Edito marzo 2007

LA NOSTRA ISOLA

 

Quante volte in cuor nostro l’abbiamo pensato, ma per mille motivi seppur a malincuore abbiamo dovuto rinunciarvi, presi come siamo dai mille impegni legati al nostro lavoro e poi confessiamocelo, non siamo più dei ragazzini per cui alcune libertà non sempre ci sono lecite.

Oggi tuttavia non ho saputo resistere al richiamo dell’istinto e quando subito dopo pranzo sceso in garage tra l’auto della ditta e la moto, che in un’ angolo riposava coperta sotto un telo, dopo un’ attimo di indecisione e dopo avere controllato che nessuno mi vedesse, il motore della moto era già pronto a rispondere alla lieve pressione del commutatore di accensione, la visiera del casco scendeva a separarmi dalla routine quotidiana, almeno per oggi fanculo a tutto.

Strana sensazione, quella di viaggiare in mezzo al traffico lavorativo di un qualsiasi martedì di un metà febbraio, così mite che neanche i vecchi del paese, assorti nelle loro interminabili partite a carte all’osteria della piazza, se ne ricordano di più caldi.

Partire così all’improvviso, senza una meta prefissata, può causare qualche scompenso, così quando al primo bivio ho dovuto scegliere quale strada imboccare ho avuto qualche incertezza sul da farsi, un colpo di claxon dietro di me mi riportava alla realtà, ero su una tipica strada lombarda dove il tempo è denaro e la frenesia è all’ordine del giorno.

Da qui in poi è stato tutto un susseguirsi di strade, senza una meta precisa, ma percorse con il solo gusto del divertimento nell’impostare curve e traiettorie, a volte con il gas aperto, altre invece con un filo solamente. Strade di campagna deserte, costeggiando cascinali, la cui puzza di letame mi ricordava di quando anche sotto casa mia, prima che vi costruissero uffici direzionali a perdita d’occhio, c’era una cascina con delle mucche vere, delle galline che facevano le uova e dove i maiali mai avrebbero pensato di finire un bel giorno per essere la mascotte di una nota casa costruttrice di motociclette americane.

Ci sono delle cose che non hanno prezzo, o meglio chi pensa che tutto lo abbia, secondo me vive un po’ male, perde di vista quali sono le cose importanti che ti fanno sentire vivo. Tutti noi inseguiamo un qualcosa di indefinito, proviamo qualche volta a seguire il nostro cuore, non è difficile provateci, non servono neanche navigatori satellitari o diavolerie simili, in fondo la strada è molto semplice, “seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino e se ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché, chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle, forse è ancora più pazzo di te”.

 

Corrado

(foto cortesemente offerta dai ragazzi del Festa Bikers di Cologno)


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