Edito agosto 2010
- RI... NATO -

Sono quasi le 10, minuto più minuto meno, domenica mattina di agosto in una Brescia deserta. Il semaforo passa dal giallo al rosso, scalo... fragorosamente e mi fermo in "pole position", uno strano presagio mi fa girare la testa. Alle mie spalle, sulla destra, vedo il muso di un'Alfa che mi punta minacciosa. Sono i Caramba con il lampeggiante acceso. L'appuntato alla guida, con ampi gesti, mi indica di proseguire ed accostare. La sua espressione non promette nulla di buono.
...ttanaccia troia, mi sento finito... scarichi aperti come le cosce di una escort di lusso... caschetto rigorosamente outlaw... immagino già il mio libretto che se ne va al macero nella discarica dell'Azienda Municipalizzata.
Di colpo il ricordo di quante volte quella scena si è ripetuta, periodicamente, parecchi anni fa. Il finale molto spesso era scontato: le mie poche cose sparpagliate sul cofano dell'auto della polizia, con l'agente curvo su di esso a redigere chilometrici manoscritti, chiamati in gergo tecnico "verbali", ed io qualche passo più indietro, impegnato in interminabili discussioni con il capo pattuglia che non ci pensava manco per l’anticamera del cervello di prendere in esame anche solo una delle mie, in verità, alquanto fragili argomentazioni.
A quei tempi sapevo a memoria tutti i testi delle canzoni di Jim Morrison e gli articoli del codice stradale che mi venivano regolarmente contestati.
Il semaforo nel frattempo diventa verde, ingrano la... seconda, per far si che il rumore degli scarichi sia il più sommesso possibile e mi avvio con il bicilindrico claudicante verso il mio destino, come un tacchino nel giorno del ringraziamento.
Ma ecco che la gazzella dei Carabinieri mi supera facendo fischiare le gomme, vedo il lampeggiante che si allontana velocemente. Improvvisamente mi sento come un condannato seduto sulla sedia elettrica nel giorno in cui viene a mancare la corrente.
Mi fermo un attimo sul ciglio della strada, un brivido gelido mi corre lungo la schiena, mi pare di essere nato una seconda volta. Stavolta però in sella ad un’Harley!

Corrado


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