2° DELTA RUN

Porto Tolle (RO), 25 luglio 2010

Il postino suona sempre due volte, specie quando deve consegnarti la raccomandata di un verbale di un autovelox. Stavolta però si tratta della seconda edizione del Delta Run organizzato dai Taianti, un gruppo di amici appassionati di ferri americani che risiedono in quelle zone.
L’appuntamento con la cellula milanese dei Barlafus è all’alba di una radiosa mattina di agosto, immancabilmente fuori del casello autostradale della Milano/Venezia. Le classiche due cazzate prima di accendere il bottone Engine e l’aria frizzante del mattino ti scivola sotto la t-shirt facendola gonfiare.
Il gruppo composto di quattro Harley procede compatto a debita distanza una dall’altra, la Transpolesana non assomiglierà certo alla Route 66 ma chissenefrega, se chiudi gli occhi e apri a fondo il gas, nessuno se ne potrà mai accorgere. Il viaggio è scandito dalle soste per i bisogni fisiologici dei nostri motori assetati e dalle nostre prostate affaticate.
Arriviamo a Porto Tolle, luogo da dove prenderà il via questo 2° Delta Run, secondo voi quando??? Quando gli altri sono già tutti arrivati, ovviamente siamo gli ultimi anche stavolta.
Le moto sono allineate su un prato verde, il posto è veramente affascinante, si tratta del Museo Regionale della bonifica Cà Vendramin, la ragazza che ci fa da guida ci illustra la storia di questa struttura. Epoche passate quando questa terra fu rubata alle acque che la sommergevano e il lavoro era fatto a braccia dagli uomini.
Dopo tanta cultura, torniamo ad essere dei rudi ed indisciplinati motociclisti. Percorrendo la strada provinciale a ovest del Po di Gnocca, più d’un riders ha avuto quella strana sensazione di essere pigliato per il culo da organizzatori buontemponi. Ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale.
Suggestivo il passaggio sul ponte di barche con un casellante che all’arrivo di quell’orda di motociclisti si stava quasi barricando nella sua postazione. Così come lo erano le stradine deserte che costeggiavano la Sacca degli Scardovari, un enorme bacino di acqua salata per la coltivazione di cozze e vongole.
Sotto un sole cocente l’arrivo alla spiaggia di Boccasette per l’aperitivo, mentre i normali bagnanti intimoriti si fanno il segno della croce “sono arrivati i bikers, gli anticristo”.
Il culo fa male da morire quando a sera si riprende la via di casa. Il sole che scende all’orizzonte ci acceca e come se non bastasse, gode un mondo a riflettersi sulle nostre cromature. La faccia arsa dal sole dalla lunga giornata passata in moto urla vendetta. Come il trailer di quella famosa pubblicità di quella altrettanto famosa fabbrica di motociclette Americane, così il gruppo si assottiglia sulla via di casa. Ci si tocca in velocità la mano come a sancire un rituale che si ripeterà ancora nel tempo e poi ognuno per la sua strada.
Anche oggi grazie a Dio è stata una giornata vissuta alla grande.

Testo e foto: Corrado



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