Le foto

 

 

FRANCIA:

toccata e fuga

by Beltra

 

 

 

28-29 luglio 2007

 

Nascono un po' così, per caso. Io ed un amico della provincia di Bergamo, Fabrizio detto “Foly750”, decidiamo di andare un pomeriggio in quel di Gallarate a conoscere un amico che fino ad ora si conosceva solo virtualmente tramite il sito dei germi(www.germituscany.it). L'idea iniziale era quella di andare a bere una birra insieme visto la limitata distanza che ci divideva, idea che piano piano si è “mutata” diventando in breve un'occasione per un minirun. Il lavoro impediva di partire la mattina e quindi il programma prevedeva che io nel primo pomeriggio raggiungessi Fabrizio in quel di Bonate Sotto, breve saluto e via a conoscere Marco per poi partire alla volta delle alpi sponda francese. Tutto fila liscio tranne un breve ritardo causato del protrarsi del lavoro mattutino, fatto sta che verso le 16.00 le nostre tre moto sono accese in direzione Aosta. Bandita l'autostrada ci gustiamo un piacevole tragitto tra le campagne della provincia di Novara e Vercelli ove le strade cominciano a farsi più “divertenti”. Transitiamo nella zona di Ivrea e giunti in zona Aosta viriamo verso La Thuile per accingerci a uscire dal nostro Bel Paese. Sono circa le otto di sera che scattiamo le prime foto davanti al cartello del Piccolo S. Bernardo posto a 2188 m s.l.m.. Al primo paese nella terra dei “vicecampioni del mondo” la fame comincia a farsi sentire e così decidiamo di fermarci a cenare. Il programma prevedeva di dormire all'aria aperta ma prevedeva pure di essere un po' più avanti ed a una quota inferiore, così contrattiamo con l'oste il prezzo per il pernottamento, che giudichiamo ragionevole, quindi prenotiamo. Trascorriamo la serata gustando cibi tipici del posto, abilmente consigliati dal nostro Foly, il quale ha alle spalle un passato da camionista lungo le strade francesi. Dopo cena ne approfittiamo per uscire a fare due passi e bere un paio di birrette nell'unico locale di quel desolato paesino di montagna. Verso l'una la branda ci attende, l'indomani infatti avremmo dovuto fare parecchia strada per goderci quanto di meglio la zona proponeva. La sveglia verso le 8,00, doccia rigenerante, ricca colazione e dopo circa un'oretta siamo pronti a partire. Entrati in val d'Isere il primo ambito traguardo è il col del'Iseran, un passo posto a 2770 m s.l.m.! Durante il tragitto ne approfittiamo per scattare foto a paesaggi veramente suggestivi, colori della montagna e del cielo dai riflessi fiabeschi. Verso mezzogiorno decidiamo di fermarci presso un supermarket a far scorta di cibo e bevande da consumare lungo il tragitto quando il posto e la fame ce lo avrebbero richiesto. Durante la salita del col du tèlègraphe decidiamo di fermarci per consumare il nostro pranzetto al sacco, pane con affettati, birra, formaggi locali e come ciliegina finale un buon caffè italiano fatto con la moka. La strada comincia ad arrotolarsi su se stessa e la pendenza comincia a farsi sentire ma imperterriti e con la voglia di arrivare verso le 16.00 siamo sulla cima del Galibier posta “soltanto” a 2645 m., più bassa dell'altra ma molto più suggestiva con un panorama veramente unico. Iniziamo la discesa verso Briançon con una sosta a fotografare una tranquilla marmotta che incurante del traffico ci attraversa tranquillamente la strada. Il tempo purtroppo scorreva inesorabile come i chilometri sotto le nostre ruote fino a farci propendere per una scorciatoia verso casa visto che gli altri passi da fare ci avrebbero impegnato troppo tempo. Scendiamo quindi dal col du Lautaret e decidiamo di entrare in Italia dal passo del Montgenevre e di entrare in autostrada all'inizio della val di Susa. Marco ci lascia e decide di rientrare a casa mediante statali, cosa che avremmo fatto volentieri anche noi se in tempo non fosse stato così tiranno. Torino, Milano e verso le venti siamo all'altezza di Bergamo dove anche le nostre strade si dividono, ancora un'oretta e verso le 21.00 varco finalmente il cancello di Casa. Partito il giorno prima alle 13,40 e dopo 990 km di puro divertimento mototuristico in compagnia di due amici e grandi motociclisti, un'esperienza nuova che mi ha pienamente appagato visto i panorami che sono riuscito a scorgere e fissare indelebilmente nella mia testa. Un ringraziamento a Marco ed a Fabrizio per la compagnia e per avermi coinvolto in questa esperienza, ora finisco le ultime due righe e poi penso a cosa mettere nella borsa della moto per andare al mare la prossima settimana... dopo un tuffo nella neve ci sta bene pure un bel bagnetto a 40 °C.

 

Testo e foto: Beltra

 

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