18 marzo 2007

 

Dopo il Cuore di Ghiaccio run tipicamente invernale ed il Coast to Coast che si svolge in primavera inoltrata, la banda del Rombo di Tuono si inventa un altro appuntamento per soddisfare la voglia di uscire in moto che ci prende soprattutto in questo periodo. Il Cannonball Run, corsa fuorilegge che vedeva coinvolti i più disparati mezzi di locomozione negli States, viene riproposta in chiave padana ed aperta solo alle motociclette.

L’inverno ormai ce lo siamo lasciati alle spalle e la temperatura è quanto mai invitante per inforcare la moto e fare un’indigestione di chilometri e da quanto ci sembra di capire qui nessuno per il momento è a dieta su questo argomento.

Qualche perplessità in verità l’avevamo avuta circa il percorso del giro. Solitamente scegliamo i nostri itinerari per la bellezza dei luoghi che si andranno ad attraversare, con tutto il rispetto inventarsi un run nella bassa Bresciana era un progetto quanto mai ardito, come tentare di far diventare la Duna del mio vicino un hot rod degli anni cinquanta, il rischio di un fiasco poteva essere dietro l’angolo.

Il luogo di appuntamento per i bikers è la cittadella di Travagliato, 8 km a sud di Brescia.

Come sempre siamo i primi ad arrivare sul luogo del misfatto, è ancora presto, ma da lì a poco ecco piano piano l’arrivo di qualche moto. Ci si saluta e si scherza, ormai ci si conosce un po’ tutti, più che un raduno sembra una compagnia di amici. C’è chi è uscito da casa in punta di piedi per non svegliare moglie e figli, salvo poi tirare giù dal letto tutto il condominio quando in garage ha acceso le shot gunes. C’è chi invece ha  dormito un paio d’ore reduce da una  notte brava, ma che per nulla al mondo avrebbe rinunciato ad uscire con quelli del Rombo.

La piazza ormai brulica di moto, alla partenza se ne contano più di 250, ed esterrefatti rimangono gli abitanti del posto quando nella bella ed antica piazza principale se le vedono sfilare mentre si recano a messa a metà mattina.

Il lungo rettilineo che ci porta a Lograto, da modo ai partecipanti di trovare le giuste posizioni, è fondamentale che tutti riescano a godersi il giro, senza farlo diventare un corteo monotono, in questo ci aiuta anche il percorso, che noi avevamo sottovalutato, abituati come siamo a ben altri luoghi e scenari.

A Capriano del Colle si costeggia il  Monte Netto, in realtà poco più di una collina, strade con un susseguirsi di dolci curve tra antichi cascinali e corti contadine. Le strade sono pressoché deserte e la campagna assume un aspetto affascinante, ora che si sta svegliando dopo il lungo inverno. Costeggiando il Mella si arriva ad Offlaga per mezzo di una stradina in mezzo agli alberi dove a stento passano due auto, tutto procede per il meglio, il colpo d’occhio sul gruppo lascia senza fiato, 250 moto sono un  discreto gruppetto e non sono molte per impedire di gustarsi il giro, ogni partecipante dopo vari run con noi, conosce tempi e procedure, l’affiatamento cresce e tutto fila per il meglio.

Molti i paesini attraversati con le belle piazze tra una chiesa ed un’osteria, i bambini che giocano si bloccano di colpo alla vista della moto e rimangono a bocca aperta nel vederle passare, la manina sospesa a mezz’aria, indecisi se salutare o scappare a rintanarsi nei cortili di casa.

Il tratto da Milzano ci dà l’opportunità di attraversare il Parco della Mella Morta, molto bello davvero, curve e contro curve  sempre molto dolci e mai veramente impegnative, si guida con il classico filo di gas.

Ormai ci siamo Gambara è in fondo al lungo rettilineo, il gruppo è ben compatto ora. Ma all’improvviso ci accorgiamo che alle porte del paese due auto dei Carabinieri messe ad imbuto sulla statale con i lampeggianti accesi ci fa correre un brivido lungo la schiena, sembra la scena di un film, ma io non sono Thelma e soprattutto il barbuto Safety che ho di fianco non mi sembra si chiami Luise.

Quando eravamo pronti al peggio ed arriviamo in zona di “tiro” ci accorgiamo che i militi non sono accucciati dietro le “Gazzelle” di servizio armati di fucili a pompa, ma hanno un sorriso di complicità e ci salutano pure divertiti, insieme ad un’altra trentina di motociclisti che ci aspettavano per unirsi nella parata .

Nel paese c’è la festa di S. Giuseppe ed un rappresentante del Comune di Gambara ci attende, mentre un’auto della Polizia Municipale ci fa strada a sirene spiegate per la parata nel centro del paese. Strana sensazione per uno che per diversi anni da giovane era abituato a sentirsele arrivare da dietro quelle sirene. Stavolta i vigili sono più eccitati di noi, agitano in continuazione la paletta dal finestrino affinché il corteo di moto abbia via libera. La gente sull’uscio di casa è divertita e ci saluta festosamente.

Arrivati presso la Palestra delle scuole medie, le moto vengono posteggiate in una zona sicura, prima tappa aperitivo, i bikers sembrano gradire. Poi tutti insieme ci dirigiamo presso l’area dove è allestita la cucina, la coda è un po’ lunga, ma oggi nessuno deve timbrare il cartellino, con calma tutti si siedono a tavola. Il Vice sindaco Sig.ra Panigara dal palco saluta i bikers e li ringrazia per aver accettato l’invito della comunità di Gambara.

L’atmosfera è simpatica, si scherza e si chiacchiera, finito il pranzo ognuno si organizza per rientrare o proseguire per altri giretti, in fondo la giornata è ancora molto bella.

Ringraziamo il Comune di Gambara che ci ha ospitato con tanto entusiasmo e che ha offerto il pranzo a tutti i motociclisti presenti. Un ringraziamento al Sindaco Roberto Arturi ed in particolare a Ketty Saletti del Comitato Fiera di S. Giuseppe.

Consci di non aver scritto una pietra miliare del motociclismo contemporaneo, ringraziamo quanti hanno raccolto l’invito e sono intervenuti a questo primo Cannonball Run. E' stata una piacevole giornata, senza fuochi d’artificio, con il sole in faccia ed un manubrio tra le mani. Le giornate che piacciono a noi.

 

Testo: Corrado

Foto: Corrado e Nenad


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