Edito agosto 2009

- SOTTOPELLE SIAMO COSI' -


Un’altra giornata di bollore l’abbiamo archiviata. Apro la porta e un caldo alito di chiuso mi da il benvenuto. Sono passate almeno dieci ore da stamattina, quando uscendo di casa ho chiuso le finestre con la vana illusione di intrappolare il fresco della notte fino al mio rientro.
Butto la borsa con il lap top sulla prima poltrona che trovo e mi precipito ad aprire le imposte per lasciare, al caldo interno e quello esterno, la lotta per chi deve farmi soffrire. Via la camicia, incollata alla schiena, via pantaloni e scarpe e via in doccia per una ventina di minuti di scroscio fresco. Nonostante il caldo il getto di acqua fredda mi provoca i brividi, ma li accetto volentieri e dopo i primi attimi di panico, mi lascio abbracciare dall’acqua che dalla testa scorre fino ai piedi. E’ fatta. Ho ristabilito l’equilibrio.
La temperatura in casa, complice la brezzolina pre-serale che cala dai monti e il ventilatore acceso sulla scrivania, si è attestata a livelli accettabili. Indosso una t-shirt con le maniche tagliate a forbice e un paio di jeans che hanno subìto la stessa sorte due palmi sopra il ginocchio e seduto davanti al video, apro la posta. Appena il doppio click, leva il lucchetto alla porta virtuale della mia cassetta della posta, ecco un sfilza di messaggi lampeggiare sul desktop.
Scarto subito gli spamming che pubblicizzano eccezionali prestazioni sessuali per acquisti di cialis e company. Cancello i messaggi che mi avvertono che su facebook qualcuno ha detto qualcosa a qualcun altro e mi concentro sulla posta che ha nell’oggetto: Rombo di Tuono.
E’ la nostra corrispondenza quotidiana che ci inviamo per colmare le distanze che ci dividono e per continuare, giorno per giorno, le nostre riunioni virtuali sulle mille cose da fare e altrettante da decidere. Abbiamo una manifestazione da portare a termine e non sono concesse pause.
Nonostante il periodo non proprio eccezionale dal punto di vista economico, le adesioni di preparatori, customizer, espositori e interessati a esporre è considerevole.
Oramai, le manifestazioni invernali stanno assumendo importanza e considerazione da tutto il pubblico interessato. Sono diventate un contraddittorio tra il vivere la moto outside e vivere la moto inside. Una staffetta tra estate ed inverno, che, idealmente, dovrebbe tenere unito il mondo custom nei momenti in cui il clima e il tempo, impediscono di vivere la moto appieno.
Per noi questa manifestazione deve avere la qualità, il valore, il sapore di un run tra le colline. Deve offrire, a chi ama la moto, la possibilità di concentrarsi "sull’oggetto immobile” non "sull'oggetto in movimento“. Con tutto quello che ne consegue, incontrare preparatori, espositori di accessori ed abbigliamento, nuove proposte, nuove idee.
Deve essere stimolante. Deve poter innescare progetti nuovi. Deve continuare a far vivere questo mondo custom con le pulsazioni che gli sono proprie.
Ecco perché noi del Rombo di Tuono, siamo selettivi ed intransigenti.
Ecco perché noi del Rombo di Tuono cerchiamo di offrire al nostro pubblico il meglio che questo mondo può offrire. Perché a noi che la moto piace viverla in “qualità”. Che si tratti di run in gruppo o di uscite solitarie. E’ la qualità di quello che facciamo, il denominatore comune di tutte le nostre scelte. Per qualsiasi elemento che debba far parte di questo nostro progetto in continua evoluzione.
Ed ecco che contattiamo personalmente tutti gli espositori, perché il contatto è importante.
Ed ecco perché diciamo di no a chi, soldi in mano ci chiede di avere uno stand per vendere paccottiglia pseudo biker.
Ed ecco perché a noi non servono kilometri quadrati di padiglioni riempiti di nulla, ma bastano i metri giusti per raccogliere le migliori competenze del produrre custom.
Il mondo custom deve riappropriarsi del suo significato. Deve riprendersi i suoi stimoli e i suoi legami che lo hanno sempre legato alla musica, al rock, al mare ed ai tatuaggi. Un mondo custom che non è fatto soli di chopper o bobber, ma che ingloba, inevitabilmente, un modo di vestire, dalla t-shirt agli stivali. Dai giubbotti ai gadget. Un mondo che, ha come nel fashion, trendsetter e falsi e noi i falsi non li vogliamo nella nostra manifestazione.
A forza di leggere e parlare di moto mi è venuta voglia di farmi un giro. Spengo il lap top, arresto il sistema e mi levo gli short per indossare un paio di jeans. Un giubbino leggero, gli inevitabili Redwing e con un salto sono nel garage. Un paio di cicchetti al carburatore, un calcio al kick e l’Ironhead parte borbottando. Il tempo di allacciare il casco e ingranare la prima e sono in movimento. Accendo il faro che ritagli una falce di luce nella sera imminente e mi butto su per la collina. Anche se non mi riesce di guidare la notte, lascio che le curve mi accompagnino dolcemente.
Il tempo di arrivare in cima ad uno spiazzo, fermare la moto e sedermi sull’erba a godermi il panorama, dall’alto della città illuminata come un flipper. Lascio che il fresco della sera mi accarezzi un po’ prima di tornare giù a casa. Mi sdraio sull’erba fresca e penso che non vedo l’ora che sia il 17 ottobre e non vedo l’ora, con i miei compagni di avventura di aprire le porte ad una nuova edizione del ROMBO DI TUONO, non la più bella forse, ma la più coinvolgente e sentita, per chi come me non riesce proprio ad abbandonare questo “maledetto” modo di intendere la vita, la nostra.

Luigi "Radio Shovel" Poppi


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