6º ANNIVERSARIO ABNORMAL CYCLES

Bernareggio (MI) 25 marzo 2012

Il messaggio di Samuele come al solito mi arriva sul telefonino in piena notte. “Domenica organizzo una grigliata per pochi amici... se vuoi porta una bottiglia che al resto penso io.”
Naturalmente nei giorni successivi cercai di usare la massima discrezione per non far trapelare all’esterno questo improvviso invito, infilai nella borsa laterale della Springer un paio di bottiglie, facendo attenzione di proteggerle dagli urti e mi recai a casa, o meglio ma tanto è la stessa cosa, nell’officina di mister Samuele Reali.
Restai sbalordito dal constatare che più che una grigliata tra quattro amici, la cosa avesse assunto le proporzioni di un miniraduno, con tanto di musica; alla consolle Frankie, una griglia dalle capacità industriali e una bar che poteva dissetare una mandria di cammelli da qui all’eternità.
Tanti gli amici che hanno risposto spontaneamente all’invito di Samu, la giornata particolarmente calda e soleggiata ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente e euforica.
Chili e chili di salamelle alla brace e bisteccone alte due dita sono state divorate con molto gusto dalle fameliche fauci degli invitati.
Il clima è di una bella festa molto informale, come è nel carattere e nello spirito di Samuele.
Mentre fuori intanto impazza la festa ne approfittiamo per entrare nel’officina deserta di Abnormal, c’è un ordinato... disordine, quello tipico di chi ha tante cose da fare, di chi brucia passione da tutti i pori e non si cura di nascondere questa virtù che in poco più di qualche anno ha proiettato Samuele a imporsi sulle passerelle dei più importanti contest mondiali, ma nel contempo è riuscito a restare il ragazzo di sempre, pulito e con i piedi per terra. Quello che da bambino gioiva nel portare alla massima velocità il Ciao del suo migliore amico o perdeva la cognizione del tempo smontando il cambio di una vecchia moto da cross, mentre in tavola la cena si freddava.
Qualche anno è passato, la passione è riuscita a diventare la propria occupazione, quello che è rimasto intatto è quella luce che si accende negli occhi di Samu quando le sue mani sfiorano le forme delicate di una motocicletta, la sua seconda anima.

Testo e foto: Corrado



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