Niente cromature e fiumi di birra, ballerine scatenate e rock band da urlo, oggi i protagonisti di questa giornata organizzata dai ragazzi dell’Organizzazione Rombo di Tuono di Brescia e dal Motoclub Leonessa 1903 sono i bambini che vengono ospitati per motivi di salute nei reparti di Oncologia Pediatrica e di Neuro Psichiatria infantile dell’Ospedale Civile di Brescia, della Casa del Bambino di Costalunga e  del dormitorio femminile Casa Federico Ozanam in centro città.

L’intento è di portare dei doni ed un po’ di calore umano a dei piccoli amici che in questo particolare periodo sono ricoverati in ospedale. Un’iniziativa, la nostra, già collaudata anche da altri gruppi motociclistici in altre città.

Essendo alla nostra prima esperienza in tal senso, non nascondevamo una certa apprensione per la buona riuscita dell’iniziativa, deludere quei bambini sarebbe stata una cosa che non ci saremmo mai perdonati.

L’idea, partita in una riunione di una piovosa sera autunnale, ci vide subito tutti d’accordo, mettersi in gioco per un’argomentazione così seria fece passare in secondo piano le difficoltà che avremmo potuto incontrare. Senza perderci troppo d’animo ci siamo rimboccati le maniche, trovando la collaborazione anche dei molti amici bikers che da anni ci seguono nelle nostre scorribande.

Il giorno prefissato, il 17 dicembre, una trentina di motociclette ed una cinquantina di bikers, armati di tutto punto ed infreddoliti quel tanto che basta, scortati per le vie del centro città affollate da passanti intenti nelle compere dei regali Natalizi da due vigili motociclisti, puntava le forcelle verso il primo obbiettivo: La Casa del Bambino dove vengono ospitati piccoli pazienti in attesa di subire il trapianto di midollo osseo. In questa struttura operano i volontari dell’A.I.P. Associaz. Immunodeficienze Primitive onlus, associazione che sosteniamo con delle raccolte fondi.

Qui i bimbi sono seguiti da un genitore che può trovare ospitalità presso questa casa. Questo è fondamentale poiché non tutte le famiglie sono in grado sobbarcarsi le spese di alloggio in albergo per poter seguire il figlio, molti di loro infatti, provengono anche da altre città.

Poi è stata la volta dell’Ospedale Civile di Brescia, reparto Oncologico e di Neuro Psichiatria per bambini. Date le particolari condizioni dei piccoli pazienti, per poter entrare nei reparti  abbiamo dovuto osservare alcune precauzioni quali ad esempio l’uso di mascherine protettive. L’incontro con i piccoli amici è stato particolarmente toccante, ogni motociclista poteva entrare in una cameretta e portare un dono ed una carezza.

In particolare, ci avevano avvisato che un piccolo paziente di 5 anni, appassionato di moto ed informato qualche giorno prima dalle infermiere circa la nostra visita, appresa la notizia si era subito illuminato in volto. Solo uno di noi, dopo aver indossato indumenti sterili,  ha potuto accedere alla cameretta del bimbo. Noi da fuori abbiamo assistito alla scena da un monitor, nel vedere il nostro Paolo con le tre motorette per lui, un lampo di gioia si è dipinto sul volto del piccolo.

Quello che abbiamo potuto vedere in quei reparti lo conserveremo a lungo nella mente, la compostezza dei genitori  che con gli occhi velati e tanto amore accudivano i propri figli scartando loro i nostri pacchetti, quelli che invece potevano vederli sono attraverso un monitor, madri e padri di altre religioni ed etnie accomunati dallo stesso percorso di sofferenza e dolore a fianco uno all’altro scambiandosi parole di conforto.

Mentre la visita ai bimbi proseguiva ci intrattenevamo con la direttrice dell’A.I.P. che ci spiegava come l’Ospedale Civile di Brescia fosse all’avanguardia nella cura di queste patologie, raccogliendo pazienti da tutta Europa e di come la leucemia infantile avesse buone probabilità di essere debellata.

Con il nodo in gola, salutati i dottori e gli infermieri ed anche per non creare ulteriori intralci con la nostra presenza, raggiungevamo le nostre moto posteggiate proprio davanti all’ingresso principale e solo allora ci accorgevamo delle manine dei bambini, che da dietro i vetri delle loro finestre, agitavano  in segno di saluto.

La carovana si dirigeva verso l’ultima tappa di questo tour, il dormitorio femminile “Casa Ozanam” una struttura dove donne in stato di grave necessità trovano un rifugio per loro e per alcune di esse anche per i propri figli.

Qui arrivano donne che subiscono violenze e maltrattamenti e che si ritrovano in mezzo ad una strada senza mezzi di sostentamento o ragazze che vengono strappate alla vita di strada e che si rivolgono ai servizi sociali.

Dal nostro pick up anche qui abbiamo scaricato una bella quantità di doni ed anche diversi scatoloni di generi alimentari, che per una struttura che si regge sul volontariato, non possono altro che far bene. Abbiamo anche conosciuto una piccola bambina di quattro anni con degli splendidi occhi grigi e capelli castani alla quale due nostri energumeni hanno montato un “complicatissimo” passeggino su cui poter portare a passeggio una bella bambola. Penso avrebbero sudato molto meno se avessero dovuto mettere insieme uno showel, ma alla fine l’operazione è perfettamente riuscita.

A fine di questa giornata vorremmo evitare di scomodare i soliti luoghi comuni sui biker che ormai fanno parte di una  letteratura scontata e ipocrita, né tanto meno vorremmo prenderci meriti che non ci competono, noi oggi abbiamo portato solo qualche giocattolo e distribuito qualche sorriso. Ricordiamoci invece delle persone che fanno sì che tutto questo possa realizzarsi, dai medici al personale infermieristico ed alle associazioni serie che aiutano questi piccoli pazienti e le loro famiglie. Aiutiamo la ricerca che è la cosa più importante affinché queste malattie vengano debellate e che dalla finestre delle loro camerette questi bambini possano ancora guardare il cielo con occhi di speranza.

Un ringraziamento è doveroso per chi ci ha sostenuto ed appoggiato in questa nostra iniziativa: Editrice la Scuola Brescia, Gruppo Italmark Supermercati, lo stabilimento Barilla di Castglione delle Stiviere, il Credito Cooperativo di Brescia, il negozio Fer-Giochi di Mantova, l’Azienda Servizi Municipalizzati di Brescia, il comando della Polizia Municipale di Brescia nella persona del comandante Alberti e tutti gli amici motociclisti che con grande generosità si sono resi disponibili portando doni e soprattutto il calore della loro presenza.

Grazie anche a Lidia, un’indomita lady che da sola col suo sporty nero da Milano ed Enrico con un dyna da Bergamo non hanno voluto mancare all’appuntamento. 

 

RdT



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