si avverte uguale, anzi in alcuni punti dove la valle si fa più stretta, tra pareti rocciose ed il torrente schiumoso che scorre sotto di noi, sembra che il tempo volga al peggio.

Dopo una bella arrampicata si arriva in vetta al Maniva, il cielo coperto con nuvolosi neri carichi di acqua non fa presagire nulla di buono, una breve sosta ad ammirare la valle sotto di noi e poi si riparte. La strada che scende a Bagolino è più che altro un sentiero, immerso tra una fitta vegetazione molto suggestiva che ci porta fin sulla riva del Lago d’Idro, l’acqua è verde scuro.

I chilometri iniziano a farsi sentire siamo in viaggio da due ore ma guardando nel retrovisore il gruppo procede di buona lena, siamo nella Val d’Ampola ancora gole e rocce, il rimbombo dei motori scuote il silenzio della montagna, Tirano, Bezzecca e poi si arriva sul lago di Ledro.

Il posto scelto per la sosta pranzo è proprio in riva al lago, un prato inglese invita a sdraiarsi al sole, è arrivato il momento di metter qualcosa sotto i denti, i nuovi ed i vecchi partecipanti alle nostre uscite non impiegano molto a familiarizzare, l’atmosfera è quella rilassata e gioviale di una uscita tra amici.

Dopo pranzo si rientra il percorso prevede il passaggio in Valvestino, la grande diga sul lago omonimo fa sempre una certa impressione, quando poi si arriva a Gargnano la vista del Garda più azzurro che mai ripaga delle molte ore fatte in sella.

Giornata intensa, 230 km percorsi, le braccia ed il viso ustionati dal sole, anche questo run può andare in soffitta, quello che ci lascia sono la bellezza dei luoghi attraversati e la compagnia di persone gradevoli con cui abbiamo condiviso strada ed emozioni.

Grazie di tutto ragazzi, alla prossima.

 

Reportage: Corrado

Foto: Corrado + Giusy


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