4° BIKERS FOR CHILDREN

20 dicembre 2009

Oggi vorrei raccontarvi la storia di Fatima, uno scricciolo di 15 mesi il cui cammino si sta già rivelando irto di difficoltà e problemi, oltre alla seria patologia che l’affligge, questa bambina è non vedente. L’abbiamo incontrata in occasione della nostra visita alla Casa del Bambino di Costalunga, in braccio alla sua mamma faceva veramente tenerezza e pena, ogni rumore o voce estranea che percepiva era motivo di pianti a singhiozzo, ragion per cui nella nostra consueta visita in occasione del Bikers for Children, abbiamo cercato di essere più discreti e meno invadenti del solito, cercando il più possibile di evitare traumi o spaventi alla piccola.
Un po’ meglio è andato l’incontro con gli altri bambini ricoverati nella funzionale ed accogliente struttura, il tavolo della sala dei giochi si è ben presto riempito di doni, che come ogni anno con l’aiuto ed il supporto dei nostri più fedeli amici, travestiti da Babbo Natale, portiamo di persona per la gioia dei più piccoli.
Goffi e impacciati ne abbiamo visti molti di Babbi Natale in questi quattro anni uscire con gli occhi gonfi di lacrime da quelle camerette, il contatto con questa cruda realtà è molto toccante, non se ne abbiano a vergognare. In quel momento riescono, anche se solo per pochi istanti, a portare un po’ di gioia nel cuore di questi piccoli pazienti e di questo ne devono essere assolutamente orgogliosi. Molti di essi nonostante il freddo pungente di questa domenica d’inverno, rivelatasi poi una delle più fredde in assoluto, si sono sobbarcati molti chilometri di strada, partendo da casa all’ora di pranzo pur di non mancare a questo appuntamento.
Li conosciamo un po’ tutti ormai, le loro facce sono per noi piacevolmente familiari, ci mettono il cuore in questa iniziativa, come e quanto noi. Qualcuno scherzando ci confessa che solo un paio d’ore prima in fretta e furia faceva la coda nel centro commerciale del suo paese per acquistare l’abito di Babbo Natale per non deludere i bambini.
La carovana si rimette in marcia dobbiamo raggiungere l’Ospedale Civile di Brescia, fortunatamente poco distante. All’ingresso davanti alla scalinata principale come sempre le sorelle di Giorgio, un volontario dell’A.I.P. ci aspettano con tè e caffè caldo, pizzette e panettone, per chi è partito da casa senza poter pranzare saranno certamente graditi.
Si organizzano i gruppetti per entrare, la nostra meta è il reparto Oncologico Infantile, la sezione est è la più delicata, qui per potervi accedere dobbiamo osservare alcune importanti precauzioni, alcuni bambini sono in stanze protette e non possono ricevere visite, per loro qualsiasi infezione sarebbe fatale dato che le loro difese immunitarie sono molto deboli. Dai vetri delle loro stanze ne vediamo qualcuno, a volte dobbiamo raccogliere tutte le nostre forze per non scappare via, specie quando vedi queli più piccolini, fanno una tenerezza immensa ed il nostro senso di impotenza si fa sempre più forte.
I genitori ci ringaziano con sorriso velato di tristezza, lo leggi in fondo ai loro occhi, molto spesso sono famiglie umili costrette a vivere in una città straniera per poter restare accanto al proprio figlio ammalato.
Solo quando non abbiamo più doni da consegnare usciamo all’aperto in cortile, molti hanno una luce diversa negli occhi rispetto a quando sono entrati a contatto con questa realtà, è un’esperienza che per un po’ ti lascia il segno dentro, più cerchi di scacciarla e più ti torna alla mente. Quei bambini sui lettini, alcuni di loro sono calvi, altri sono circondati di macchinari sono i fotogrammi che faticheranno ad abbandonare la nostra mente. L’aria fredda brucia sulla pelle del viso surriscaldato dalla temperatura e dall’emozione provata nelle corsie di quei reparti.
Il resto è storia ordinaria, i motori tornano a far sentire la propria voce, ci allontaniamo dall’Ospedale passando per le vie del centro, l’ultima sosta per un saluto con la promessa di ritrovarci per strada nella prossima stagione. Sulla strada di casa la temperatura scende sotto lo zero, penso agli amici bikers in autostrada, qualcuno di loro indossa ancora il vestito acquistato stamattina nel centro commerciale del proprio paese. Indossandolo, prima di partire, forse si saranno sentiti anche un po’ ridicoli ed impacciati, ora non più, quel vestito ha fatto egregiamente il suo dovere, ha portato un pò di gioia a chi in quel momento ne aveva veramente bisogno.
Sosteniamo la ricerca, non abbassiamo mai la guardia, solo così si potranno sconfiggere certe patologie. Non voltiamo la faccia da un’altra parte. Spesso l’indifferenza uccide più della malattia stessa, non dimentichiamocelo.

Testo e foto: Corrado


*** RINGRAZIAMENTI ***

Ringraziamo tutti gli amici bikers che hanno partecipato all’iniziativa e che hanno assicurato, con la loro presenza, il calore e la solidarietà indispensabili in occasioni come questa. Ciò che avete dimostrato ci ha veramente scaldato il cuore. Grazie!

Ringraziamo il centro Bennet di Gavardo (BS) e le annesse Gallerie Commerciali Bennet per la disponilità e le agevolazioni che ci hanno concesso per poter acquistare i doni per i bambini. Grazie !


Un ringraziamento, infine, va a Paolo e Steve che insieme al sottoscritto costituiscono quella parte del direttivo del Rombo di Tuono che partecipa e crede fermamente in questo genere di iniziative.

Corrado



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