Chissà perché ma in fondo te lo senti che quella telefonata non può annunciare nulla di buono. Quando la comunicazione finisce è come se un pugno a tradimento ti colpisse in pieno volto, facendoti barcollare, facendoti piegare in due dal dolore.
Di colpo riaffiorano lancinanti situazioni già dolorosamente vissute in passato, che mai pensavo dover rivivere ancora una volta. Sbagliavo.
Diego non c’è più, fino a qualche ora prima era lì, insieme a noi, poi ti accorgi che non ci saranno altre occasioni per stare in sua compagnia.
Lo conoscevamo da anni oramai, al Rombo di Tuono ci teneva, abitava in un paese vicino al nostro, Travagliato, lo sentiva suo e per nulla al mondo vi avrebbe rinunciato. Al suo paese era conosciuto come Lo Squalo, ma mai soprannome fu meno azzeccato. Del feroce pescecane Diego non aveva nulla, anzi, quella sua aria sempre un po’ dinoccolata te lo faceva prendere subito in simpatia, quando lo vedevi arrivare prima ancora che riuscisse a mettere il cavalletto alla sua Electra, capivi già che ti avrebbe strappato un sorriso.
Quindici giorni fa ci eravamo beccati in piena parata all’European Bike Week in Austria, ce lo siamo trovato davanti, qualche centinaio di metri fatti fianco a fianco, mentre ci raccontava del suo arrivo all’ultimo minuto e che aveva piantato la tenda nella prima aiuola libera che aveva incontrato.
L’ultima ieri sera appunto, la più amara, quella che non riesci a mandare giù. Cerchi di ricordare qual è stata l’ultima frase scambiata, l’ultima espressione, prima di vederlo partire.
Diego ha scelto una notte luminosa per il suo viaggio più lungo, la luce della luna che si rifletteva sull’asfalto gli ha indicato la direzione da seguire e siamo sicuri che arrivando lassù non abbia resistito e abbia piantato la tenda nella prima aiuola incontrata, strappando un sorriso anche alle stelle nel cielo.

Ciao Diego.


Diego Troncana
26-07-1978
22-09-2007

IL VIAGGIO PIU' LUNGO (l'addio a Diego)