Edito luglio 2006

UN SAPORE AMARO

 

Chissà a quanti di voi sarà capitato. Una bella giornata di sole, calda, il cielo terso senza una nuvola, il suono allegro del motore che sovrasta ogni cosa. La strada disegna curve perfette ed il tuo sguardo si perde tra i campi appena trebbiati da dove in lontananza, oltre le colline, si riesce a scorgere l’azzurro intenso del mare.

Sarebbe tutto perfetto se all’improvviso, senza saperne nemmeno il motivo, non ti trovassi a misurare la durezza dell’asfalto. Le mani sbucciate e sanguinanti, i jeans strappati e la polvere che ti riempie la bocca. Il viaggio che avevi appena intrapreso bruscamente si interrompe, il motore tace e non resta altro da fare se non leccarsi le ferite, cercando di rimettersi faticosamente in piedi.

Questo è un po’ quanto successo a noi, il capitombolo è stato forte, le ferite sono ancora aperte e forse non si rimargineranno nemmeno più.

La delusione è stata grande e come sempre arriva da chi non te l'aspetti.

Rimettersi in strada non è stato per niente semplice, abbiamo temuto anche di non farcela.

Ci stiamo ancora provando ed anche se la moto è ridotta piuttosto male, se le croste sulle nocche non sono ancora sparite, se dalla strada il mare in lontananza ha assunto un colore scuro che non fa presagire nulla di buono, noi ci siamo, il viaggio continua.

Al momento l’andatura è quella che è, ma in ogni modo è un’emozione che vale la pena vivere fino in fondo.

Le nostre delusioni  lasciamole in fondo all’anima. 

Corrado


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