Edito maggio 2006

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI

 

Non scorderò mai le mie notti insonni prima degli esami, quando chino sui libri, cercavo invano di recuperare il tempo perduto, rincorrendo affannosamente i paragrafi e le  formule,  perennemente in lotta contro tutto, la luce fioca della stanza, la testa e le braccia pesanti che ogni tanto non reggevano più, finché vinto, non mi arrendevo e chinavo il capo sulle pagine aperte dei tanti libri dimenticati chiusi per troppo tempo in fondo al mio zaino militare.

Ci siamo, la giostra si è rimessa in moto, c'è ressa davanti alla biglietteria, tutti in coda a reclamare il proprio scampolo di libertà, si scalpita e si sgomita, nessuno vuole rimanere escluso. Al flipper impazzito hanno riattaccato la spina, le luci multicolori attirano la nostra attenzione, il luna park ha spolverato tutte le sue attrazioni, la stagione è ricominciata, apriamo le finestre e diamo aria alla stanza rimasta chiusa per troppo tempo, la striscia di sole che ne entra provoca giochi strani con il pulviscolo che vola nell'aria.

Come allora le vigilie mi provocano sempre un po' di agitazione, il sonno tarda ad arrivare e la testa ripassa mentalmente tutte le possibili situazioni che mi aspettano all'indomani, mi addormento a  volte  quando dallo spiraglio delle imposte socchiuse, il chiaro del mattino rompe l'oscurità silenziosa della notte.

Ci saranno ancora statali da percorrere sotto un sole cocente o soste forzate sotto improbabili ripari mentre la grandine ci segnerà le braccia. Deserte strade notturne, male illuminate e piene di insidie ci vedranno aggrappati ad un piccolo manubrio, con il freddo che ti penetra nelle ossa, come un naufrago si regge ad un pezzo di legno inzuppato tra le onde, cercando in tutti i modi di restarne a galla. 

Forse sarà tutto tremendamente uguale e scontato, ma c'è qualcosa che mi lega maledettamente  a questo mondo, dove una stretta di mano può voler dire tanto o nulla, dove le parole possono avere mille significati, pesanti fino a scavarti nell'anima o vuote ed inutili come una notte d'amore con una puttana.

Riprende il mio viaggio, tanti sono i posti che ancora meritano di essere visti, tante sono le storie che meritano di essere vissute, anche stanotte mentalmente ripasserò il nuovo itinerario, la moto è quasi pronta il serbatoio è pieno, forse il nostro sguardo si incrocerà su di una strada dimenticata da Dio, buona fortuna amico mio, buon viaggio.

 

Corrado


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